Sotto Palazzo Mosti giunge la protesta dei genitori degli alunni delle scuole del capoluogo che non possono adempiere al tempo pieno perché non c'è ancora la mensa a fornire i pasti giornalieri

Sotto Palazzo Mosti giunge la protesta dei genitori degli alunni delle scuole del capoluogo che non possono adempiere al tempo pieno perché non c'è ancora la mensa a fornire i pasti giornalieri

La prossima data, slittata da quella precedentemente prevista del 5 ottobre è ora quella del 12 ma si nutrono forti dubbi su questa nuova prospettiva. Il centro di cottura a Beltiglio è quasi un garage. E' passata la primavera e l'estate senza che siano state assunte decisioni importanti e soprattutto riguardo lo spostamento del centro in città. Nessun amministratore ha ricevuto i manifestanti

Un composto sit-in si è svolto nel pomeriggio dinanzi a Palazzo Mosti.
L'intento è stato quello di protestare per il mancato avvio della mensa scolastica.
Doveva esserci l'avvio lo scorso 5 ottobre poi si è parlato del rinvio di una settimana e quindi di una nuova data, quella del 12 ottobre ma è proprio su questa nuova data che si nutrono forti dubbi.
Non molte le mamme ed i papà presenti.
Forse erano più i consiglieri comunali di opposizione e le Forze dell'ordine (Polizia di Stato, Finanza e Carabinieri) che i manifestanti.
Ma questo non toglie nulla all'intento.
Forse, però, bisogna dirlo, l'organizzazione non è stata delle migliori.
Una manifestazione di protesta non sempre ha bisogno che propri rappresentanti siano ricevuti dal proprio interlocutore.
Il sit-in si fa con gli striscioni, gli slogan, i fischietti.
Poi dopo un po' ciascuno per la sua strada.
Cosa diversa è una manifestazione che ha come scopo quello di essere ricevuta dall'azienda, dall'ente o dai suoi rappresentanti al termine della protesta.
Ma questa si organizza, si concordano data ed orario con la controparte se si vuole raggiungere lo scopo ovviamente.
Poi c'è sempre il muro contro muro, ma quello non porta a niente e non ci è parso questo il caso.
Qui la interlocuzione non è stata programmata nel convincimento, è stato detto, che la notizia della protesta, con data, orario e luogo, visto che era stata pubblicata dai giornali, a Palazzo Mosti dovesse esserci qualcuno ad accogliere i protestanti.
E così non è stato.
Gli uomini della Digos hanno raccolto l'intenzione di rappresentanti del Comitato e sono saliti ai piani alti del Palazzo ma lì non hanno trovato né il sindaco e né il consigliere delegato.
Se volete, è stato detto, vi può ricevere un dipendente dello staff del sindaco.
E così è stato.
Quattro o cinque rappresentanti del Comitato sono saliti e poco dopo sono ridiscesi ovviamente avendo solo lasciato le loro ambasce al povero dipendente comunale.
Si è saputo che per lunedì prossimo il sindaco Mastella ed il consigliere delegato Palladino, avevano già fissato un appuntamento per incontrare i componenti della Commissione mensa.
E così è finita la riunione.
Noi ne abbiamo parlato con Floriana Fragnito del Comitato Genitori per la Scuola del Comitato Genitori, che ha assunto l'onere della rappresentanza temporanea del gruppo.
In realtà, ha risposto alle domande dei giornalisti, il Comune non ha dato nessuna data (è ipotizzata quella del 12 ottobre ndr) e proprio per questo noi siamo qui per capire chi è come si assume la responsabilità di dare delle risposte e delle soluzioni.
Al momento soluzioni non ce ne sono.
Il Centro di Cottura già da aprile era stato sanzionato dall'Asl in quanto non adeguato alle linee di sicurezza della Regione Campania per cui da aprile ad oggi avrebbero dovuto predisporre dei cambiamenti e magari avvicinare il centro di cottura al capoluogo atteso che non si capisce perché debba essere così distante dalla nostra città (nel territorio del Comune di Ceppaloni ndr).
Sono stata nei Comuni di Ceppaloni e San Leucio del Sannio in questi giorni e loro la mensa ce l'hanno e funziona.
Noi di Benevento la mensa non ce l'abbiamo ma solo un centro di cottura a Beltiglio e non si capisce perché non sia stato individuato un luogo adeguato in sua sostituzione visto che le segnalazioni dell'Asl, non sono soltanto di ora ma di molto precedenti e conseguenti a tutte le segnalazioni che ha fatto la Commissione mensa.
Voi giornalisti siete andati a vedere questo centro di cottura?
E' quasi un garage.
Pensavano di risolvere con dei container e di non aver bisogno di autorizzazioni.
Sicuramente siamo fiduciosi in questa ditta che gestisce la ristorazione scolastica a Benevento, ditta che non è quella di prima con la quale abbiamo avuto tanti problemi.
Questa ditta sembra essere molto seria e quindi il Comune non scarichi le responsabilità su di essa ma si assuma esso stesso la responsabilità di quanto accade trovando innanzitutto chi possa farlo cercando un luogo idoneo, adatto a cucinare i pasti per 2mila alunni che non sono più neanche i 1.200 di prima.
Così la mensa va fatta partire perché è un diritto essenziale.
La scuola dell'obbligo prevede il tempo pieno.
I dirigenti scolastici sono tra l'altro in difficoltà perché ci sono degli obblighi ministeriali per le ore che devono garantire per il tempo pieno.
Il problema è urgente e va risolto oggi.
Alla rappresentante dei genitori, abbiamo detto che ci pare di aver capito che il problema non sta nello spostamento di una settimana dell'avvio della mensa, ma sulla prospettiva.
Cioè non credete che effivamente, così come stanno le cose oggi, il 12 ottobre possano essere effettivamente distribuiti i pasti nella scuole del capoluogo. Da qui la protesta. E' così?
Certo, ci ha risposto, è la prospettiva e soprattutto anche il fatto che tutta la primavera e l'estate non siano servite a cercare qualche soluzione alternativa e valida.
Nessuno si è interessato al problema del centro di cottura che dovrebbe, per avere una logica ed un senso, essere a Benevento.
Vogliono adeguare quello? Lo facciano, ma attivino il servizio mensa subito, ha concluso Fragnito.

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