Roberto Pischiutta, in arte Pivio, autore, tra le altre, delle colonne sonore delle fiction "Medicina generale", "Distretto di Polizia" e de "L'ispettore Coliandro" ritiene che sia difficile in questo momento che venga fuori un nuovo Morricone

Roberto Pischiutta, in arte Pivio, autore, tra le altre, delle colonne sonore delle fiction "Medicina generale", "Distretto di Polizia" e de "L'ispettore Coliandro" ritiene che sia difficile in questo momento che venga fuori un nuovo Morricone

La fiducia nei giovani compositori è però fuori dubbio e con i quali bisognerà superare i nuovi confini all'interno della produzione musicale che è diversa tra quella utilizzata nelle fiction e quella nel cinema

Prosegue l'azione programmata da Bct Extra di analizzare, scomponendo il tutto, le varie fasi artistiche che contribuiscono poi tutte insieme alla realizzazione di una fiction per la tv o di un film per il grande schermo.
A parlare del loro mestiere sono tutti personaggi di primissimo livello, peraltro pluripremiati.
Ieri abbiamo parlato con Luca Bigazzi della fotografia, di cui egli è direttore, intesa come visione totale di una scena con le sue peculiarità di ombre e di luci ben organizzate e disposte.
Stavolta entra in campo la musica, la colonna sonora di un film o di una fiction e ne abbiamo parlato con un altro grande interprete, Roberto Pischiutta, in arte Pivio (nella foto di apertura), autore, tra le altre, delle colonne sonore delle fiction "Medicina generale", "Distretto di Polizia" e de "L'ispettore Coliandro".
E' presidente dell'Associazione Compositori Musiche per Film che annovera al suo interno le figure più rilevanti del mercato italiano nell'ambito della musica applicata alle immagini ed è membro del Consiglio di Gestione della Società Italiana Autori ed Editori, Siae.
Nel sezionare i vari elementi che poi portano alla fine alla composizione, siamo giunti alla parte musicale, a quella che è definita la colonna sonora che rappresenta, nello schema di un film, la colonna sonora?
E' questa una parte importante ed insostituibile del tutto?
Dipende, ci ha risposto Pivio e ci ha fatto ripiombare nello sconforto che gli abbiamo raccontato di quando Luca Bigazzi, pluripremiato direttore della fotografia, ha in pratica sminuito il suo stesso mestiere.
Pivio ci ha sorriso e ci ha detto: Bigazzi è così, è un grande...
E dunque con questo... "dipende", e poi dire che può essere un elemento sì fondamentale ma di cui si può anche fare a meno, non voglio seguire le orme di Luca Bigazzi, però esistono film senza musica, anche se storicamente l'idea del cinema nasce con la musica.
Il pianista che suonava durante le prime proiezioni del cinema muto, era quasi una necessità perché serviva in qualche a modo anche a nascondere, a coprire il fastidioso rumore del proiettore. Poi da lì si è andati avanti.
Il compositore è certamente una delle figure autoriali di un film ed in quanto tale deve cercare di dare, appunto, un contributo autoriale e quindi raccontare la storia del film con altri mezzi che non sono la recitazione del cuore, che non è la messa in scena, ma altre cose.
Può dare il suo contributo anche raddoppiando qualcosa che esiste già nel film stesso oppure raccontando in maniera subdola se vogliamo tutta una serie di sottotesti che magari ci sono nel film ma non sono così evidenti. Con la musica però lo diventano.
Ci sono delle fiction, una volta chiamati sceneggiati televisivi, abbiamo detto al compositore, che sono conosciuti non solo per la bravura degli attori ma anche per le belle musiche che ne accompagnano le vicende...
Nel caso televisivo, ci ha risposto, l'applicazione della musica a delle immagini ha anche degli scopi diversi e cioè riuscire a mantenere l'attenzione dello spettatore agganciandolo e facendo in modo che così lui possa continuare a vedere quel film.
Insomma, ci sono anche tutta una serie di meccanismi psicologici diversi dal cinema propriamente detto, sono più autoriali queste presenze della musica.
Però non c'è dubbio che anche nell'opera televisiva la musica può assurgere a grande raccontatore.
Ai giovani, una domanda che facciamo sempre, abbiamo proseguito con il compositore, cosa possiamo dire, quale messaggio in un momento non proprio facile che stanno vivendo.
In questi anni ho avuto la possibilità di incontrare giovani compositori e giovani autori, ci ha risposto Pivio.
Quello che noto è che a differenza di quello che si pensa fin troppo spesso, è che il livello di preparazione dei giovani autori è molto alto.
Per alcuni è sorprendente, per me non lo è più perché ne sono convinto...
Questo, abbiamo detto noi, nonostante la Siae da tempo abbia tolto l'esame di composizione per iscriversi alle varie sezioni di Musica...
Io l'ho fatto quell'esame, ci ha detto Pivio...
E noi di rimando... lo abbiamo fatto anche noi nel 1974...
Cambiano i tempi, ha ripreso Pivio, le tecnologie i modi in cui uno arriva ad esprimere la propria sensibilità però queste nuove tecnologie permettono anche di aprire a nuovi colori nella tavolozza, ciò che prima non era possibile.
Quello che dico è che certamente è più difficile adesso arrivare a concretizzare una carriera stabile perché c'è molta produzione e quindi il rischio di essere un semino sparso invece che stabile, una reale connessione continua con il mondo di cui si vuole fare parte, è più complicato. Però io sono assolutamente positivo e credo che ci siano grandi possibilità in questo momento.
Certo abbiamo dei rischi pesanti che sono oramai più che evidenti con l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa ed i meccanismi che rischiano.
Però il compositore ha iniziato, ipoteticamente, a lavorare con un legno battuto su un pezzo di pelle, poi c'è stato il flauto, poi il pianoforte, poi al mellotron, poi al computer.
Questa cosa però non ha fatto sì che scomparisse la capacità dell'uomo di proporre qualcosa di interessante.
Quindi credo che, nonostante le difficoltà del momento, ci saranno nuovi confini che in qualche modo verranno superati e raccolti all'interno della produzione musicale.
Però, sì, è più difficile in questo momento che venga fuori un Morricone della situazione perché è cambiato proprio il contesto sociale, politico, artistico ma ci sono i potenziali Morricone anche in questo momento e quindi sono assolutamente positivo al riguardo, ha concluso Pivio.
Ultimata la chiacchierata ha avuto inizio la lezione che è stata condotta da Alessio Viola (nella prima foto in basso è a destra ed a sinistra è Pivio), giornalista, alla presenza, purtroppo, di pochissimo pubblico.

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