A mezzogiorno, ultimato l'embargo imposto dalla Santa Sede, le campane del Duomo hanno suonato a stormo per festeggiare l'annuncio della elezione del nuovo arcivescovo monsignor Michele Autuoro

Il nuovo presule, dopo circa quattro mesi di "sede vacante", entrerà ufficialmente in città il prossimo 28 giugno. Accolgo con fiducia la missione che mi viene affidata e sono desideroso di spendere la mia vita per voi e con voi. Mi consola di essere come vescovo, successore dell'amato martire San Gennaro, ha scritto nella lettera letta dal cancelliere Pisaniello

La notizia della nomina di monsignor Michele Autuoro ad arcivescovo di Benevento, era stata fornita alla Curia lo scorso 6 maggio ma con l'obbligo di tenerla segreta fino ad oggi a mezzogiorno, quando sarebbe stata resa nota sia all'Arcidiocesi di Benevento che a quella di Napoli di provenienza dell'eletto.
E la Chiesa, una delle poche Istituzioni che ancora riesce a mantenere un "segreto", ha rispettato l'embargo ed a mezzogiorno, minuto più, ha annunciato, al suono delle campane della Cattedrale che hanno suonato a stormo in segno di grande gioia e festa, che la elezione del nuovo arcivescovo di Benevento, dopo oltre quattro mesi di "sede vacante", era cosa fatta.
All'esterno del Duomo, proprio in quei momenti si è scatenato un forte temporale tanto da farci dire, con una battuta, annuncio bagnato, annuncio fortunato.
A presiedere la cerimonia e la celebrazione dell'Ora Media, è stato l'amministratore diocesano, monsignor Franco Iampietro, che ha citato, appunto, la lettera giuntagli in Curia il 6 maggio scorso, con la quale si dava l'annuncio della elezione del nuovo arcivescovo della Arcidiocesi di Benevento, lettera della Nunziatura Apostolica.
E qui i fedeli nella Cattedrale, non pochi in verità se si considera l'orario e il giorno lavorativo, hanno tributato all'eletto un accorato applauso di benvenuto.
Monsignor Iampietro ha quindi letto un curriculum del nuovo prelato di Benevento che ha già il titolo di vescovo e non come monsignor Accrocca che venne scelto ed eletto arcivescovo di Benevento direttamente dalla sua missione di sacerdote e parroco a Latina.
A seguire c'è stata la lettura, da parte del cancelliere della Curia, don Gianpiero Pisaniello, della lettera che il nuovo arcivescovo ha diretto alla Chiesa beneventana, all'amato popolo di Dio che è in Benevento.
Accolgo con fiducia la missione che mi viene affidata e sono desideroso di spendere la mia vita per voi e con voi.
Avverto la povertà dei miei limiti rispetto al ministero ricevuto, ha ancora scritto monsignor Autuoro e confido nel sostegno del Signore.
Pur nel tempo complesso che viviamo, ha detto l'arcivescovo citando papa Leone, non dobbiamo lasciarci prendere dalla paura.
Mi consola di essere come vescovo, successore dell'amato martire San Gennaro.
La nomina mi è stata data dal Nunzio il giorno in cui si celebra la memoria della traslazione delle reliquie del martire.
Saluto monsignor Accrocca che mi ha preceduto, condividendo con lui le speranze, le sofferenze e le sfide dell’intera comunità del territorio, specialmente quelle segnate dallo spopolamento e dalle difficoltà delle aree interne.
Grazie anche all'opera preziosa portata avanti da monsignor Iampietro.
Resto in attesa del 28 giugno a sera, quando farò il mio ingresso ufficiale nella Cattedrale di Benevento.
Abbraccio con affetto le famiglie, i giovani, i bambini, i malati, gli anziani, i poveri e gli emarginati.
Affido il mio ministero alla Madonna delle Grazie e a San Bartolomeo co-patroni.
Vi chiedo, con semplicità, di pregare per me, ha così concluso il cancelliere Pisaniello la lettura della missiva di monsignor Autuoro alla Chiesa di Benevento.
Ha quindi ripreso la parola mons. Iampietro, che resterà nella carica di amministratore diocesano fino al 28 giugno (la Chiesa è lenta nelle sue scelte e dunque il nuovo arcivescovo si prenderà circa un anno di tempo prima di fare le eventuali sue scelte riguardo i collaboratori e le nomine), per ringraziare i presenti e per ricordare che a mons. Accrocca, che per dieci anni è stato arcivescovo di Benevento, va il suo grazie per il lavoro speso.
Grazie al Signore affinché da questo lavoro ci siano anche risposte.
Promettiamo obbedienza e collaborazione sincera al nuovo arcivescovo.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Oggi è anche il giorno della memoria della Madonna di Fatima ed è a lei che affidiamo il nostro arcivescovo, ha concluso monsignor Iampietro.
Questo che segue è il testo integrale della lettera dell'arcivescovo.

