Un ringraziamento speciale al dottor Aldo Bagnoli.
Lo hanno espresso Cristina Parente (nella foto è con il suo indimenticato Aiki) e Vittorio Izzo, genitori umani del piccolo grande Aiki, un cagnolino di razza Jack Russell che è deceduto una settimana fa dopo una lunga cura oncologica.
"Gentile direttore - si legge - un ringraziamento speciale ad Aldo Bagnoli: Quando la medicina veterinaria diventa una missione di umanità.
Ho conosciuto Aldo Bagnoli circa dieci anni fa, quando lo scelsi come veterinario per il mio adorato cagnolino Aiki, un Jack Russell che per me e mio marito Vittorio era a tutti gli effetti un quarto figlio, accanto alle nostre tre bimbe umane.
Quello che inizialmente era un normale rapporto professionale si è trasformato nel tempo in un legame profondo, fondato sulla stima e sulla gratitudine.
Questa lettera vuole essere un ringraziamento speciale a un medico veterinario e a un professionista dotato di spiccate qualità umane, prima ancora che tecniche.
A gennaio scorso, Aiki, che allora aveva circa dieci anni, ha avuto un collasso improvviso.
Lo abbiamo portato in ambulatorio Bagnoli quasi esanime.
In quell'occasione, il dottor Bagnoli ha lasciato istantaneamente ogni suo altro adempimento per praticare la terapia salvavita che ha permesso ad Aiki di riprendersi. Ma il suo intervento non si è limitato a questo.
Guidato da un forte intuito e da uno scrupolo fuori dal comune, ha insistito per fare ulteriori indagini.
Da lì a poco abbiamo scoperto che Aiki aveva avuto un’emorragia interna causata da una rottura di una massa sospetta sulla milza.
Il dottor Bagnoli ci ha consigliato prontamente un intervento chirurgico di asportazione dell'organo, eseguito pochi giorni dopo.
L'esame istologico del tessuto ha purtroppo confermato la diagnosi più dura: Emangiosarcoma splenico, uno dei tumori più rari e aggressivi, che solitamente colpisce i cani di grossa taglia e che purtroppo ha strappato alla regola il mio piccolo Jack Russell.
Davanti a questa terribile diagnosi, l'opera di Bagnoli non si è arrestata.
Ha mosso mari e monti per sottoporre Aiki, in tempi rapidissimi, a una Pet Tac con liquido di contrasto, superando i tempi d'attesa biblici che normalmente si prospettano.
Ed è qui che è emersa la straordinaria umiltà del dottor Bagnoli.
Riconoscendo la complessità del caso, ha messo a disposizione la sua professionalità e ha attivato la sua rete di colleghi esperti per cercare una cura, prendendo il caso a cuore come se fosse personale.
Si è comportato nei nostri confronti non come un semplice medico, ma come un carissimo amico, se non un parente.
Ci siamo affidati completamente a lui per le sorti del nostro amato cane.
Iniziava così una dolorosa trafila di cicli di chemioterapia, resa affrontabile solo grazie al supporto medico e psicologico del dottor Bagnoli.
Durante questo percorso, siamo stati indirizzati anche a un oncologo veterinario.
Su quest'ultimo non intendo dilungarmi, sebbene avrei molto da dire, ma ci tengo a fare un'unica, doverosa precisazione:
In casi del genere, il supporto va dato sia al paziente che alle famiglie, nonché al veterinario di fiducia nel pieno rispetto e nella profonda collaborazione che dovrebbe esserci tra professionisti.
Questo "specialista", invece, non possiede alcuna delle qualità che contraddistinguono il dottor Bagnoli.
Si è limitato ad applicare freddamente un protocollo, senza fornirci alcun tipo di sostegno umano o psicologico, e lasciando interamente la gestione del post-somministrazione della chemio sulle spalle del dottor Bagnoli.
Quest'ultimo, ignorando persino le specifiche tecniche di ciò che l'oncologo somministrasse a monte, è andato ben oltre il suo dovere.
Ha applicato terapie palliative e cure compassionevoli, affidandosi solo ed esclusivamente alla sua grandissima esperienza nel campo medico, veterinario e chirurgico per sostenerci passo dopo passo nel tunnel in cui eravamo entrati.
Oggi il nostro Aiki non c'è più, ci ha lasciati appena una settimana fa.
Il dolore è immenso e l'animo è pieno dell'amaro ricordo di aver perso un compagno di vita in condizioni tragiche.
Eppure, ciò che resta immobile e forte è il legame che ci unisce al dottor Bagnoli.
Vogliamo rimarcare pubblicamente il suo senso di umiltà, la sua profonda umanità e la sua immensa professionalità.
Per il dottor Aldo Bagnoli questo lavoro non è una professione, è una missione.
In un momento così buio, aver potuto contare su una persona così rara e umana è stato il nostro faro.
Grazie di cuore, dottore, da parte di tutta la nostra famiglia e, ovunque sia adesso, sicuramente anche da parte del piccolo Aiki.
Con infinita gratitudine, Cristina Parente e Vittorio Izzo".
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