Maurizio Casagrande, che ha ricevuto il Premio "Sergio Bruni", rivolgendosi ai giovani ha detto loro di studiare, approfondire ed innamorarsi di quello che fate senza accettate il concetto che tanto non serve a niente...
Con la consegna del Premio "Sergio Bruni" per la interpretazione di una canzone classica napoletana, si è conclusa la VI edizione di "Sannio Festival", una rassegna del Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" voluta dal responsabile del progetto Luigi Ottaiano che è anche l'ideatore addirittura della cattedra della Canzone Classica Napoletana.
La manifestazione di consegna dei premi, si è svolta nel Teatro di San Vittorino ed è stata presentata da Magda Mancuso.
I premi alla carriera sono stati assegnati a Miranda Martino, a Gloria Cristian ed a Maurizio Casagrande, anch'egli cantante oltre che attore.
A Miranda Martino il premio è stato consegnato da Ottaiano nella sua casa di Roma mentre quello di Gloria Cristian lo ha ritirato la figlia Elena Boccalone.
In presenza è stato l'attore Maurizio Casagrande che ha interpretato anche dei brani accompagnato al pianoforte da Giancarlo Vorzitelli e da Giuseppe Di Colandrea al clarinetto. L'altra voce è stata quella di Anna Cecilia.
Prima che la manifestazione avesse inizio, abbiamo scambiato qualche battuta con Maurizio Casagrande a cui abbiamo voluto preliminarmente ricordare che il suo papà, Antonio Casagrande, qualche decina di anni fa, fu chiamato dalla Cooperativa "Artisti Riuniti Sanniti" ad assumere la funzione di insegnante del Laboratorio Teatrale "Maloeis".
Sì, ci ha risposto, lo ricordo bene. Furono gli anni in cui anche io ho frequentato la scuola. Lui fu proprio in quel periodo che si spostò qui a Benevento.
Fatto il preambolo e tornando all'evento, lei è qui, abbiamo detto a Casagrande, per ricevere un premio importante che è dato dal Conservatorio con il "Festival del Sannio".
Il nostro è l'unico Conservatorio al mondo ad avere un corso dedicato alla Canzone Classica Napoletana grazie all'intuito ed alla passione espressa dal responsabile del progetto, Luigi Ottaiano.
Sì, ci ha risposto Casagrande, abbiamo qui questa unicità e particolarità ed è l'unica cattedra in un Conservatorio a livello mondiale che si occupa di musica popolare...
E qui abbiamo interrotto Casagrande per dirgli che proprio ieri, Antonello Rondi, su questo argomento, ci ha detto che invidiava la città di Benevento che aveva avuto questa intuizione al contrario del Conservatorio di Napoli "San Pietro a Majella" che non ha mai pensato ad una simile possibilità ed evenienza...
E non sarebbe male che si facesse, ha ripreso l'artista, ma come accade spesso e volentieri, in patria è più difficile che ciò avvenga e quindi ben venga che ci sia un Conservatorio, comunque campano, che si occupa di questo patrimonio che ci invidia il mondo e che ogni tanto quando hai a che fare con i maestri che lavorano su questi materiali ti accorgi che le canzoni che abbiamo sentito per anni, molte volte non sono esattamente fedeli all'originale.
Anche per questo la canzone napoletana è un patrimonio che va preservato e va trattato come merita.
Sul palco stasera riceverà questo attestato alla sua carriera, abbiamo detto a Casagrande. Riteniamo ci sia anche la necessità e l'occasione di lanciare un messaggio ai tanti giovani che vedrà seduti in platea. Non vivono un momeno facile. Forse per noi è stato tutto un poco più semplice anche nelle scelte che eravamo chiamati a compiere...
Assolutamente sì, ci ha risposto...
Che possiamo loro dire usando la musica ed il teatro? abbiamo ancora detto al premiato.
Che la qualità nel tempo pagherà sempre, ci ha risposto. Tutto ciò che viene approfondito, studiato, posseduto nel senso vero del termine, alla fine ripaga.
E' chiaro che ci sono cose molto più effimere e molto meno "importanti" che danno risultati straordinari, ma essi sono effimeri.
Nel tempo, quando hai una certa età come capita nel mio caso, hai visto tanti di questi fenomeni scomparire nel tempo. La qualità poi alla fine è quella che rimane sempre.
E dunque dico ai giovani studiate, approfondite ed innamoratevi di quello che fate e non accettate il concetto che tanto non serve a niente.