Recuperare la memoria delle proprie radici significa interrogarsi sul futuro

Questo è il messaggio che attraversa "Masserie e vita contadina. La civiltà della terra contro l'oblio", il nuovo libro di Carmine Nardone, che sarà presentato mercoledì prossimo, 17 giugno

In un tempo in cui le aree interne combattono contro spopolamento, perdita di identità e progressiva marginalizzazione, recuperare la memoria delle proprie radici significa interrogarsi sul futuro.
E' il messaggio che attraversa "Masserie e vita contadina. La civiltà della terra contro l'oblio", il nuovo libro di Carmine Nardone, che sarà presentato mercoledì prossimo, 17 giugno, alle 18.00, nella Sala Conferenze del Polo di Innovazione Futuridea, in contrada Piano Cappelle. L'appuntamento si propone come molto più di una semplice presentazione editoriale.
Sarà un'occasione di confronto sul valore della memoria collettiva, sul ruolo dell'agricoltura nella costruzione dell'identità del Mezzogiorno e sulle prospettive di sviluppo dei territori che intendono crescere senza rinunciare alla propria storia.
Ad aprire i lavori sarà Valeria Pezza, già docente ordinario di Composizione Architettonica e Urbana dell'Università Federico II di Napoli. Interverranno: Antonio Gisondi, già docente ordinario di Storia della Filosofia Moderna all'Università degli Studi di Salerno; Antonio Casazza, presidente di Confagricoltura Benevento; Alessandro Mastrocinque, commissario Cia Benevento; l'artista visivo Peppe Biancardi.
Sarà presente l'autore.
"Il volume - si legge nella nota inviata alla Stampa - restituisce centralità ad un patrimonio materiale e immateriale che ha segnato per secoli la vita delle comunità rurali.
Le masserie non vengono raccontate soltanto come strutture agricole o testimonianze architettoniche, ma come luoghi nei quali si è costruita una civiltà fondata sul lavoro, sulla solidarietà familiare, sulla cura del territorio e sul rapporto equilibrato con la natura.
Il riferimento all'oblio contenuto nel titolo rappresenta il cuore stesso della riflessione proposta dall'autore.
Negli ultimi decenni, vaste aree del Mezzogiorno hanno conosciuto una progressiva perdita di popolazione e di funzioni economiche e sociali. In questo scenario, il recupero della cultura contadina non assume il significato di un nostalgico ritorno al passato, ma diventa uno strumento per comprendere il presente e immaginare nuove traiettorie di sviluppo.
Le pagine del libro offrono così una riflessione che va oltre la dimensione storica e documentaria.
Il racconto delle masserie diventa il racconto di una comunità, di una cultura e di un sistema di valori che continuano a rappresentare una risorsa strategica per il Sannio e per l'intero Mezzogiorno.
In un'epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione, "Masserie e vita contadina. La civiltà della terra contro l'oblio" invita a riscoprire il significato delle radici come elemento indispensabile per costruire il futuro.
Un messaggio che rende la presentazione del volume un appuntamento di particolare interesse culturale e civile per il territorio".

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