Piazza Santa Sofia stracolma di persone ha celebrato Peppino Di Capri. L'interprete della fiction di Rai1, Del Gaudio, ci ha detto che, alla messa in onda, rimproveri non ne ha avuti solo qualche consiglio. Non esagerare con questa cosa della voce nasale
Le seicento sedie fatte preparare per accogliere il pubblico a piazza Santa Sofia, non sono bastate tanto è vero che in tanti hanno preso posto sulla monumentale fontana posta al centro della piazza, come da tradizione nelle grandi occasioni.
Sono stati veramente in molti che hanno voluto partecipare a questo evento commemorativo che Renato Giordano, direttore artistico di Città-Spettacolo, ma stasera in veste di regista, ha voluto rendere ad un grande artista con "Omaggio a Peppino di Capri, Grazie Peppino".
Chi è venuto però per ascoltare le melodie di questo artista, insuperabile ed inimitabile, forse è rimasto in qualche maniera deluso, ma è partito con il piede sbagliato perché non era questo l'intento dello spettacolo.
Peraltro, ben difficilmente ci si potrà avvicinare all'interpretazione di Peppino di Capri e delle sue innumerevoli ed originali canzoni.
La canzone napoletana, nella sua incommensurabile bellezza, ancorché genericamente intesa, è altra cosa, non è necessariamente Peppino Di Capri, così come è altra cosa la fiction che è stata girata, benissimo e messa in onda con l'artista ancora in vita.
Peppino Di Capri aveva un suo repertorio da non confondersi con altro.
Una serata un po' particolare quella di stasera, dedicata a Peppino Di Capri che è particolarmente nel cuore di noi beneventani per aver anche preso parte a spettacoli applauditissimi al Teatro Romano e poi alla giornata a lui dedicata quando il Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" gli ha conferito, honoris causa, il diploma accademico di II livello, il massimo titolo concedibile.
Ovviamente non bisogna essere beneventani per amare Peppino Di Capri...
Quando ho allestito il primo quadro di questo spettacolo, ci ha detto Renato Giordano (nella foto di apertura è con Gigi Marzullo), non nascondo di essermi molto emozionato (il primo brano mandato in onda dal filmato è stato "Champagne" ovviamente cantato dall'autore) perché alcune canzoni hanno segnato anche la mia vita.
Peppino Di Capri era molto legato a Benevento ed a lui è andata la prima edizione di questo riconoscimento che si chiama casa Rummo "Personalità leggendarie".
Non sarà solo dedicato ai defunti, abbiamo chiesto a Giordano...
Assolutamente no, ci ha risposto, ma quest'anno è andata così.
Le personalità leggendarie possono avere un premio anche se sono ancora in carriera.
In più che cosa possiamo ancora fare per ricordare questio brande artista, abbiamo chiesto a Giordano?
Innanzitutto diciamo che siamo stati i primi ad assegnargli un Premio. Stasera peraltro con noi c'è anche il figlio, Edoardo Faiella e questo significa che anche la famiglia Faiella è con noi.
In onore al cantante abbiamo poi organizzato un grande parterre che potrebbe degnamente essere trasmesso su Rai1.
C'è Gigi Marzullo che conduce, ci sono Lina Sastri, Monica Sarnelli (nella quindicesima foto in basso), Francesco Del Gaudio che ha interpretato proprio Peppino Di Capri su Rai1 con la regizia di Cinzia Th Torrini, c'è Enzo Gragnaniello, insomma tutto per un grande personaggio che è stato protagonista dei nostri sentimenti e della nostra storia, ha concluso Giordano.
Sul palco, oltre al sindaco Clemente Mastella, anche Renato Zanella (nella terza e quarta foto in basso), nuovo direttore del balletto della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli.
Marzullo quando ha avuto sul palco il sindaco gli ha detto che tutta questa presenza di persone era per lui perché Benevento gli vuole bene.
Mastella un po' si è schernito, ma non tanto. Ha però voluto mostrare a Marzullo anche la bellezza di quel luogo illuminato in maniera professionale ed ha indicato il Campanile di Santa Sofia (nella prima e seconda foto in basso).
Prima di me c'era il nulla.
Città-Spettacolo ha pensato bene, abbiamo detto ad Edoardo Faiella (nella quattordicesima foto in basso), 1980, figlio di Peppino Di Capri e della seconda moglie Giuliana Gagliardi, di onorare la figura di questo eccezionale interprete della canzone, con questa serata, peraltro un maestro di musica diplomato al Conservatorio "Nicola Sala".
Quali emozioni suscitano in lei tutti questi complimenti e felicitazioni per il suo papà con l'assegnazione per la prima volta di un Premio a lui dedicato?