Saluto del nuovo arcivescovo di Benevento mons. Michele Autuoro
Al Popolo di Dio che è nell'Arcidiocesi di Benevento
Carissimi fratelli e sorelle nel Signore, pace a voi.
Con il cuore colmo di gratitudine al Signore Risorto, che incessantemente ama, custodisce e guida la Sua Chiesa, mi rivolgo per la prima volta a voi, amato Popolo di Dio che è in Benevento.
Con profonda riconoscenza filiale verso il Santo Padre, Papa Leone XIV, che mi ha chiamato a essere vostro Pastore, accolgo con trepidazione e fiducia la missione che mi viene affidata. Vengo a voi nella gioia del Vangelo e con l’animo dell’umile servo della Vigna del Signore, desideroso di spendere la mia vita per voi e con voi, al servizio di Cristo e della Sua Chiesa.
Giungo in mezzo a voi in punta di piedi, per conoscere, amare e servire questa Chiesa particolare, Sposa di Cristo, che il Successore di Pietro mi affida perché me ne prenda cura con cuore di padre e di pastore.
Avverto tutta la povertà dei miei limiti e l’inadeguatezza della mia persona dinanzi all’altezza del ministero ricevuto; tuttavia, confido pienamente nella misericordia del Signore e nella forza dello Spirito Santo, che sostiene coloro che Egli chiama.
Guidati dalla luce del Vangelo e camminando insieme, ciascuno secondo i doni ricevuti, continueremo a prendere il largo e a gettare le reti sulla Parola del Signore. Pur nel tempo complesso e segnato da profondi cambiamenti che stiamo vivendo - quel "cambiamento d'epoca" che Papa Francesco ci ha spesso richiamato - non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura o dallo scoraggiamento.
La Chiesa vive per annunciare Cristo, per continuare la Sua missione di salvezza e per testimoniare al mondo la speranza che non delude.
Mi consola e mi incoraggia sapermi successore dell’amato martire San Gennaro, primo Vescovo di questa Chiesa.
Affido alla sua intercessione il mio ministero episcopale, certo che sosterrà i miei passi nei momenti di fatica e di incertezza.
Ho accolto inoltre come segno provvidenziale il fatto che la comunicazione della mia nomina mi sia stata data dal Nunzio Apostolico proprio nel giorno in cui, nella Chiesa di Napoli, si celebra la memoria della traslazione delle reliquie del Santo Martire.
Desidero rivolgere un deferente e fraterno saluto a Sua Eccellenza Monsignor Felice Accrocca, che con dedizione pastorale ha guidato questa amata Chiesa, condividendo le speranze, le sofferenze e le sfide dell’intera comunità del territorio, specialmente quelle segnate dallo spopolamento e dalle difficoltà delle aree interne.
Un particolare pensiero di gratitudine desidero esprimere a Monsignor Francesco Iampietro, Amministratore Diocesano, che in questi mesi accompagna con generosa dedizione il cammino della diocesi. Saluto con affetto i presbiteri, primi collaboratori del Vescovo, i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e tutti i fedeli laici.
A ciascuno giunga la mia vicinanza spirituale nell’attesa gioiosa di iniziare insieme un comune cammino di fede, di comunione e di testimonianza evangelica. Avrei previsto di iniziare il mio servizio la sera di domenica 28 giugno.
Rivolgo altresì il mio rispettoso saluto alle Autorità civili e militari e a tutte le istituzioni della società civile che operano al servizio del bene comune.
Nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità, desidero assicurare sin d'ora piena disponibilità alla collaborazione per la promozione della dignità della persona umana e per il bene dell’intera comunità.
Con particolare affetto abbraccio le famiglie, i giovani e i bambini, dono prezioso per la Chiesa e speranza del nostro futuro.
Una speciale carezza spirituale desidero riservare ai malati, agli anziani, ai poveri, a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito e a quanti vivono situazioni di solitudine, fragilità ed emarginazione.
Affido il mio ministero episcopale alla materna protezione di Maria Santissima delle Grazie e all'intercessione di San Bartolomeo Apostolo, patroni della Chiesa Beneventana, affinché ci ottengano dal Signore il dono di essere autentici discepoli missionari del Vangelo.
Ho già iniziato a pregare per voi; vi chiedo, con semplicità di pregare per me e di benedirmi, perché possa essere per tutti voi un pastore secondo il Cuore di Cristo.
Nell'attesa di incontrarvi e di condividere con voi il cammino della fede, vi benedico di cuore.
+ Michele Autuoro.

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