Quando da una vicenda così grave e complessa si cerca di uscirne attingendo alla cosiddetta società civile, ci si accorge che essa è permeata dalla stessa problematica. Quello che è accaduto è evidente che alla fine resetti tutto...

Quando da una vicenda così grave e complessa si cerca di uscirne attingendo alla cosiddetta società civile, ci si accorge che essa è permeata dalla stessa problematica. Quello che è accaduto è evidente che alla fine resetti tutto...

Credo che stiano facendo più danno a Mastella quelli che appartengono al suo movimento. Spesso si finisce col dire che peggio di Mastella ci sono solo i mastelliani, commenta Pasquale Viespoli. Puoi cambiare il numero del terzino ma il numero uno resta sempre il portiere che è chiamato in causa e non può dire di non essersi accorto che il pallone arrivava

La questione giudiziaria che avvolge come in una morsa il Comune di Benevento e che difficilmente mollerà, almeno per l'immediato, mantiene ancora "botta" e cattura quotidianamente l'attenzione della gente.
Lo si fa per cercare di capire veramente cosa stia succedendo o per una pruriginosa avversione verso chi "comanda" e che non sempre ha soddisfatto i nostri desiderata?
Le richieste non sono sempre importanti ma anche quelle sono indicative.
E' sbagliato crederlo.
Anche chiedere un biglietto gratuito per andare ad assistere, dalla fila privilegiata, uno spettacolo al Teatro o in piazza è complicità nel sistema perché ci sono altre decine, centinaia e migliaia di persone che quel posto non l'hanno.
I più raffinati poi sono quelli che mettono in piedi un sistema corruttivo chiedendo cose di grande importanza e rilevanza a fronte di una dazione di denaro, a partire da un posto nella pianta organica comunale fino ad arrivare a privilegiate pratiche edilizie.
E' tutto così?
No, ci mancherebbe, la stragrande maggioranza è fatta da persone che restano in riga, ma è il sistema a cui, potendo, si cerca di attingere.
Di quello che sta accadendo a Palazzo Mosti e ci dicono che ancora non sia finito l'elenco dei coinvolti, ne abbiamo parlato con Pasquale Viespoli (foto), già sindaco della città, che ha trattato in maniera severa il rapporto tra il cittadino e le istituzioni arrivando a dire che peggio di Mastella ci sono solo i mastelliani.
Di fronte a quello che è accaduto, che è gravissimo e che segnala una devastazione da un punto di vista istituzionale, amministrativo, politico e morale, di fronte a tutto questo, ci ha detto Viespoli, Mastella ha reagito con il teorema, il mantra che utilizza per farsi una corazza rispetto alle difficoltà che ha intorno.
E qual è questa corazza?
E' il principio della non colpevolezza, come se fossero questi i problemi e l'utilizzo della Bassanini (la legge del 1997 che introdusse la forte ed ineludibile figura dei dirigenti ai vertici dei vari settori degli Enti locali affidando alla parte politica la programmazione ed a quella dirigenziale l'esecuzione mortificando, parimenti, fino ad annullarla, la figura del segretario comunale che divenne, in poche parole, da garante della legittimità degli atti, un collaboratore, ancorché di rango, del sindaco o del presidente, ndr), principio della non consapevolezza, dicevamo, per spalmare la responsabilità sui dirigenti o presunti tali.
Un leader politico non reagisce così.
La leadership è responsabilità ed è capacità di farsi carico.
E' affrontare le questioni per quelle che realmente sono.
Mastella quando insiste troppo su questo, lascia un vuoto, uno spazio che consente ed a chiunque di poter dire: Ma come, ma davvero si può sostenere che di fronte ad un sistema costruito con quella precisione organizzativa, un sistema operativo, pervasivo l'unico responsabile possa essere Santamaria e che chi lo ha nominato non si è accorto di nulla?
Questo sarebbe di una gravità ulteriore.
Francamente il tema è questo è cioè, di fronte allo sfascio che si è determinato attraverso un meccanismo di filiera, è evidente che è un meccanismo che coinvolge più soggetti per raggiungere l'obiettivo, è altresì evidente che la credibilità e la forza di un ruolo è la capacità di rappresentare, a torto o a ragione, millantando o dicendo il vero, una forza istituzionale decidente.
Diciamola allora con una rappresentazione calcistica.
Tu puoi cambiare il numero del terzino ma il numero uno resta sempre il portiere che è chiamato in causa e non può dire di non essersi accorto che il pallone arrivava.
La seconda considerazione è la reazione assolutamente appiattita, banalizzante e per certi versi stucchevole e per altri versi patetica, di mastelliani urbanizzati.
Io credo che stiano facendo più danno loro a Mastella che sostengono, perché si finisce col dire che peggio di Mastella ci sono solo i mastelliani.
La terza questione è che bisogna finalmente cogliere questa opportunità per affrontare un confronto severo in città che rimetta al centro il tema di come fare comunità, di fare partecipazione, di come sentirsi parte di uno stesso comune destino.
La città oggi è spogliata di energia, di volontà, di forza.
Ancora più grave il fatto che questa vicenda dimostra l'appiattimento diffuso e generalizzato che si è determinato subito dopo, che il problema non è soltanto politico o contro i politici ma riguarda la cosiddetta società civile, il mondo professionale, i professionisti del garantismo.
Chi non reagisce, abbiamo sottolineato a Viespoli, è perché è nel sistema del malaffare o vi vuole entrare...
Appunto, ci ha risposto l'ex senatore.
Normalmente, poi, sarà anche giusto o sbagliato, ma quando si tratta di uscire da certi contesti, tutti troppo politicizzati, partitizzati, personalizzati, si pensa di poter attingere, come si diceva una volta, alla cosiddetta società civile, ma se essa è permeata dalla stessa problematica, è evidente che tutto quello che è accaduto resetta tutto e deve determinare una riflessione forte di responsabilità per tutti perché altrimenti non c'è prospettiva.
Volendo fare un ragionamento corretto, diciamo che c'è una complessiva degenerazione della società civile e politica.
Ed a volte anche i vescovi scelgono di parlare d'altro..., conclude Viespoli.

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