La notizia della scomparsa, solo qualche settimana fa, a Pisa, di Eleuterio Ferrannini, beneventano di nascita, scienziato e diabetologo di fama internazionale, qui da noi, è passata in sordina

La notizia della scomparsa, solo qualche settimana fa, a Pisa, di Eleuterio Ferrannini, beneventano di nascita, scienziato e diabetologo di fama internazionale, qui da noi, è passata in sordina

E' Peppino De Lorenzo, che di Ele fu compagno di scuola alla "Pascoli", a rinverdirne, giustamente, la memoria. Anche se i nostri contatti erano stati inghiottiti dal tempo, il suo ricordo mi è, comunque, rimasto sempre vivo e presente nel cuore

La notizia della scomparsa, solo qualche settimana fa, a Pisa, di Eleuterio Ferrannini, beneventano di nascita, scienziato e diabetologo di fama internazionale, qui da noi, è passata in sordina.
Il che è grave in quanto l'estinto, figlio di Andrea, noto tisiologo beneventano, per anni, direttore del Centro Antitubercolare di via delle Puglie, nonchè personaggio di spicco della vita cittadina negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, rimarrà, a futura memoria, uno dei migliori figli del Sannio.
E' Peppino De Lorenzo, che di Ele fu compagno di scuola alla "Pascoli", a rinverdirne, giustamente, la memoria.
Il caso, tra l'altro, volle che Ele e Peppino vennero alla luce lo stesso giorno, mese ed anno, il 18 settembre 1948, per la precisione.
Partendo dal ricordo del suo compagno di scuola, De Lorenzo coglie l'occasione onde allargare l'orizzonte soffermando l'attenzione su altri personaggi, cittadini e non, caduti, purtroppo, nell'oblio e, segnatamente, sul ruolo che il padre di Ele, Andrea, ebbe per lui in gioventù.
Lo fa nel corso di 3 domeniche.
"La notizia della scomparsa di Eleuterio Ferrannini, Ele per gli amici (nella foto di apertura), è di quelle che ti colgono d'improvviso, impreviste ed inattese.
Anche se i nostri contatti erano stati inghiottiti dal tempo, il suo ricordo mi è, comunque, rimasto sempre vivo e presente nel cuore.
Insieme frequentammo i tre anni della scuola media alla "Pascoli" quando l'istituto era ospitato al piano terraneo del "Giannone", cui si accedeva attraverso una piccola entrata laterale.
Eravamo venuti alla luce, in quel tempo si partoriva in casa, lo stesso giorno, mese ed anno, a solo sei ore di distanza.
Erano quelli gli anni della spensieratezza e delle prime scoperte della vita.
Conclusa la scuola media, Ele si iscrisse al Liceo Classico, mentre io allo Scientifico.
Le nostre strade si separarono, ma i ricordi sono sopravvissuti allo scorrere veloce del tempo.
Nel 1966, a maturità raggiunta, ci iscivemmo entrambi alla facoltà di Medicina, io a Napoli ed Ele a Pisa divenendo, da subito, studente interno nell'Istituto di Microbiologia.
Laureatosi nel 1972, ebbe inizio la sua lunga e prestigiosa carriera universitaria le cui tappe sarebbero oltremodo difficili da elencare in questa sede.
Il professore Gianni Vergineo era solito ripetere che Eleuterio Ferrannini rimaneva uno dei suoi migliori allievi (nella prima foto in basso, Ferrannini da giovane).
Nel corso della sua professione, focalizzò la sua attività di ricerca, segnatamente, sul diabete e sulle malattie del metabolismo, dando vita ad un gruppo unito di ricerca che divenne il migliore in Italia e tra i più accreditati in Europa e negli Usa.
In definitiva, passo dopo passo, i tanti riconoscimenti ottenuti gli permisero di diventare scienziato di fama internazionale.
Il padre Andrea, di cui si avrà modo di scrivere a breve, non vide l'ascesa del figlio.
A Pisa, ove Ele si era oramai stabilito, sposò Daniela ed ebbe sei figli Claudia, Giulia, Silvia, Anna ed Elena. Il sesto fu, finalmente, l'atteso maschio che rinnovò il nome del nonno Andrea.
Per lui, malgrado la notorietà raggiunta, non mancò il dolore più grande che possa colpire un genitore.
La tragica morte della figlia Claudia (nella seconda foto in basso), avvenuta a 28 anni, nel novembre 2020.
Claudia era un promettente architetto e, tornando dal lavoro, a Livorno, con il suo scooter, si schiantò contro un albero.
Nel corso del solenne rito funebre, tra le tante manifestazioni di affetto, toccanti furono le parole di Ele, il padre, che, tra l'altro, disse: "Ho ripercorso i giorni felici di un breve soggiorno in Grecia insieme a lei. In quei giorni mi resi conto di quanto fossi felice come padre e fortunato come uomo".
Oggi, Ele riposa accanto alla sua Claudia. La vita è davvero strana ed imprevedibile.
Rivedo, in questo momento, Ele seduto al banco a lui destinato nella nostra classe e, con noi, i compagni di allora, Giacomo Camilleri, Pietro Iadanza, Maurizio De Catetrina e tanti altri.
Ecco, i sogni, d'un tratto, spesso, vengono falciati dalla realtà della vita.
Riposa in pace, Ele".                                                                                                                                     1° parte

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