Ti sei chiesto perché non hai più dolore? Perché il tuo corpo è riuscito a muoversi seppur sotto l'effetto del farmaco paralizzante? Perché nonostante il gas anestetico che hai inalato, sei rimasto vigile? Dai una risposta scientifica a tutto questo...
Iatros
Il dio della coscienza
di Luca De Lipsis
Breve introduzione
"Iatros il Dio della coscienza" è una storia che si muove tra fantastico e reale, trovando nella prima sfera le soluzioni alle crude problematiche della seconda, alla maniera dei supereroi, il mondo al quale la storia è ispirata.
Il genere è un "medico-fantasy" che abbraccia tematiche oscure e reali come il traffico di organi umani ad opera di un'organizzazione criminale che sfrutta lo stato di estrema povertà del terzo mondo.
Fioravante Guidoni, il protagonista della storia, è un giovane medico napoletano che lavora per un'associazione di volontariato operante in zone disagiate dell’Asia.
Durante la sua missione umanitaria, il medico si troverà a dover affrontare un'organizzazione terroristica dedita al commercio illecito di organi prelevati attraverso l'assassinio di esseri umani.
A causa di una mutazione genetica che subisce durante un incidente accaduto poco prima del suo sequestro, Guidoni acquisisce dei poteri sovrannaturali (come la capacità di narcotizzare e paralizzare i nemici con un semplice contatto) grazie ai quali, con la collaborazione di un popolo indigeno a lui fedele, riuscirà a fermare i malvagi meccanismi dell'organizzazione criminale e ad uccidere i suoi capi.
Capitolo 6
Il villaggio del popolo ramitiano sorgeva nel cuore della foresta, protetto dalla fitta vegetazione pluviale.
Rispetto a Shaari, il contesto era molto più primitivo, con capanne costruite con rami e foglie che si estendevano lungo il bacino di un grande fiume.
Questo è il fiume Mhiva, che dà sostentamento alla nostra agricoltura e ci protegge dalle avversità, disse un uomo avvicinandosi a Guidoni, appena sceso dal veicolo.
Io sono Aalok Ramit, capo della tribù dei ramitiani. Benvenuto tra il nostro popolo!
Guidoni camminava zoppicando, sebbene l'arto non gli arrecasse più alcuna sofferenza.
Anche il dolore dovuto alle fratture costali era del tutto scomparso.
Il medico osservò il suo interlocutore.
A prima vista, gli sembrò avere un’età indefinita, ma le rughe sul volto lasciavano intuire che si trattava di una persona avanti con gli anni.
Era di bassa statura e dal fisico asciutto; i pochi capelli bianchi erano raccolti in un codino.
Grazie per avermi salvato, esordì Guidoni, I terroristi stavano per uccidermi e prelevare i miei organi, da destinare al mercato nero dei trafficanti. Senza il vostro aiuto sarei già morto.
I miei infiltrati hanno fatto davvero un buon lavoro.
Non possiamo prevedere tutti gli attacchi dei terroristi ma cerchiamo in ogni caso di salvare il maggior numero di persone. Così abbiamo fatto con te ma c’è una cosa che devi sapere: ti abbiamo condotto qui perché tu per noi sei indispensabile, sei la nostra speranza.
Ti stavamo seguendo da parecchio tempo, dal giorno del tuo arrivo nel Gohar.
Fortunatamente siamo riusciti a risalire all'ospedale dove ti avevano condotto e a liberarti poco prima dell'intervento.
Ho creato per te una squadra speciale.
Addirittura? rispose Guidoni sorpreso, Sono onorato di tanta premura ma quale aiuto può darvi un medico come me, più che prestare la propria assistenza in queste zone disagiate?
Tu hai un grande dono, continuò Ramit, me lo ha detto la Dea del fiume Mhiva, della quale sono un umile messaggero.
La Dea di cosa? chiese il medico con aria sorpresa.
La Dea mi ha detto che verrà un uomo che sconfiggerà la Grande Organizzazione.
Una persona speciale, un semidio, un uomo diverso dai comuni mortali.
