In una tiepida sera del novembre 1989, dopo una giornata di lavoro, come tante altre, il cuore di Domenico Palladino figura di otorinolaringoiatra in quel tempo molto nota in città, si fermò per sempre

In una tiepida sera del novembre 1989, dopo una giornata di lavoro, come tante altre, il cuore di Domenico Palladino figura di otorinolaringoiatra in quel tempo molto nota in città, si fermò per sempre

Così come aveva improntato tutta la sua operosa esistenza, andò via in silenzio lasciando un ricordo indelebile di professionista laborioso e di moralità integra, racconta Peppino De Lorenzo

E' di Domenico Palladino, otorinolaringoiatra, che, questa settimana, Peppino De Lorenzo scrive.
"In una tiepida sera del novembre 1989, dopo una giornata di lavoro, come tante altre, il cuore di Domenico Palladino (nella foto di apertura), figura di otorinolaringoiatra in quel tempo molto nota in città, si fermò per sempre.
Così come aveva improntato tutta la sua operosa esistenza, andò via in silenzio lasciando un ricordo indelebile di professionista laborioso e di moralità integra.
Infatti, il dottore Palladino apparteneva a quella generazione di sanitari che seppe dare alla medicina una diversa impronta.
Iniziò la sua professione nel tempo in cui i medici erano pochi e, diversamente da oggi, operavano nel reciproco rispetto e con una collaborazione che, allo stato, non esiste più. Il tutto ad esclusivo vantaggio della sofferenza umana.
Schivo del compromesso, malgrado i tempi che già mutavano, rimase, fino in ultimo, quello di sempre, ben convinto che l'umanità e la dedizione quotidiana restino sempre doti preclari di ogni buon sanitario.
Né sia possibile, nel ricordarlo, dimenticare la sua dedizione alla famiglia cui, in ogni istante, offrì sempre la migliore parte di sé.
Riposa nel cimitero della nostra città ed il suo ricordo è rimasto sempre vivo e presente in quanti ebbero rapporti con lui e fecero ricorso alle sue cure.
In questo doloroso momento del ricordo ritorna alla mia mente una serata trascorsa con lui quando, con mio padre ed altri amici, io non ero ancora medico, ci accolse nella sua nuova casa costruita con sacrifici e lavoro instancabile.
Era una villa realizzata nella zona ove, ora, sorge il Centro Commerciale "I Sanniti". Allora, l'area, tranne qualche abitazione, era tutta campagna  (nella foto in basso, la costruzione come appare oggi).
Quella sera, aprendo uno spiraglio sulla sua vita personale e professionale, ci confidò la sua innata passione di trascorrere ore intere, a sera inoltrata, quando intorno regnava il silenzio, a scrutare il cielo stellato.
L'ubicazione di quella casa gli rendeva più agevole la realizzazione di quell'intimo desiderio.  Precisò, che quello fosse un momento particolare che gli facilitava l'avvicinarsi alla natura ed alle motivazioni, per tanti aspetti impenetrabili, che governano la nostra esistenza.
Oggi, il dottore Palladino avrà conosciuto i misteri che, in vita, aveva cercato invano di carpire al creato.
Noi, nell'attesa di conoscerli, continuiamo la corsa quotidiana fino a quando, anche sulla scena della nostra esistenza, cadrà il silenzio,
Nel concludere, è gradito riportare quanto, nelle ore della dipartita del genitore, i figli scrissero in un ricordo dal titolo "Addio, papà!".
In esso, si legge: "Visse da vero cristiano mirando ai valori essenziali della vita: La ricerca della verità, la disponibilità verso il prossimo, l'amore per la famiglia, il contatto con la natura, l'ammirazione per le arti, tra cui predilesse la musica e la poesia.
Svolse la sua professione con umiltà e con somma dedizione, soprattutto verso i bisognosi, respingendo tutte le false illazioni responsabili delle deviazioni dell'equilibrio interiore dell'uomo.
Con l'orgoglio della consapevolezza di una dignitosa professionalità acquisita con sacrifici e grande forza di volontà, mai si sottrasse al dovere della sua missione di medico, anteponendo il valore dell'esistenza umana e della sua spiritualità ad ogni vano formalismo.
Se la sua morte per un attimo stronca la nostra speranza, essa è subito risorta perchè la sua luce ha già vinto il silenzio di mille secoli".
Oggi, Domenico Palladino riposa in pace".

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