Proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Casa di Cura Gepos

Proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Casa di Cura Gepos

Lo hanno deciso le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl

Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Casa di Cura Gepos e richiesto formalmente al prefetto l'attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste.
"La decisione - si legge nella nota inviata alla Stampa - è maturata all'esito dell'ultimo incontro sindacale nel corso del quale la direzione aziendale ha confermato l'intenzione di procedere a una riorganizzazione complessiva della struttura e ad una riduzione del personale infermieristico, senza tuttavia fornire alle organizzazioni sindacali gli elementi tecnici, organizzativi ed economici indispensabili a motivare e verificare la fondatezza delle scelte prospettate.
L'assenza di dati puntuali, analisi organizzative e riscontri oggettivi ha impedito un confronto serio e trasparente su una materia di estrema delicatezza, con evidenti ricadute sia sul piano occupazionale sia sulla qualità dell’assistenza sanitaria erogata.
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che non è accettabile affrontare processi di riorganizzazione che incidono sui livelli occupazionali e sui servizi sanitari senza un reale confronto preventivo e senza la piena condivisione delle informazioni necessarie a valutare soluzioni alternative.
La Casa di Cura Gepos opera in regime di accreditamento definitivo con il Servizio Sanitario Regionale e dispone di 60 posti letto destinati ad attività sanitarie ad elevata intensità assistenziale.
In tale contesto, ogni ipotesi di riduzione del personale infermieristico deve essere attentamente verificata alla luce dei requisiti regionali, degli standard assistenziali e della necessità di garantire sicurezza, continuità e qualità delle cure.
Le organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione per l'impatto delle scelte aziendali e per la mancata attivazione di un confronto preventivo su possibili soluzioni alternative agli esuberi, quali la riqualificazione professionale, la riconversione del personale, la mobilità interna e la riorganizzazione dei servizi.
Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dall'annunciata esternalizzazione del servizio cucina, anch'essa non preceduta da un adeguato confronto sindacale e potenzialmente foriera di ulteriori ricadute occupazionali e organizzative.
Per tali ragioni, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno richiesto al prefetto la convocazione urgente del tavolo di raffreddamento e conciliazione, quale sede istituzionale deputata alla gestione della vertenza ai sensi della normativa vigente".

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