A ponte si riparte e si rimodula la pianificazione delle adozioni delle aree a verde
Si ritorna ad attenzionare l’adozione delle aree a verde pubblico.
Con avviso del 14 luglio scorso, il responsabile del Settore Vigilanza del Comune di Ponte, ha infatti invitato i cittadini, singoli e/o associati, interessati all’adozione di un’area a verde pubblico ad attivarsi, recandosi in municipio per essere delucidati ed eventualmente sottoscrivere questo civico impegno.
Sono intanto trascorsi oltre due anni dall’ultimo “appello” del settore vigilanza. Era il 7 marzo del 2024, ed in previsione del suo pensionamento programmato per il mese di maggio, il comandante del Nucleo di Polizia Municipale di Ponte, il maggiore Giuseppe Mottola, ritenne di dover attivare l’iniziativa anche per aggiornare la situazione.
Dunque, si riparte e si rimodula la pianificazione delle adozioni delle aree a verde del paese.
All’invito è stato allegato il riepilogo aggiornato della situazione. Nonostante il lasso di tempo intanto intercorso ed anche le conseguenti scadenze dei periodi di adozione sottoscritti e formalizzati, i pregressi impegni risultano comunque quasi tutti confermati.
Nell’avviso sono indicate, ovviamente, le aree a verde pubblico non assegnate e quindi adottabili.
Tra queste, il giardino esterno del Cimitero comunale, alcune aree del centro storico, piazza D’Andrea, vico Mulino e via Ospedale, spazi a verde pubblico di via Campo Sportivo e di via Vittorio Vaccarella, qualche tratto di via Roma, piazza Borgo Taverna, aree di via Ocone e via Piana, aree a verde della Scuola Primaria, l’ex villetta comunale di via del Sole in cui nel 2023 è stato realizzato un parco giochi inclusivo e, infine, le aiuole che costeggiano la vicina rete ferroviaria.
Ovviamente, riteniamo che l’elencazione di tali aree non escluda la possibilità di individuarne altre, da concertare con il Comune ed in particolare con il suo referente, il responsabile del Settore Vigilanza, nonché con il responsabile del competente Settore Tecnico.
Ed a tal riguardo ci permettiamo di segnalare, tra le tante, l’area antistante l’Abbazia di S. Anastasia, il marciapiede di via dei Longobardi e l’attiguo spazio a verde praticamente occupati da rovi e rami di alberelli che proliferano nella vicina sponda del torrente Alenta.
Ad ogni modo, vanno comunque preliminarmente valutate le criticità di talune aree pubbliche la cui eliminazione non può essere affidata e/o accollata al cittadino singolo o associato, ma, proprio considerando la loro natura e la loro complessità, ad un preliminare intervento del Comune.
A tal proposito si evidenziano quelle che caratterizzano, peraltro, il citato parco giochi inclusivo di via del Sole. In merito, crediamo siano davvero opportuni, necessari quanto urgenti alcuni interventi finalizzati alla eliminazione di situazioni di criticità che rischiano di creare pregiudizio alle bambine e ai bambini che lo frequentano. Ci riferiamo innanzitutto ai cordoli in cemento che delimitano il vialetto d’ingresso; oltretutto, alcuni risultano da tempo e periodicamente rimossi dal loro sito originario.
Un’attenzione, e non solo dei volenterosi cittadini, singoli e/o associati, meriterebbero anche altre aree a verde, in particolare quelle all’ingresso del paese; tra queste l’area a verde tra via Roma (il tratto che conduce al passaggio a livello ferroviario) e viale Stazione, delimitata dai resti di una staccionata, in cui è posta una delle pietre dell’antico ponte romano recuperata dal fiume e ora praticamente avvolta e ... nascosta da erbacce e da canneto. Andrebbero ripristinati anche i cartelli informativi della storica area, quella della pietra del ponte romano e della Via Francigena del Sud.
In merito evidenziamo che, nonostante apposita segnalazione di qualche anno addietro inviata anche al Comune, ancora non è stata “ripescata” un’altra storica pietra ritrovata sulla sponda dell’attiguo fiume Calore.