Quest'uomo sei tu, Fioravante Guidoni. I tuoi poteri si stanno già manifestando, devi solo dominarli.
Ma di che poteri sta parlando? Non la capisco. Le sono debitore dell’aiuto che mi ha dato ma, francamente, non posso credere a queste storie. Piuttosto, i miei colleghi sono in grave pericolo, sicuramente hanno bisogno di me. Mi riaccompagni a Japur.
Guidoni voltò le spalle al capo tribù ma quello lo afferrò per un braccio e disse: Aspetta! Ti sei chiesto perché non hai più dolore?
Perché il tuo corpo è riuscito a muoversi seppur sotto l’effetto del farmaco paralizzante?
Perché nonostante il gas anestetico che hai inalato, sei rimasto vigile? Dai una risposta scientifica a tutto questo, se ci riesci.
In effetti è tutto molto strano... Io l'ho attribuito ad un effetto avverso dell’anestesia, cose che capitano nel nostro lavoro, alle quali dò il giusto peso.
Un comune mortale dovrebbe patire dolori atroci per le fratture che ti sei procurato. Saresti dovuto cadere in un sonno profondo, con tutto quel gas che hai inalato quando sei stato sequestrato. Ma non è stato così. E il motivo risiede nel tuo Dna.
Nel mio Dna? ripeté Guidoni sconcertato.
Esatto, caro dottore. Possiedi un corredo genetico unico al mondo.
Un Dna rigenerante, in grado di incorporare nel proprio genoma tutte quelle molecole con cui viene in contatto, potenzialmente nocive al tuo corpo, apportando le dovute mutazioni. Le modifiche ti rafforzano e ti proteggono.
Hai subito mutazioni dopo l'inalazione del gas, la somministrazione dei medicinali antidolorifici e di quelli che ti hanno paralizzato.
Tutte sostanze che il tuo organismo ha ormai assimilato e reso parte di sé. Adesso, sei immune a questi elementi.
Come può dire una cosa del genere?
Sono un medico: baso le mie teorie sulla medicina razionale e non su congetture che lasciano il tempo che trovano.
Ramit riprese il discorso con tono calmo, senza dare troppo peso alle perplessità di Guidoni. Anche io sono un medico.
Mi sono laureato a New York alla prestigiosa Columbia University per poi specializzarmi in genetica.
Ho studiato le mutazioni del Dna nelle scimmie asiatiche, della famiglia dei macachi.
Le scimmie hanno un Dna simile al genoma umano, rispose Guidoni incuriosito, dimostrando una certa conoscenza genomica, ma noi, con l'evoluzione, abbiamo rimescolato i nostri geni, creando poi la razza umana, evidentemente più evoluta della loro.
Esatto, rispose Ramit, ed è per questo che noi studiavamo le scimmie, per cercare di trovare una cura per i tumori umani.
Anche loro si ammalano delle nostre stesse malattie. Così, nei nostri studi, ci siamo imbattuti in un macaco che aveva subito una rara mutazione genetica che lo rendeva unico nel suo genere.
In che senso? domandò Guidoni.
L'animale aveva una soglia del dolore e una incapacità a provare ansia decisamente fuori dalla norma.
Anche lui aveva un Dna rigenerante, riattivatosi in seguito ad una infezione.
Esso era stato in grado di riprogrammarsi, come un algoritmo, per salvare la vita della scimmia, guarendola dalla malattia e rendendola più forte.
Sembra così assurdo... Tu pensi di essere quello che sei perché lo studi nei libri di medicina finché qualcuno non ti fa notare che le nostre conoscenze scientifiche sono ancora limitate e che la risposta è proprio nella natura.
La natura, nella sua selezione naturale, crea specie evolute, in grado di migliorare il proprio corredo genetico.
Tu sei l'unico uomo conosciuto che può raggiungere questa perfezione.
E come faceva la Dea del fiume Mhiva, se si chiama così, a sapere che io avrei sviluppato questo tipo di mutazione?
E' un'entità che appartiene a una dimensione diversa dalla nostra. Comunica con me nei sogni.
