Non pensavo non credevo. Addirittura... Sal da Vinci molto emozionato e con la voce rotta dal pianto ha ricevuto dal Conservatorio "Nicola Sala" il Diploma Accademico di II livello che ha dedicato alla memoria del suo papà
Non pensavo non credevo. Addirittura...
Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal da Vinci, non pensava che la cerimonia di conferimento del Diploma Accademico di II livello Honoris Causa concessogli dal Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" fosse così simile a quella della Laurea rilasciata dalle Università.
La pergamena, la corona d'alloro posta sul capo...
Non ha retto e l'emozione lo ha preso completamente fino a togliergli la voce rotta dal pianto ed è stato a questo punto che ha cercato la mano della moglie per stringerla forte.
Quindi ha detto che quel riconoscimento lo dedicava al suo papà che non c'è più.
In precedenza, sul palco dei concerti, Sal da Vinci ha risposto alle domande dei docenti del Dipartimento Pop Rock che gli ha assegnato il riconoscimento ma prima ancora ha incontrato, in altro ambiente, i rappresentanti della Stampa locale di cui diremo qualcosina più avanti.
Non credevo a tutto questo, ha detto Sal da Vinci, essendo abituato a non aspettarmi niente.
E' qualcosa di speciale questo riconoscimento che mi è stato dato, forse anche per il lungo cammino artistico da me fatto e composto da tante sfaccettature ed è sorprendente che il Conservatorio abbia pensato a me (nel momento della consegna della pergamena il direttore Ilario ha detto che la proposta di questo Diploma Accademico a Sal da Vinci è stata fatta dal Senato Accademico ma anche dalla gente ed anche dalla politica, dal parlamentare Francesco Maria Rubano che è presente qui in prima fila. A questa indicazione c'è stato il compiacimento facciale guardando Rubano del presidente Orlando ndr).
Sono molto emozionato, ha proseguito il cantante e attore, ed anche confuso da tanta amorevole vicinanza ed è questa una indicazione per i ragazzi che camminano davanti a noi.
Qui non celebriamo la mia carriera che è stata basata anche sulla capacità e sulla resistenza.
Le mie tavole operative sono state quelle del palcoscenico.
Oggi mi è stato affidato questo amore da portare nel bagaglio della mia esperienza.
Debbo dire che da giovane pensai anche a cambiare mestiere ma la passione mi ha sempre spinto dalla stessa parte, quella dello spettacolo.
Peraltro non potevo fare altro, ha detto Sal da Vinci scherzando anche perché, mi sono accorto di non essere stato in grado di cambiare nemmeno una lampadina.
Vivo questo momento della mia vita con verità ed onestà, poi la canzone può piacere o meno, ma questo è un altro discorso.
Sal da Vinci ha anche parlato della sua esperienza teatrale che è stata la sua seconda casa e nella quale è entrato nel 1976 assieme al padre.
Da quella esperienza è partito tutto fino ad arrivare qua.
Mi auguro che a teatro io possa anche tornare con altre belle canzoni.
Questo riconoscimento, ha concluso Sal da Vinci, può essere anche un esempio per gli altri e per i giovani perché debbono convincersi che nulla è dato nell'immediato e che lavorando e studiando si può arrivare anche dove meno lo si aspetta.
Sin qui la manifestazione che ha visto il conferimento del Diploma Accademico di II Livello a Sal da Vinci, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo che ha regalato al pubblico un breve momento di un suo concerto.
Poi sul palco è salita l'Orchestra della Canzone Napoletana.
A questo punto abbiamo l'obbligo di levare una decisa protesta per il modo con cui sono stati trattati i giornalisti delle testate locali.
La conferenza stampa con Sal da Vinci era prevista per le 19.30 ma tutti, come si conviene e come si fa di solito, sono giunti in anticipo.
A loro non è stato consentito di entrare e non sono valse le decise proteste rivolte all'addetto Stampa, la incolpevole Marcella Parziale.
C'era un preciso divieto imposto dal direttore.
La Stampa non deve entrare, così ci è stato riferito, se non dopo le 19.30.
Questo divieto così ferreo, non è stato però applicato ai colleghi giornalisti delle testate nazionali, tipo Rai e Mediaset ed a chi era semplicemente alla porta d'ingresso accreditato come un ospite.
Tutti dentro.
Essere un giornalista, con tanto di pass al collo, stasera è divenuta un'aggravante.
A tutti è stato consentito di entrare tranne che a noi.
Sosta perfino dinanzi alla sala dove si è poi tenuta la conferenza Stampa (nell'ultima foto in basso).
Avremmo dovuto andare via tutti e stavolta il consenso su questa linea ci è parso essere unanime, ma non lo si è fatto perché ha prevalso ancora una volta il senso del dovere istituzionale, quello che spessissimo manca alle nostre controparti.
Resta la protesta che solleviamo forte nei confronti di chi usa gli organi di informazione solo per vedersi pubblicati i propri comunicati Stampa che, a questo punto, dovremmo consigliare e consigliamo di inviare a Mediaset ed alla Rai per vederseli pubblicati e non a noi.
Il rispetto deve essere reciproco anche perché potrebbe arrivare il momento, che potrebbe anche non essere più così lontano, che la Stampa farà sentire forte anche la sua voce.