Perché il 31 luglio è stato così importante per la politica della provincia di Benevento? Commenta Pompeo Nuzzolo, già segretario comunale negli Enti locali

Perché il 31 luglio è stato così importante per la politica della provincia di Benevento? Commenta Pompeo Nuzzolo, già segretario comunale negli Enti locali

Tale data è di fondamentale importanza per la gestione del servizio idrico nel Sannio, in quanto rappresenta il termine ultimo della proroga legislativa concessa ai Comuni per affidare il Servizio Idrico Integrato ed evitare il commissariamento

Pompeo Nuzzolo (foto), già segretario comunale negli Enti locali, ritorna sulla questione legata alla gestione dell'acqua nel Sannio.
"Gentile direttore - scrive - perché il 31 luglio è stato così importante per la politica della provincia di Benevento?
La data del 31 luglio è di fondamentale importanza per la gestione del servizio idrico nel Sannio, in quanto rappresenta il termine ultimo della proroga legislativa concessa ai Comuni per affidare il Servizio Idrico Integrato ed evitare il commissariamento.
C'è un altro motivo, però, e riguarda la legge 114/2011.
Essa prevede un fondo di garanzia per completare lavori idrici.
Il Fondo di Garanzia Nazionale per le opere idriche esiste ed è operativo, ma è stato istituito da un'altra norma fondamentale: la Legge numero 221/2015.
Il fondo, gestito operativamente da Arera, ha lo scopo di agevolare i prestiti bancari e gli investimenti per completare o realizzare opere idriche.
Nel caso di Benevento la cosa non è semplice.
Nel corso di pubblicazione del bando di gara per l'affidamento del servizi idrico integrato, dopo un primo cambiamento sulla cifra di 7.389.358 di euro "in altra natura", nella seconda si afferma che la cifra rappresenta il valore di subentro dovuto a Gesesa.
I documenti ufficiali dell'Ente Idrico Campano (Eic) confermano che i 7,38 milioni di euro inseriti nel bando di gara, in corso, comprendono il valore degli investimenti stimati fino al 2023, la cosiddetta Regulated Asset Base (Rab), più i conguagli tariffari calcolati fino al termine del 2025.
La norma prevede però che il valore definitivo verrà accertato e certificato solo al momento dell'effettiva cessazione del servizio da parte di Gesesa.
Di conseguenza, i Comuni che hanno approvato l'adesione a Sannio Acque "al buio", accettando un piano economico basato su una stima non ancora asseverata in modo definitivo, non hanno alcuna certezza dei valori.  
Le modalità descritte fanno pensare che i documenti presentati non siano né discutibili né rettificabili se non dai due soci: Comune di Benevento ed azionista privato.
Comunque, per rispetto verso utenti più che della politica, i cittadini hanno diritto di vedere gli atti che sostengono i costi attraverso la tariffa.
In prima istanza la somma non era classificata, ma messa nel Piano Economico e Finanziario (Pef) e quindi parte della tariffa.
Tuttavia, Arera non ha condiviso i costi spesi, per cui fu cambiato in subentro, senza indicare peraltro l’elenco dei beni. Arera si è così comportata perché il gestore uscente non aveva le carte in regola.
La clausola sopra descritta supporta il cattivo pensiero.
Per le opere edili, per essere valutate, bisogna vedere il collaudo e i documenti contabili.
La tutela del consumatore è nelle sue mani e qualche singolo sindaco. Non voglio escludere una riflessione sul costo unitario non veritiero, né rettificato.
Questo errore, non rettificato, ha prodotto un'ulteriore maggiorazione sulla tariffa non spettante.
Ultima osservazione per i sindaci, soprattutto dei piccoli comuni.
I notai e l’associazione Vighenzi, dei segretari comunali, sono sulla seguente linea: Senza l’invio della richiesta di parere manca il potere alla firma del negozio notarile.
L'Ufficio Studi del Consiglio Nazionale del Notariato ha esaminato approfonditamente la natura del controllo della Corte dei Conti ai sensi dell'articolo 5 del Testo Unico Società a Partecipazione Pubblica (Tusp), dedicandovi ampie sezioni nel noto Studio numero 229-2017/I "Procedimenti amministrativi in materia di sottoscrizione, acquisto e alienazione di partecipazioni in società pubbliche".
L'analisi dei notai, inoltre, affronta proprio il nodo centrale del concetto "non vincolante" del parere della Corte dei Conti e le conseguenze operative se l'amministrazione decidesse di stipulare l'atto societario (o il contratto) senza aver prima inviato la richiesta.
Nello studio, i notai compiono una netta distinzione tra l'esito del controllo (il parere) e l'adempimento procedurale (l'invio).
Ebbene, il parere non è vincolante.
D'altra parte, è pacifico che la pronuncia della Corte dei Conti non è un atto di assenso preventivo vincolante.
Se la Corte solleva obiezioni o esprime un parere negativo, l'ente locale può teoricamente decidere di procedere comunque alla costituzione della società o alla stipula del contratto, assumendosene la responsabilità politica e contabile attraverso una motivazione analitica rafforzata.
Con le ultime sentenze della Cassazione, il destino dell'acqua è nelle mani dei consumatori".

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