Ci sono fotografie che tengono in piedi una città intera. Questa è una di quelle. Uno spicchio di viale degli Atlantici e una schiera di amici che un 15 agosto decise che il mare poteva aspettare, l'amicizia no
Una riflessione sul "rito" del 15 della foto davanti alla tabaccheria Mainella al viale degli Atlantici.
"Ci sono fotografie - si legge - che tengono in piedi una città intera. Questa è una di quelle.
Uno spicchio di viale degli Atlantici e una schiera di amici che un 15 agosto decise che il mare poteva aspettare, l'amicizia no.
Questa foto arriva da un Ferragosto di cinquant'anni fa, o giù di lì.
Il tempo, quando si mette in posa, smette di contare.
Cominciò quasi per gioco, nel 1978. Quelli che restavano a Benevento con le tasche vuote e il cuore pieno si guardarono e dissero: La foto ce la facciamo anche noi.
La tabaccheria stava lì dal 1948, da quando il viale non era nemmeno lastricato, e quel muretto su cui erano cresciuti i ragazzi del Sessantotto diventò un palcoscenico.
Da allora, ogni anno a mezzogiorno, il rito si ripete.
Due minuti prima qualcuno richiama tutti all'attenzione, ci si sistema, ci si accovaccia in prima fila, entra nell'inquadratura perfino il cane, perché da Mainella nessuno è forestiero (è parte della descrizione dell'articolo di "Gazzetta").
Nella stampa ingiallita c'è anche Enzo Gravina (con il fratello), con quello sguardo di chi le cose le ha già capite tutte.
Lui che avrebbe raccontato i Longobardi e le janare, lui che scrisse "Streghe e Magia", lui che raccoglieva la memoria della città e la fotografava per tenerla in vita. Oggi che non c'è più, ritrovarlo nell'inquadratura stringe il cuore e insieme fa sorridere.
Lì dentro è ancora qui, e ci sarà per sempre.
E c'è Dario Mainella, che ogni scatto lo conservava come una reliquia, senza sapere che stava costruendo l'archivio degli affetti di Benevento. Anche lui adesso abita dall'altra parte della fotografia.
Ma Sant'Agostino l'aveva già detto: Coloro che abbiamo amato e perduto non sono più dove erano, sono ovunque noi siamo.
Dietro il banco sono passate tre generazioni, Olga, Ida, Umberto; davanti, generazioni di ragazzi del muretto che oggi hanno i capelli bianchi e quando si schierano tornano bambini.
Gli amici sono i veri gemelli dell'anima.
Per questo quella foto non è un ricordo.
E' un appuntamento.
Finché a mezzogiorno di un 15 agosto qualcuno si schiererà davanti a Mainella, nessuno sarà mai davvero assente".