Dal 1994 la città di Benevento ha un legame sempre più frequente e consolidato con il Premio Strega.
Una delle protagoniste di questo legame così ferreo è di certo Maria Cristina Donnarumma.
La già docente del Liceo Classico "Giannone" di Benevento ha avuto la capacità e la costanza di creare un legame sempre più forte e riconosciuto tra la nostra città e questo che è, senza ombra di dubbi, il premio letterario più importante e prestigioso del panorama nazionale.
In una splendida, quasi stregata, serata a Casa Pisani, Donnarumma ha tenuto a battesimo la mostra "Strega: Una storia italiana", organizzata dall'Archeoclub di Benevento, di cui anche Donnarumma è socia.
In esposizione ci sono alcune antiche bottiglie e qualche souvenir dal sapore vintage, ma, soprattutto, il pezzo forte sono stati i dodici pannelli didascalici, con la ricostruzione del percorso storico del liquore e di tutto ciò che ad esso è collegato.
Si tratta della seconda edizione di una mostra già allestita lo scorso anno, e ora riveduta e migliorata.
Al vernissage è stato anche presente Gianpaolo Bruno, collezionista del Liquore Strega, nonché socio dell'Archeoclub, autore di una mostra che sarà presto spostata a Casa Pisani.
I suoi oggetti sono una ricchezza riconosciuta per la conoscenza del percorso storico di questo liquore, che spesso viene ammantata da tratti leggendari, basati più sul mito che sulla storia.
Da segnalare anche la presenza di Mario Collarile, storico legale della ditta Strega, anche lui socio dell'Archeoclub che, al momento, è autore dell'unico libro, uscito nel 2010, che disegna la storiografia di questo liquore.
C'erano, quindi tutti gli ingredienti per una lettura critica e una riflessione consapevole del rapporto tra Benevento, il liquore e il premio letterario.
E' qui che Maria Cristina Donnarumma ha dato il meglio di sé, e come un fiume in piena, ha travolto gli ascoltatori con una profusione di ricordi, di aneddoti, di curiosità, che per un po' hanno portato il pubblico nel vivo di Casa Bellonci, dove si decidono i destini del premio, ma dove si intrecciano conoscenze e rapporti umani che poi sono quelli che fanno la "Cultura", con la C maiuscola.
Cristina Donnarumma ha tenuto a sottolineare il suo preminente interesse per il liceo classico, coinvolgendo sempre la scuola e i suoi studenti in questo ambiente così esclusivo e stimolante.
Nel discorso intessuto con il presidente dell'Archeoclub, Francesco Morante, si è ripercorsa l'evoluzione dei meccanismi di questo premio, a partire dalla presentazione dei libri in gara, che può avvenire solo su segnalazione degli "Amici della Domenica".
Qui Cristina Donnarumma ha ricordato come la regola, oggi modificata, per cui la presentazione può avvenire anche da parte di un solo Amico, e non più due come nel passato, abbia portato ad un notevole incremento dei libri concorrenti, che si aggirano oggi intorno agli ottanta.
Da qui, quindi, la necessità di un lavoro di scrematura, per giungere alla dozzina dei semifinalisti.
Sono questi dodici semifinalisti che verranno presentati al Teatro Romano, questa sera 3 giugno, appuntamento che è stato oggi sempre più consolidato nel calendario del Premio Strega.
In questa serata, verranno annunciati gli scrittori che proseguono il percorso, nell’ultima tappa di avvicinamento al premio finale.
Si tratta della famosa cinquina che, in base alle ultime regole, sulla rappresentatività delle diverse fasce di importanza delle case editrici, possono anche diventare sei o sette.
In genere da questa cinquina, nel primo giovedì di luglio, si votava il libro vincitore, nella suggestiva e storica cornice del Ninfeo di Villa Giulia. Ma, ha tenuto a precisare Donnarumma, che quest'anno ci sarà una variazione: La scelta del vincitore avverrà al Campidoglio, storica sede di rappresentanza del Comune di Roma, essendo questa l'ottantesima edizione del Premio Strega.