So bene che mio padre era molto legato a Benevento ed è stato molto contento di aver ricevuto questo riconoscimento honoris causa dal Conservatorio, ci ha risposto Faiella.
Ho avuto già l'onore di ritirare un premio a suo nome e proprio a Capri.
Quello è stato un momento particolarmente emozionante perché erano trascorsi solo dieci giorni dalla sua morte.
Oggi invece qui a Benevento cerco di prendermi il Premio, questo riconoscimento, con il privilegio di poter suonare la sua musica con degli amici suoi storici, artisti fantastici.
Oggi dunque celebriamo la tristezza della perdita ma anche la gioia di quello che lascia.
Si dice che il tempo che passa, non va a coprire questi vuoti nell'animo... abbiamo ancora detto a Faiella.
Guardi, ci ha risposto, le dico che quando ho perso mia mamma nell'immediato ho sofferto molto di più, anche perché era molto più giovane ed è morta in maniera inaspettata.
Lì sono però guarito abbastanza velocemente.
Con papà invece, con tutto questo affetto che viene manifestato nei suoi confronti quotidianamente, sia a Capri, che a Napoli ma ovunque, è più difficile scrollarsi di dosso questa situazione perché essa è una cosa che ci porteremo dietro per sempre ma è anche una fortuna perché vuol dire che la sua vita ha lasciato un segno indelebile e che durerà nel tempo e per generazioni, ha concluso il figlio di Peppino Di Capri.
Infine, non potevamo scambiare qualche battuta anche con l'interprete della fiction su Peppino Di Capri, Francesco Del Gaudio (nella nona foto in basso e nelle altre), un giovane ventisettenne di Pompei che ha dato tutta l'esperienza della sua giovane età al personaggio, in un biografia che peraltro è stata realizzata con il celebrato ancora in vita.
A Del Gaudio abbiamo chiesto cose gli fosse rimasto di quella interpretazione di Peppino Di Capri nella fiction della Rai.
Proprio perché l'ho fatta con lui in vita, ci ha risposto, sono perfettamente consapevole del fatto che l'avrei fatta in modo diverso se avessi dovuto farla ora che non c'è più.
Quando si fa un film biografico sulla vita di una persona che è ancora esistente, è inevitabile che l'attore si ponga il problema di voler che Peppino, in questo caso, si riconoscesse nella mia interpretazione.
Questo non accade tanto quando la persona non c'è più.
Io recitavo, studiavo e cercavo di ricordarlo più che potevo e tendevo a farlo in un modo in cui lui potesse riconoscersi, ma allo stesso tempo in modo rispettoso.
Quando si va invece con l'imitazione, si rischia anche di ledere la sensibilità di colui chi viene imitato.
Ed io anche per questo mi sono tenuto lontano dalla imitazione.
Non ha ricevuto, abbiamo ancora chiesto a Del Gaudio, nessuna telefonata di encomio, magari anche un rimprovero dopo la messa in onda della fiction?
Diciamo, ci ha risposto l'attore, che quando ci siamo conosciuti ed ancora non cominciavamo a girare il film, io lavoravo per cercare di cantare come lui e lui avevo ricevuto i video di me che ero intento a questa cosa, ma non lo sapevo.
Poi mi disse, va bene ma non esagerare con questa cosa della voce nasale come fanno tutti.
Secondo me soffriva del fatto che veniva sempre imitato in questo modo.
Allora ho cercato di avere cura di questa sua necessità.
Poi gli feci sentire un pezzo al piano e anche qui lui mi disse sì, va bene, ma sai all'epoca non si suonava in maniera così complessa, anche gli accordi erano più semplici.
Questo è quello che mi ha detto.
So però che quando ho visto il film in tv è scoppiato in lacrime. Però da parte sua non ho ricevuto nessun messaggio.
Con i figli mi sono sentito regolarmente.
La fiction è stata preparata proprio con la loro assistenza anche perché Peppino Di Capri era già malato.
Questa esperienza, abbiamo infine detto a Del Gaudio, è stata dunque largamente positiva. Le è capitata peraltro all'inizio della sua carriera...
Diciamo che ho cominciato a lavorare dieci anni fa... ci ha risposto.
E quindi resta un inizio, gli abbiamo fatto notare, perché l'auspicio è di una carriera lunga almeno fino ad ottantanni...
Sì, ci ha risposto, per il grande pubblico è certamente l'inizio.
Per lo più io ho fatto teatro ma lì puoi fare l'interpretazione più grande al mondo ma lo sa solo chi è venuto a vederti quella sera.
Il film in tv è invece tutt'altra cosa, è una esplosione di notorietà che ha portato anche tanto lavoro collaterale e di questo sono contento.
Allora per chiudere viva Peppino Di Capri... abbiamo detto a Del Gaudio.
Certamente sì, sempre, ci ha risposto.