Quando Iatros giunse faccia a faccia con il suo terribile nemico si accorse che altri non era se non il suo amico Falcon e non era il solo in quella organizzazione con medici che vendevano organi umani

Quando Iatros giunse faccia a faccia con il suo terribile nemico si accorse che altri non era se non il suo amico Falcon e non era il solo in quella organizzazione con medici che vendevano organi umani

Anche Gadrone che dall'Italia mandava medici in questa nazione abbiamo dovuto lautamente pagare perché c'era scappata qualche vittima di troppo tra di loro, va concludendosi l'avvincente racconto di Luca De Lipsis

                                                                Iatros
                                                    Il dio della coscienza
                                                       di Luca De Lipsis

Breve introduzione
"Iatros il Dio della coscienza" è una storia che si muove tra fantastico e reale, trovando nella prima sfera le soluzioni alle crude problematiche della seconda, alla maniera dei supereroi, il mondo al quale la storia è ispirata.
Il genere è un "medico-fantasy" che abbraccia tematiche oscure e reali come il traffico di organi umani ad opera di un'organizzazione criminale che sfrutta lo stato di estrema povertà del terzo mondo.
Fioravante Guidoni, il protagonista della storia, è un giovane medico napoletano che lavora per un'associazione di volontariato operante in zone disagiate dell’Asia.
Durante la sua missione umanitaria, il medico si troverà a dover affrontare un'organizzazione terroristica dedita al commercio illecito di organi prelevati attraverso l'assassinio di esseri umani.
A causa di una mutazione genetica che subisce durante un incidente accaduto poco prima del suo sequestro, Guidoni acquisisce dei poteri sovrannaturali (come la capacità di narcotizzare e paralizzare i nemici con un semplice contatto) grazie ai quali, con la collaborazione di un popolo indigeno a lui fedele, riuscirà a fermare i malvagi meccanismi dell'organizzazione criminale e ad uccidere i suoi capi.