Morante ha quindi incalzato Donnarumma a raccontare in un libro tutti queste sue memorie legate al premio, rendendosi disponibile a curarne la stampa a spese dell'Archeoclub.
La parola è poi passata a Paola Serino, docente di Grafica pubblicitaria, che ha ripercorso la storia dei manifesti del liquore Strega, raccontando numerosi aspetti inediti di una storia tutta da raccontare.
E' ovviamente partita da Marcello Dudovich, autore del manifesto sicuramente più celebre, quello della donna si china ad annusare un bicchierino di Strega, lasciando così intravedere parte di un seno.
Dopo aver lavorato come addetto alle lastre litografiche e successivamente come disegnatore autonomo, Marcello Dudovich alle Officine Ricordi maturò i primi insegnamenti nel campo della cartellonistica pubblicitaria.
Dopo il suo famoso manifesto, datato 1905, l'anno dopo troviamo un altro manifesto accreditato a Alberto Chappuis.
Alberto era il fratello di Edmondo, proprietario di un rinomato stabilimento litografico a Bologna, che convinse Dudovich a lasciare le Officine Ricordi di Milano.
Il manifesto era stato disegnato per l'Esposizione Internazionale di Milano del 1906 dove la ditta Alberti partecipava "Fuori concorso".
Il manifesto fu stampato presso lo stabilimento dello stesso Chappuis a Bologna, ma suscitò non poche perplessità, e fu necessario rivederne lo stile per renderlo più consono alla morale del tempo.
Osvaldo Ballerio nel 1910 circa disegnò una bellissima locandina per lo Strega.
Fu uno dei principali esponenti del cartellonismo in stile Liberty.
La sua lunga collaborazione con lo Stabilimento Litografico Chappuis di Bologna diede vita a manifesti che sono entrati nella stori adella cartellonistica italiana.
E' stato inoltre ricordato Maga (sigla di Giuseppe Magagnoli) che è considerato uno dei primi veri e propri art director e pubblicitari in senso moderno in Italia.
Nel 1910 fondò a Bologna la Maga, erede della tradizione inaugurata da Chappuis, e nel 1921 aprì una sede anche a Parigi.
Fu tra i primi a comprendere che il cartellonista non doveva limitarsi a "decorare" un manifesto, ma doveva invece elaborare un'idea efficace e d'impatto, strettamente legata al prodotto da promuovere.
Ovviamente non si poteva ignorare Fortunato Depero che, a partire dal 1928, diede un contributo nuovo all'immagine dello Strega in base alla nuova estetica Liberty.
Suo è il famoso uccellino stilizzato, protagonista ancora oggi della comunicazione aziendale dell'Alberti.
Passando per altri importanti illustratori, quali Alberto Bianchi ed Erberto Carboni, Paola Serino ha concluso con l'artista contemporaneo Rik (Riccardo Guasco) autore nel 2023 di un nuovo restiling dell’immagine e dell’etichetta dello Strega.
Dopo questo dotto e intrigante viaggio nell'evoluzione stilistica della pubblicità dello Strega, è giunto il momento dell'inaugurazione della mostra. Il pubblico ha quindi potuto visionare gli affascinanti spazi di Casa Pisani, per conoscere i vari aspetti della storia dello Strega, partendo da due bottiglie esposte di quelle che possono essere considerate, a tutti gli effetti, le nonne dello Strega beneventano: i due liquori francesi Chartreuse e Bénédictine.
Appresi quindi i procedimenti per creare un liquore, i pannelli illustrano le varie tappe di questa storia, partendo da piazza Orsini, per passare per lo Stabilimento davanti alla Stazione Centrale, per poi proseguire per Roma, per via Veneto, per il Ninfeo di Villa Giulia, e poi idealmente ritornare a Benevento nel Teatro Romano, dove oggi si svolge una tappa del Premio Strega.
Una storia che deve essere rivendicata come un'eccellenza beneventana, nonostante il titolo della mostra sia: "Strega: una storia italiana".
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