Quella di riaprire corso Garibaldi al transito degli autobus urbani è da definire una scelta scellerata, regressiva, che riporta all'indietro la lancetta dell'orologio ed una idea di filosofia di città, commenta Pasquale Viespoli
La questione del ritorno degli autobus urbani lungo corso Garibaldi, di cui diremo qualcosa in coda, ha spinto ad una riflessione approfondita sul futuro di questa nostra città da parte di Pasquale Viespoli.
Viene da citare Ennio Flaiano: La situazione è grave ma non seria, ci ha detto l'ex sindaco di Benevento.
Ovviamente non basta una battuta, per quanto azzeccata, per definire una scelta scellerata, regressiva, che riporta all'indietro la lancetta dell'orologio ed una idea di filosofia di città.
Dentro quella scelta dell'epoca dell'isola pedonale, non c'è un semplice provvedimento che riguarda un qualsiasi quartiere della città ma un modo di guardare ed immaginare la città medesima che è andato avanti per lunghi anni, che ha determinato momenti di grande rilievo, che ha portato a condurre in porto, seppur nella serialità dell'iniziativa, il riconoscimento quale bene immateriale dell'Unesco, la chiesa di Santa Sofia con il Centro Storico che diventa la buffer zone su cui costruire politiche scelte di mobilità e non solo, di un sistema che andasse fino ad immaginare una sorta di centro commerciale naturale come risposta al diffondersi dei centri commerciali.
Tra l'altro la crescita di questi Centri Commerciali è legata anche a scelte compiute dai commercianti stessi.
La legge regionale ha consentito l'apertura di un altro Centro Commerciale in seguito al trasferimento di attività localizzate all'esterno e riportate all'interno, a parità di volume.
In presenza di questa situazione, la legge regionale prevedeva, appunto, la possibilità della nascita di un nuovo Centro Commerciale.
E' un problema, in pratica, quello del commercio, che non si risolve con il pressapochismo.
Guardando un po' in giro si percepisce che questo provvedimento, almeno nell'idea di chi lo ha scelleratamente adottato, è quella di pensare all'eliminazione dell'isola pedonale.
Questa sarebbe in verità una scelta più coraggiosa e coerente.
Riportiamo le macchine nel centro storico e magari riportiamo anche la colonnina di benzina, che oggi potrebbe essere un'area di servizio di ricarica delle auto elettriche, sul sagrato della Basilica di San Bartolomeo.
Ricordate la bella colonnina di benzina dell'epoca?
Poi riportiamo le macchine anche a piazza Santa Sofia, creiamo il doppio senso di marcia lungo il corso e torniamo ad una città che continua a chiamarsi tale ma esprime come chance per il futuro il ritorno al passato.
Ci siamo anche ad un'altra innovazione, quella delle carrozzelle trainate da cavalli ed in sosta dinanzi al Duomo, proprio come era una volta.
Sarebbe una cosa nobile perché apparterrebbe ad una memoria collettiva che ritorna...
Questa non è solo una battuta. Sono convinto, infatti, che ci sia qualcuno che ancora immagina di non fermarsi e di abbattere magari l'attuale Convitto Nazionale, dando seguito in tal modo all'abbattimento di un'opera di un importante progettista come la "Torre".
E' tutto in coerenza perché si prende una scuola di un grande architetto come Miccolupi, con il suo razionalismo ed una architettura importante e significativa da tutelare, e che faccio, lo sostituisco quell'abbattimento con l'arte moderna contemporanea?
No, con i prefabbricati.
C'è una linea di coerenza alla fine.
Ed allora bisogna abbattere anche il "mamozio"?
Fatelo.
Anche quello è un grande progetto di due grandi architetti del Novecento italiano, Gabetti ed Isola e ci ritroveremo con un vuoto d'anima come quello di piazza Risorgimento.
ap - Stamane c'è stata proprio la inaugurazione della prima corsa lungo corso Garibaldi di un autobus di linea, a trazione elettrica (nelle foto).
A bordo praticamente non ci è parso di notare tanti viaggiatori alla prima fermata di piazza Roma.
Si consideri poi che questo bus raccoglie anche viaggiatori per niente interessati al transito e alle soste lungo corso Garibaldi trattandosi di una circolare e non di una linea dedicata solo al corso Garibaldi.
Insomma non siamo tra quelli che non si aspettano le folle di cittadini che scenderanno da questi mezzi per andare a fare compere nei negozi del centro.
E dunque la capienza del mezzo forse potrebbe essere anche più ridotta, vista l'affluenza, anche per creare meno problemi alla pavimentazione che certamente non è stata posata per accogliere il traffico pesante.