Buona partecipazione di manifestanti al Flash Mob "Rispetto" per chiedere attenzione per l'ambiente. Qui ci sono responsabilità precise. Chi doveva fare non ha fatto. Il sindaco? La Regione? La Provincia? Non ci interessa, vogliamo fatti
La promessa è stata mantenuta e pur essendo chiara e identificabile l'appartenenza politica di gran parte dei partecipanti, il "Flash Mob. Rispetto, difendiamo la nostra terra e la nostra salute. Vogliamo risposte", è stato celebrato con assenza di bandiere di partiti o movimenti politici.
Chi ha potuto ha rispettato l'invito degli organizzatori ad indossare una maglietta bianca e una mascherina dello stesso colore.
Un episodio di volantinaggio fuori dai canoni, pure c'è stato e ha indispettito alcuni manifestanti, ma insomma, niente di cui strapparsi le vesti.
La partecipazione è stata stimata tra le 200 e le 250 persone, un buon numero considerando anche il periodo di ferie estive.
Fortunatamente il temporale del pomeriggio ha attenuato un po' l'alta temperatura e probabilmente anche qualche miasmo che in verità non era percepibile.
Il raduno, che si è svolto senza incidenti e sotto il controllo di Carabinieri e di Polizia di Stato, ha voluto sottolineare la necessità di vigilare in maniera concreta e non solo a chiacchiere sui nostri fiumi, corsi d'acqua che, in altre città, sono fonte di sviluppo anche economico mentre qui da noi, da anni, hanno sempre rappresentato solo fonte di problemi legati all'inquinamento.
Si è tentato anche di qualificare come zona di aggregazione cittadina, il lungo fiume su via Grimoaldo Re, sono stati spesi tanti soldi del contribuente ma poi tutto è stato abbandonato e i resti di quelle opere giacciono sotto una coltre di fango e di erbacce.
Una motivazione per questo flash mob, scevra il più possibile da questioni politiche e partitiche, l'abbiamo chiesta a Luciano Valle (che si è anche improvvisato vigile urbano per l'attraversamento dei manifestanti da una parte all'altra della strada, nelle foto undicesima e dodicesima in basso), segretario generale della Cgil (nella foto di apertura è a sinistra ed a seguire è Michelangelo Fetto ed Angelo Bosco).
Siamo quasi a contemplare una sorta di problema sul territorio, un fiume inquinato, ci ha detto Valle accompagnato dalla figlia (nella quinta foto in basso).
Avrei voluto essere qua a discutere del fiume Calore come un'opportunità per il territorio, come una sorta di rigenerazione urbana legata alla risorsa del fiume, appunto, che potrebbe essere un elemento di risorsa.
In tante città europee, i fiumi hanno rappresentato il vero elemento di sviluppo.
Qui invece è solo una discarica a cielo aperto.
La responsabilità non è di quello attuale, si dice, né di quella precedente, però alla fine noi oggi stiamo contemplando un degrado esagerato.
Posti di lavoro che non si sono creati, opportunità perse, ambiente distrutto, inquinamento delle falde acquifere, mancata possibilità per i giovani di trovare un posto di lavoro.
Aggiungiamo poi qualche problemino anche di carattere giudiziario e il quadro è completo in un Paese in cui non è mai colpa di qualcuno...
Qui invece ci sono delle responsabilità precise.
Chi doveva fare non ha fatto. Il sindaco? La Regione? La Provincia? Non ci interessa.
Il fatto è che un'opportunità il territorio l'ha persa e per questo pagheranno i cittadini, i giovani e tutto il territorio.
Dovranno solo accontentarsi dello slogan che i pesci e i fiumi non sono inquinati e che sono morti per... vecchiaia.
Purtroppo è un'amara realtà ma è così.
Noi vorremmo discutere di elementi di sviluppo del territorio.
Un alveo del genere, in queste giornate di calura, per una famiglia può rappresentare la possibilità di trascorrere qualche ora sul lungo fiume, così come facevano già i longobardi tanti secoli fa.
Insomma, questi sono elementi di ricchezza, i nostri fiumi erano addirittura navigabili e noi li abbiamo fatti diventare una fogna a cielo aperto.
Non vogliamo vedere più tutte queste erbacce ma vedere giovani che utilizzano questi spazi ai fini turistici questa è l'amarezza e qui ci sono le responsabilità, ha concluso Valle.
Ad intervenire è stato anche l'ex assessore all'Ambiente, Alessandro Rosa (nella quarta foto in basso è il secondo da sinistra assieme a Gino Abbate che è il terzo da sinistra) a cui abbiamo chiesto tendenziosamente: Sarebbe capitato questo disastro anche sotto la sua gestione dell'Ambiente cittadino?
Non riesco a prevedere il futuro, ci ha risposto.
Dobbiamo fare una diagnosi e da medico posso dire che c'è stato un inquinamento ambientale.
Ora dobbiamo però immaginare quale potrebbe essere la terapia perché, al netto delle competenze che sono molto chiare e sono sancite dalla legge, è necessario rifuggire gli scaricabarile perché la tutela ambientale e la salute dei cittadini vengono prima di qualsiasi ruolo politico e di qualsiasi poltrona.
Tutti quelli che tengono a questa città debbono mettersi attorno a un tavolo e capire quello che è successo e fare in modo che per il futuro tutto ciò non possa essere nemmeno immaginabile.
Il fiume va protetto, va tutelato e va fatta una campagna di programmazione seria con tutti gli organi competenti al fine di evitare queste tragedie che sono assolutamente dannose per Benevento e per la sua popolazione.
Infine un'opinione l'abbiamo chiesta anche ad un altro assessore comunale all'Ambiente, Gino Abbate, il quale, ha duettato con ironia con Rosa.
Abbate è stato trattato meglio. Lui, Rosa, è stato invece scaricato e trombato con un WhatsApp.
Qui Abbate gli ha detto che pensando a quel che è capitato a Rosa se ne è andato via dalla Regione, che è la stessa cosa...
Concluso il siparietto e tornando all'evento di stasera, Abbate ci ha detto che qui c'è gente di buonsenso, una voce che parte dal basso e ci dice che la salute deve essere tutelata.
Meno male che la città, i cittadini, scendono in campo e fanno sentire la voce viva della città, di quella che soffre.
Qui però la preoccupazione maggiore, abbiamo detto ad Abbate, è quella del giorno dopo, quando cioè tutto sarà passato e la tragedia dell'inquinamento comincerà a lasciare il passo ad altro fino a quando la questione non si dovesse malauguratamente riproporre.
Chi promuoverà una discussione, un incontro per cercare di trarre ricchezza per i nostri figli?
Il problema riguarda la Regione, la Provincia, il Comune, ci ha risposto infine Abbate, che queste fonti di ricchezza in pratica emarginano.
Con questa spinta ricevuta stasera dai cittadini, mi auguro che si faranno questi tavoli non per parlare, ma per fare.
Nessuno peraltro mette il cappello su questa manifestazione.
Siamo qui solo per rivendicare il diritto alla salute.