Noi grandi non abbiamo tanto da insegnare, possiamo solo cercare di tirar fuori dai ragazzi quelle qualità che già hanno piuttosto che insegnargliele

Uno dei passaggi principali dei concetti espressi è fare in modo che loro lavorino rispetto a queste tematiche ma non che gli insegniamo qualcosa. Lo ha sottolineato il procuratore della Repubblica, Nicola D'Angelo, al primo appuntamento con gli studenti sul tema della tossicodipendenza. All'Istituto "Le Streghe" l'avvio del percorso

Ad accogliere il primo appuntamento di quello che si prevede essere un lungo percorso, è stato l'Istituto "Le Streghe" che stamane ha ospitato il convegno "Benevento Zero Sostanze", prevenzione, legalità e responsabilità, un passo per sostenere, su un percorso parallelo ma altrettanto decisivo ed importante, l'azione che quotidianamente pongono in essere le forze dell'ordine per contrastare lo spaccio e l'uso delle droghe.
Principale ispiratore di questa linea d'azione che coinvolge talune istituzioni del territorio, è stato il nuovo procuratore della Repubblica, Nicola D'Angelo che, proprio il giorno del suo insediamento, nell'aula del Tribunale, diede contezza del percorso che intendeva intraprendere per debellare, ovvero contenere, quello che è il più grave fenomeno criminale che possa colpire e distruggere le nostre nuove generazioni, le più fragili e le più vulnerabili.
Abbiamo creato un simbolo, ha detto il procuratore ai giornalisti prima che l'evento avesse inizio.
L'iniziativa di oggi è quella di dare dei contenuti a questo simbolo "Benevento Zero Sostanze" anche perché i giovani sono la parte attiva, il futuro di questa nostra società e quindi con le scuole abbiamo il nostro punto di riferimento, ma sopratutto possiamo dare dei contenuti all'iniziativa.
Per questo oggi diciamo in che cosa consistano questi contenuti per le scuole.
Poi magari in un secondo momento, se ci riusciamo, possiamo anche dedicarci alle attività sportive, alle palestre.
In un contesto sempre più complicato tocca ai meno giovani dare il senso di un percorso da seguire, ha detto Colarusso al procuratore.
Noi grandi non abbiamo tanto da insegnare, ha risposto D'Angelo, possiamo solo cercare di tirar fuori dai ragazzi quelle qualità che già hanno piuttosto che insegnargliele.
Ed infatti, uno dei passaggi principali dei concetti di oggi, è fare in modo che loro lavorino rispetto a queste tematiche ma non che gli insegniamo qualcosa.
Saranno loro stessi a tirar fuori dal loro pensiero e dalle loro capacità quello che sono già in grado di fare.
Lei come giunse a Benevento puntò proprio il dito su questa questione, abbiamo detto al procuratore, un dramma che viviamo anche nei nostri piccoli e piccolissimi comuni quali sono quelli del Sannio.
Assolutamente sì. ci ha risposto D'Angelo.
Questo non è l'unico ma è uno dei grandi problemi della società occidentale.
Se a Parigi, per fare una battuta, riuscissero a raggiungere zero sostanze, morirebbero tutti i pesci della Senna perché attualmente sono dei tossicodipendenti anch'essi. Andrebbero in crisi di astinenza.
Non è un problema di Benevento.
Ovviamente anche il Sannio come Napoli, Campobasso, Berlino e Londra ha questo problema e vi assicuro che voi ne vedete una parte anche perché non è solo la sofferenza delle famiglie ma ci sono i reati predatori e poi c'è la criminalità organizzata che mette al primo posto lo spaccio della droga e come ogni imprenditore poi magari diversifica il suo operato anche con altre attività ma quelle vengono dopo.
Il controllo del territorio che fa la criminalità organizzata avviene innanzitutto con lo spaccio della droga.
Che idea si è fatta di Benevento in questa breve sua permanenza in questa città, ha invece chiesto Colarusso e noi di rimando: Domanda tendenziosa... alludendo alle vicende giudiziarie di questa ultime settimane...
Il procuratore, dopo un sorriso di convenienza alla nostra battuta, ha detto di aver imparato che a volte le impressioni possono essere sbagliate.
Se parliamo di impressione iniziale devo dire che essa è ottima di una realtà che è dinamica, che cresce, una realtà in cui c'è abbastanza ordine ed anche pulizia delle strade.
Sì pulizia delle strade perché a volte anche come esse vengono tenute ci si rende conto di come può essere una realtà, sopratutto dove si può lavorare a differenza di altre che sono talmente degradate e dove riuscire ad ottenere dei risultati diventa veramente difficile.
Ovvero, si ottengono i risultati ma è difficile cambiare le cose.
E qui, anche con il vostro aiuto di giornalisti, sono convinto che qualcosa riusciremo a fare, ha concluso il procuratore. 
Il preside dell'Istituto, Paola Guarino, ha detto che come scuola diamo il nostro contributo intanto nell'accogliere questo evento importantissimo, allargato al territorio ed è per noi testimonianza concreta di sinergia e di aiuto reale.
La scuola ha bisogno dei legami con il territorio per poter vincere alcune battaglie che possono sembrare complicate ma con l'aiuto di tutti si rendono poi leggibili.
Non dico semplici, ma superabili.
Come scuola siamo assolutamente aperti a tutto ciò che il sociale può fornire.
Abbiamo abbracciato eventi di ogni tipo e tra un po' ne avremo un altro sulla donazione degli organi.
Insomma, abbracciamo ad ampio raggio tutto ciò che ci viene proposto perché è motivo di crescita e formazione per i nostri alunni, ha concluso la preside Guarino.
All'evento hanno preso parte anche Sebastiano Pesce, dirigente dell'Ambito Territoriale di Benevento; Stefania Pavone, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati; Nicola Salomone, presidente della Camera Penale e Diego Marino, dirigente del Servizio Dipendenze Patologiche (Serd).

Argomenti