E' possibile che a Benevento vi siano due ponti realizzati per lo scavalco dei fiumi Calore e Sabato, che vi sia un asse stradale di una strada interquartiere, quasi ultimata ed abbandonata, per costituire luogo di scarico di rifiuti?

E' possibile che a Benevento vi siano due ponti realizzati per lo scavalco dei fiumi Calore e Sabato, che vi sia un asse stradale di una strada interquartiere, quasi ultimata ed abbandonata, per costituire luogo di scarico di rifiuti?

E' possibile, ancora, che nessuno ritenga di dare un assetto definitivo a queste aree, lasciandole abbandonate a testimonianza perenne della inefficienza nostrana? commenta Giulio Cesare Pedicini

Giulio Cesare Pedicini (foto), ingegnere, ci ha inviato una riflessione sulla situazione in cui versa l'area ad ovest della città.
"Egregio direttore - scrive - sul sito "Academia" di oggi è pubblicato un articolo sulle "Ricognizioni archeologiche in Benevento nella Tarda antichità" nel quale è riprodotta una piantina dell'area ad ovest della città, interessata dai lavori della strada interquartiere che collega il Ponte a Cavallo del Rione Ferrovia, con lo svincolo sulla Tangenziale Ovest, in contrada Santa Clementina, interrotti a seguito dell'esplorazione archeologica condotta negli anni novanta dalla Soprintendenza Archeologica di Salerno.
La lettura di questo articolo, che tratta prevalentemente sui rinvenimenti archeologici sull'area, tutti dichiarati di scarso valore, trattandosi prevalentemente di piccoli residui di vasellame non assemblabile, rinvenibile in qualsiasi località di scarico di rifiuti di materiali edilizi a seguito di demolizioni antiche, induce a delle amare riflessioni sulla scarsa attenzione riversata sulle opere eseguite, lasciate abbandonate senza alcun seguito da parte dei pubblici poteri.
E' possibile che nessuno ritenga di dare un assetto definitivo a queste aree, lasciandole abbandonate a testimonianza perenne della inefficienza nostrana?
Se sono state espropriate, dichiarandole di pubblica utilità, è evidente che le stesse non assolvano al compito destinato, pur avendole sottratte alla proprietà privata, per cui è logico che sorgano distinguo nei confronti di chi tali poteri rappresenta.
Da una parte è osservabile un'opera pubblica, quasi ultimata, lasciata abbandonata a deperire, senza alcuna manutenzione, per costituire area di scarico di rifiuti, mentre il precedente proprietario, che ha subito l'esproprio, resta amareggiato, per aver subito il frazionamento del proprio podere, al quale aveva legato la propria attività lavorativa, compromettendone l'efficacia.
Nello stesso tempo osserviamo i lavori ferroviari di costruzione della Napoli-Bari che sul territorio di San Salvatore Telesino stanno superando un insieme di tombe di epoca romana, registrando i reperti e superandoli senza interrompere i lavori.
Certamente i tempi sono cambiati, oppure sono coloro che gestiscono i lavori a dare continuità alle opere senza interrompere i programmi avviati, portando a conclusione opere pubbliche senza disperdere nel nulla le risorse economiche già profuse per le opere realizzate.
E' possibile che a Benevento vi siano due ponti realizzati per lo scavalco dei fiumi Calore e Sabato, che vi sia un asse stradale di una strada interquartiere, quasi ultimata ed abbandonata, per costituire luogo di scarico di rifiuti?"

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