Capitolo 12

Devono essere tutti all'interno degli uffici, disse tra sé e sé.
Li stanerò uno per uno!
Aprì la prima stanza ed accese la luce. Al suo interno non vi era nessuno. La ispezionò accuratamente, dietro le tende, sotto al tavolo.
Ai lati della scrivania c'era una porta. Per non perdere altro tempo Iatros corse verso di essa e con un calcio la buttò giù.
La porta dava in un piccolo bagno, anch'esso vuoto. Iatros stava per uscire quando fu incuriosito da una fotografia incorniciata sopra la scrivania. La prese e grande fu il suo stupore.
Dopo averla guardata per pochi secondi la lanciò lontano. Il vetro della foto si frantumò nell’urto contro il muro.
Quindi questo è il tuo studio, maledetto Rich, pensò il medico. Chissà se quelle due ragazze sorridenti che abbracci conoscono i tuoi crimini. Poco importa perché adesso tu e la tua Organizzazione sarete annientati.
Iatros lasciò la stanza e proseguì spalle al muro fino all’ingresso della seconda porta. La porta era semichiusa.
La spinse in avanti con la mano ed entrò.
Vide di fronte il corpo di un uomo seduto con la testa buttata all’indietro. Un foro di proiettile era stampato sulla tempia destra.
A terra la pistola ancora fumava.
Iatros si avvicinò.
Lo prese per i capelli e lo osservò attentamente. Un vago ricordo gli tornò alla mente. Quella voce femminea, quel bacio sulla bocca.
A un tratto anche il volto gli apparve familiare. In un istante ogni tassello andò al proprio posto.
Era il famigerato professore Allen, il temuto chirurgo.
Chissà, pensò Iatros, forse era lui il capo dell’Organizzazione, o forse soltanto il numero due.
L'unica certezza era che aveva preferito togliersi la vita piuttosto che consegnarsi alla giustizia.
Sul tavolo, accanto al corpo, erano sparsi alcuni documenti macchiati di sangue. Iatros ne sfogliò rapidamente qualcuno.
Diagrammi anatomici, appunti medici, elenchi di nomi scritti in codice.
Non c'era il tempo di approfondire, ma bastò uno sguardo per capire che quell'uomo aveva avuto un ruolo centrale nei traffici dell'Organizzazione.
Mi hai agevolato il compito, gli sussurrò tra i denti, chinandosi sul cadavere. Con te fuori gioco siete due in meno.
Per un istante rimase a fissarlo. Quell'uomo aveva seminato dolore e morte per anni, eppure la sua fine era stata misera: Solo, chiuso nel proprio ufficio, con una pistola in mano e la paura negli occhi.
Poi lasciò la presa. Il corpo ricadde pesantemente a terra, flaccido come una bambola di pezza.
Ormai è finita, professore. Adesso tocca agli altri.
Così pensando si diresse verso l’ultima stanza del corridoio.
Spalancò la porta ed entrò.
La stanza era buia ma percepì al suo interno la presenza di qualcuno. Ne sentiva il respiro.
Cercò con la mano l’interruttore della luce e l’accese.
Non poteva credere ai suoi occhi.
Chi sei, uomo dalla tuta azzurra? gli disse Falcon, seduto dietro una scrivania, mentre gli puntava contro una pistola.
Iatros scrollò il capo velocemente, quasi a voler riprendersi dal suo stupore: Ora capisco tutto... Sei un membro dell'Organizzazione!
Bastardo doppiogiochista!
Esatto, pagliaccio, ma non potrai raccontarlo a nessuno. Tra poco non sarai più in grado neanche di donare il dito di un piede.
Adesso svelto, alza le braccia e abbassa la visiera. Voglio vedere in faccia colui che ha provato a mandare a monte i nostri piani.
Aspetta a cantare vittoria, Falcon. Ti sei chiesto come abbia fatto a superare tutti i tuoi sbarramenti?
Sei stato fortunato. Ma adesso alzati la visiera o te la strapperò quando sarai già un cadavere.
Iatros sollevò la protezione quel tanto che bastava per farsi vedere in viso e poi la riabbassò.
Stavolta fu il comandante a restare sbalordito.
Guidoni? Come è possibile? Mi avevano detto che eri riuscito a sfuggire alla nostra cattura grazie agli uomini di Ramit ma non pensavo che saresti potuto arrivare fin qui. Credevo che ti fossi già imbarcato a gambe levate sul primo aereo per l'Italia.
Lo stregone ti deve avere fatto il lavaggio del cervello...
Lo stregone di cui parli fa ciò che dovresti fare tu ma, a differenza tua che sei pagato dal Governo, lui e il suo popolo lo fanno solo per salvaguardare la popolazione delle loro terre. Ma da che cosa deriva tutta questa crudeltà?
Prima di finirti, è giusto che tu sappia la mia storia.
Ero un uomo felice, una volta, un militare integerrimo. Con una moglie bellissima che mi diede al mondo un figlio altrettanto speciale. Malato. Malato di cuore. Se non avesse avuto un trapianto dell’organo sarebbe morto. Non sapevo come fare.
Non avevamo i soldi per ricoverarlo altrove e, come sai, Japur ha poche risorse per tutelare salute dei sui abitanti.
Fui contattato dal precedente capo dell'Organizzazione che mi propose un patto: La vita di mio figlio in cambio di collaborazione.
Avrei dovuto fare il doppio gioco per loro. Accettai la proposta.
Diversamente, lui sarebbe morto, senza alcuna possibilità di salvezza.
Allora creai una squadra speciale all'interno del Cbn ma collegata all'Organizzazione, che ne avrebbe dovuto favorire gli interessi e allo stesso tempo salvaguardare anche la salute di voi medici.
