Trovo una sofferenza indescrivibile nel prendere atto, anche più volte al giorno, vedendo tanti pazienti, alcuni con pensioni da miseria, che per effettuare specifiche indagini di laboratorio siano costretti ad attendere anche mesi
E' consuetudine che Peppino De Lorenzo (foto), da tempo, puntualmente ogni domenica mattina, è solito prendere un caffè, spesso accompagnato anche da un cornetto, con il nostro direttore, Alfredo Pietronigro.
Un'occasione, quest'ultima, per scambiarsi, liberamente, da giornalisti, le rispettive vedute che, nei vari settori, interessano la vita della nostra comunità.
Qualche settimana fa, ancora una volta, De Lorenzo ha manifestato tutto il suo rammarico per quanto si verifica, quotidianamente, nel mondo sanitario beneventano e non solo.
Ecco perché, nel momento in cui, proprio lui che di lotte, negli anni addietro, ne ha condotte tante, ha parlato di una sua imminente iniziativa, davvero forte, a difesa di chi soffre. Per questo, gli abbiamo chiesto a quanto, nello specifico, si riferisse.
"Malgrado non più giovane, ci ha risposto, ancora oggi, continuo a lavorare, senza sosta, da mattina a sera, almeno fino a quando le forze residue lo permetteranno.
Onde evitare involontari equivoci, facili a generarsi in casi del genere, preciso, da subito, che la mia iniziativa fonda le sue radici sul desiderio in me, sempre vivo e presente, di contribuire ad alleviare la quotidiana sofferenza umana, segnatamente, nel momento difficile che il Paese attraversa.
Quindi, alcun motivo di mercimonio anche perché, come si sa, mai alcuno ha posto un solo euro sulla mia scrivania.
Mi sono sempre accontentato di quanto, per una vita intera, mi ha dato lo Stato.
Ciò premesso, a ritmo sempre più incalzante, provo una sofferenza indescrivibile nel prendere atto, anche più volte al giorno, vedendo tanti pazienti, alcuni con pensioni da miseria, che per effettuare specifiche indagini di laboratorio, Tac, Rmn, Ecografie e quanto altro, siano costretti ad attendere anche mesi.
Nel sospetto di patologie severe, queste ultime vengono pagate, con sacrifici enormi, di tasca propria.
Sono spettacoli, ripeto quotidiani, che non riesco più a tollerare.
Bene. In materia, da tempo, esiste un ben preciso dettato legislativo, che, ad oggi, volutamente, è stato ignorato dall'Asl e dall'Ospedale.
Ecco perchè, tra pochi giorni, attraverso "Gazzetta di Benevento", esaminata, nei dettagli, l'intera informativa, avrò modo di fornire indicazioni chiare e precise al cospetto delle quali i direttori generali degli organi sanitari non potranno più tacere facendo finta di nulla.
So bene che mi accingo ad affrontare un lavoro non facile, ma non mi fermerò neanche oggi, così come ho fatto nel passato.
Onde aiutare i pazienti a non vivere queste disumane situazioni, fornirò l'intera modulistica necessaria, impegnandomi ad offrire loro ogni suggerimento e ponendo in funzione anche una linea telefonica diretta per contattarmi.
In questo modo, a sera, anche se dopo una intera giornata di lavoro, mi impegno, da subito, ad aiutare chiunque, ritenendo, nello specifico, preziosa anche la collaborazione dei singoli medici che vorranno affiancare il mio lavoro.
E' una ulteriore sfida che intendo intraprendere malgrado nella sera della vita.
Allora, una volta per sempre, se Tac, Rmn, Ecografie ed altri tipi di indagini verranno prenotati a distanza di mesi e, talvolta, di anni, interverrà il dispositivo che la legge, da tempo, ha posto in essere, ma, ad oggi, ignorato.
A questo punto, fiduciosi, non ci resta che attendere quanto si verificherà".