Mi pregò di tornare dalla mia gente e dedicarmi alla loro salute e alla loro istruzione ma anche di difenderli dalle insidie che sarebbero sopraggiunte.
All'inizio pensavo che fossero allucinazioni, frutto della stanchezza legata al duro lavoro.
Poi la Dea, di fronte al mio scetticismo, mi diede prova della sua esistenza e allora ho dovuto cedere. Ho abbandonato l’America e sono ritornato dal mio popolo per eseguire le sue direttive. E penso di aver fatto la cosa giusta.
Pericoli creati dall’uomo, obiettò Guidoni, che con la brama di potere ha generato questa crudele guerra civile.
Esatto.
Ma un giorno la Dea del fiume Mhiva, o semplicemente la Dea Mhiva se preferisci, mi disse che sarebbe sopraggiunto un semidio in grado di porre fine a tutto questo.
E oggi che ti ho conosciuto, so per certo che aveva ancora una volta ragione.
Tu sei immune a tutto ciò che potrebbe nuocerti e il tuo corpo può anche riprodurre gli effetti delle sostanze che ha incorporato.
Con il solo tocco delle mani, ora puoi addormentare chiunque o paralizzarlo.
E puoi anche alleviare i dolori fisici, con i tuoi effetti taumaturgici. Per questo sei un semidio. Rappresenti i tre stadi puri della coscienza: la veglia, il sonno, il sogno. Sei Iatros.
Devi solo governare la tua forza. Così potrai salvare tutti noi ed i tuoi amici.
Guidoni scuoteva la testa incredulo. Ripensava a tutti gli eventi che gli erano occorsi, senza riuscire a dare una risposta razionale a come il suo organismo avesse reagito ai farmaci che gli erano stati somministrati.
Ammesso che lei abbia ragione, come farò a trovare il giusto equilibrio e a salvare questo mondo dai soprusi dei terroristi?
La Dea mi ha dato l’incarico di aiutarti favorendoti in questo compito. Io sarò la tua guida, il tuo maestro.
Ci basta poco: Quaranta giorni e quaranta notti; ti insegnerò l’arte della meditazione e le migliori tecniche di arti marziali per affrontare ogni pericolo.
Alla fine dell'allenamento, avrai dalla Dea stessa un ultimo dono. Ma non ti voglio anticipare nulla.
Questo è il mio compito e ti prego di seguirmi.
Nel frattempo che ne sarà degli altri medici dell’Associazione? Sono anche privo di cellulare per poter comunicare con loro.
Molti dei tuoi colleghi sono morti, altri sono stati salvati dal mio esercito e si trovano in un posto sicuro a Japur.
Quando sarai pronto potrai raggiungerli. Ma adesso hai bisogno di ritrovare te stesso. Solo, senza mezzi di comunicazione che possano distrarre la tua meditazione. Ti chiedo di farlo per un bene comune. Sarai ripagato del tuo sforzo.
Bene, fece Guidoni con un sorriso rassegnato, E da dove dovrei cominciare per perfezionare i miei poteri e diventare il superuomo che cercate?
Ora riposati e rifocillati, sarai nostro ospite. Domani inizieremo l’allenamento e ti spiegherò ogni cosa.
Ramit chiamò due persone che erano state tutto il tempo in disparte, le quali si avvicinarono al capò tribù.
Maestro, ci dia disposizioni, domandò uno di loro.
Conducete l’ospite nel suo alloggio, ha bisogno di riposare. Dategli da mangiare e dei vestiti nuovi.
Domani verrà con me alla foce del fiume Mhiva.
Guidoni si congedò, arreso alle dichiarazioni del maestro.
Sebbene mi sembri tutto così irreale, mi affido a lei, anche perché non posso far altro.
Quello che ho visto sinora di reale mi ha terrorizzato molto. Ho visto povertà, morti e sofferenze.
Se posso fare qualcosa per voi, sono disposto ad apprendere i suoi insegnamenti e a seguirla nel percorso che mi ha riservato.
Sei un bravo ragazzo, e noi crediamo in te. Tu devi fare altrettanto.