Siete indispensabili per il Paese.
Se la situazione fosse diventava incandescente, l'Associazione Medici oltre i Confini, così come le altre operanti sul territorio, non avrebbero inviato più alcun medico.
Iatros ascoltava incredulo il racconto di Falcon, che proseguì.
All'inizio, infatti, Gadrone si rifiutò di mandare medici.
Purtroppo ci stava scappando qualche vittima di troppo, per cui cercammo di corromperlo e devo dirti che non fu difficile. I soldi valgono più di un giuramento.
Iatros spalancò gli occhi, incredulo di fronte a questa forte rivelazione.
Gadrone! Non posso crederci. Stai bleffando. Vuoi mettere in cattiva luce il nostro responsabile.
Povero illuso! intervenne Falcon, Ma davvero credi che sia un uomo pulito?
Il dottor Gadrone ha avuto tanti di quei soldi che potrebbe vivere bene per almeno altre due generazioni.
Falcon emise una risatina soddisfatta. Poi aggiunse: Quanto a me, mi sono fatto strada nell'Organizzazione.
Conosco e controllo tutti i suoi giri di affari e agisco per i suoi interessi, che ora sono anche i miei. Sguarnisco la difesa nei territori che intendono assaltare e favorisco la loro fuga nella foresta. Pochi conflitti a fuoco, pochi morti.
Lo posso fare perché sono a capo dell’esercito governativo che dovrebbe contrastarla. Una condizione ideale non trovi?
Se Gadrone è un colluso, penserò anche a lui. Ma ora devo prima fermare te, intervenne deciso Iatros.
Dopodiché provò ad avvicinarsi minaccioso al comandante ma fu sommerso da una scarica di colpi.
Una nuvola di fumo invase la stanza. Quando si dissolse, Falcon, strabuzzando gli occhi, vide ancora in piedi il suo avversario, perfettamente integro, circondato dalle cartucce esplose.
Maledetto, hai una tuta antiproiettile! Allora sollevò la cornetta del telefono posto sulla scrivania ed impartì un comando in codice.
Hai chiamato rinforzi ma non ti serviranno a niente. Sono invincibile e adesso ti mostrerò la mia forza.
Dopo pochi secondi, da una porta laterale entrarono una ventina di soldati ben equipaggiati. Dieci di loro lo circondarono.
Iatros avanzò di qualche passo, facendoli indietreggiare.
In un attimo, come una folata di vento, colpì con due calci piazzati nello sterno i primi soldati che trovò di fronte, scaraventandoli al suolo.
Poi prese un terzo per il collo e lo lanciò contro il resto del gruppo.
Tre soldati si allontanarono dallo schieramento e gli afferrarono le braccia, cercando di immobilizzarlo, mentre gli altri gli si avventarono addosso.
\Lo colpirono con calci e pugni allo sterno; uno di loro gli scaraventò la sedia sulle gambe ma Iatros sembrava resistere ai colpi degli assalitori.
Tutto qui quello che sapete fare? Urlò, molto poco per essere dei soldati professionisti.
Quindi chiuse gli occhi e dopo pochi istanti i soldati che lo avevano immobilizzato caddero a terra privi di sensi mentre gli altri guardavano stupiti la scena.
Poi afferrò la mitragliatrice di un soldato esanime ed iniziò a sparare contro il resto del gruppo.
Alcuni caddero sotto i colpi del medico, altri trovarono riparo dietro la scrivania o sotto i corpi delle vittime.
Provarono a rispondere al fuoco ma i bossoli rimbalzarono sul suo corpo senza ferirlo minimamente.
Allora Iatros si avventò sui superstiti e ogni soldato che afferrava per i capelli cadeva al suolo esanime, stordito dal narcotico che emanavano le sue mani.
I feriti, che gemevano stesi a terra, furono da lui finiti con esecuzioni ravvicinate finché rimase di nuovo solo con Falcon.
Il comandante, allibito, sollevò la scrivania e gliela scagliò contro.
Iatros cadde a terra travolto dal mobile.
Si rialzò, scostandolo con un piede ma appena si rimise in piedi, Falcon si avventò su di lui cingendolo al collo con le braccia.
Il comandante strinse forte la presa.
A Iatros iniziò a mancare il respiro. Si sentì stordito.
Il militare, che aveva una grossa tempra fisica, più possente del suo avversario, lo condusse alla finestra e lo spinse con la testa fuori dal davanzale.
Adesso muori, bastardo! gli urlò.
Con le forze residue, Iatros allungò il braccio e cinse quello di Falcon.
Doveva fare presto a liberarsi dalla stretta, o sarebbe stata la fine, ma Falcon non desisteva.
Le forze gli stavano venendo meno e stava quasi per cedere privo di energia quando, improvvisamente, il comandante mollò la presa cadendo al suolo.
Restò bloccato con le braccia protese in avanti senza più riuscire a muovere alcun arto.
Era in atto l'effetto curarizzante sprigionato dal corpo di Iatros.
Iatros si rialzò barcollando.
La vista, una volta ripresosi dallo strozzamento, era tornata nitida.
Adesso era Falcon a trovarsi in una situazione difficile.
L'uomo provò a parlare ma emise solo un flebile lamento.
I suoi muscoli si erano fatti fragili.
Iatros lo sollevò e lo spinse contro lo schienale della poltrona, poi prese una fialetta e l'appoggiò su un bracciolo.
Comandante, questo è l'antidoto del curaro.
Lo puoi vedere: E' qui, a pochi centimetri dalla tua mano, ma dubito che riuscirai a iniettarlo.
Io resterò fermo qui, a vedere la tua fine o la tua salvezza.

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