Tra quaranta giorni i tuoi dubbi lasceranno il posto alle certezze e tutto ti apparirà più chiaro.
L'alloggio di Guidoni era molto spazioso, sebbene dall’assetto minimale.
In un unico ambiente erano posizionati un letto con le doghe in legno, un tavolino con una sedia, sempre di legno, sulla quale i ramitiani avevano lasciato un vassoio ricolmo di frutta e di pesce cucinato, il cui gradevole odore si disperdeva nell'aria.
Il tetto, costruito con rami di salice, era coperto da teli impermeabili.
Di fronte al letto c'era una finestra con le tapparelle alzate dalla quale si poteva ammirare l’immensa natura incontaminata.
Da una porta si accedeva ad un piccolo servizio igienico dotato di una propria fossa biologica.
Guidoni divorò il lauto pasto e poi si stese sul letto privo di forze.
Comodo! disse sommessamente, Finalmente riesco a riposare.
Nel sonno ripensò a tutte le atrocità subite, a Gisy, domandandosi se si fosse salvata dall'assalto, ai suoi amici chirurghi ma anche alle forze armate di Falcon che erano state sopraffatte durante l’assedio del villaggio.
Si svegliò di soprassalto.
Fuori iniziava ad albeggiare. Fece appena in tempo a sciacquarsi con l'acqua attinta dal pozzo che bussarono alla porta.
Era il maestro Ramit.
Ragazzo sei pronto a seguirmi? Domandò a Guidoni.
Si maestro sono pronto.
Allora vieni con me: stamane inizieremo il nostro percorso.
I due si incamminarono inerpicandosi attraverso un sentiero che si immetteva nel cuore della foresta pluviale.
Il percorso era circondato da alberi altissimi, piante variegate e liane che filtravano la luce naturale del sole.
Guidoni seguiva Ramit guardandosi attorno estasiato.
Non aveva mai visto un siffatto paradiso terrestre, un paesaggio così verdeggiante e suggestivo.
Dopo più di due ore di cammino giunsero ai piedi di una piccola montagna, dalla cima della quale l'acqua si era insinuata tra le rocce, formando una cascata limpida e azzurra, in contrasto con il rosso della parete rocciosa.
La cascata finiva la sua corsa in una piscina naturale che rifletteva un arcobaleno, generato dal contrasto dell'acqua con la luce del sole.
Il fragore dell'acqua si mescolava ai richiami degli animali nascosti nella giungla.
Che meraviglia, esclamò Guidoni.
Qui inizierai i tuoi esercizi di meditazione. La tua unica compagnia sarà il fiume Mhiva e il suo alloggio montuoso.
Ritroverai te stesso, l'equilibrio e la forza interiore per poter affrontare il passaggio successivo: L'arte della lotta.
Maestro, lei è sicuro delle mie capacità? Io non ho mai fatto nulla di tutto ciò.
Ragazzo, ti guiderò passo dopo passo. Sono qui per questo.
Ti insegnerò le mosse, le posture.
Dovrai confrontarti inizialmente contro un nemico immaginario. Imparerai a schivare i colpi dell’avversario, anticiparne i movimenti.
Quando coordinerai le braccia con il corpo, rafforzerai i muscoli e la tua resistenza e sarai padrone di tutte le posizioni del kung Fu, del judo e del kickboxing, allora potrai sfidarmi.
Non sottovalutarmi, sono vecchio ma sono ancora un osso duro.
Infine, dovrai affrontare l’ultima prova prima di andare: la grande tigre del Gohar.
La grande tigre? ripeté Guidoni spaventato. Come posso battermi con un felino e schivare i suoi attacchi?
La tigre alla quale mi riferisco è un animale molto venerato dalle nostre tribù.
E' l'animale più forte di queste terre. Tu non dovrai ucciderla. Il tuo compito sarà evitare che lei uccida te.
Non puoi addomesticarla perché è un animale selvaggio, e se provi a scappare ti raggiungerebbe, ma tu sei speciale, possiedi il dominio dei tre stadi della coscienza, hai il potere di addormentarla senza farle del male, e sono sicuro che ci riuscirai.