Il terremoto giudiziario che ha colpito il Comune non è un evento isolato, è l'epilogo di un sistema di potere logoro, arroccato su se stesso. Alle elezioni abbiamo giocato alla pari?

Il terremoto giudiziario che ha colpito il Comune non è un evento isolato, è l'epilogo di un sistema di potere logoro, arroccato su se stesso. Alle elezioni abbiamo giocato alla pari?

Abbiamo subito un modello di gestione in cui la fedeltà politica conta più del merito e una lottizzazione sistematica dei ruoli chiave, selezionati per mera appartenenza. Perfino gli organi di controllo interno, che dovrebbero essere imparziali, sono stati scelti all'interno del partito "Noi di Centro". E' il commento di Francesco Farese all'incontro del Pd su "Risposte, proposte, nuovi orizzonti"

Sala finalmente piena, anche se non di grandi proporzioni, quella della Biblioteca Provinciale di corso Garibaldi, che ha accolto la manifestazione del Partito Democratico sul tema: "Risposte, proposte, nuovi orizzonti".
Siamo entrati, ovviamente, pienamente nel percorso di confronto in vista delle elezioni amministrative.
Dopo il saluto del segretario provinciale, Filomena Marcantonio, sono intervenuti Stefano Orlacchio, presidente regionale dei Giovani Democratici; i consiglieri comunali Floriana Fioretti, Francesco Farese e Giovanni De Lorenzo; l'ex consigliere comunale, Italo Di Dio; Paolo Caggiano del Direttivo Cittadino Pd; Davide Mazzone, segretario provinciale dei Giovani Democratici Gioventù Federalista Europea; per "Civico 22" il consigliere Angelo Moretti e il segretario Giuseppe Iorio, il consigliere comunale del Gruppo Misto, Giovanna Megna, attivista di Avs con il segreterio Annamaria Mollica; l'ex consigliere regionale Gino Abbate e infine le conclusioni del segretario cittadino del Partito Democratico, Rosa Razzano.
Questo il commento che abbiamo raccolto dal consigliere comunale di opposizione Francesco Farese.
"Per guardare avanti, ai nuovi orizzonti, dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà che stiamo vivendo. Benevento sta attraversando una delle stagioni più buie della sua storia recente.
Il terremoto giudiziario che ha colpito il Comune non è un evento isolato, è l'epilogo di un sistema di potere logoro, arroccato su se stesso.
Abbiamo subito un modello di gestione in cui la fedeltà politica conta più del merito e una lottizzazione sistematica dei ruoli chiave, selezionati per mera appartenenza.
Perfino gli organi di controllo interno, che dovrebbero essere imparziali, sono stati scelti all'interno del partito "Noi di Centro".
Se l'ipotesi di finanziamento illecito del partito dovesse essere confermata, ci troveremmo dinanzi alla violazione di un patto democratico e all'alterazione della competizione elettorale, in cui non tutti avrebbero giocato ad armi pari.
Il nostro compito non è formulare giudizi sommari, ma fare politica.
La politica ha oggi un dovere morale rigoroso, dare risposte chiare e assumersi le proprie responsabilità.
Non si può rivendicare il merito di ogni nastro tagliato alle inaugurazioni e poi, quando scoppiano gli scandali, dichiararsi stupiti.
L'etica pubblica dovrebbe essere la garanzia che le opportunità siano di tutti e non di pochi.
L'era delle gestioni personali e del potere inteso come patrimonio privato deve finire.
Il Comune non può essere un fortino sotto assedio, lo dobbiamo ai cittadini e anche ai tantissimi dipendenti onesti che non possono pagare il prezzo di errori altrui.
Dobbiamo costruire una città da cui non si fugge, ma in cui si può restare.
Per fare ciò è necessario ristabilire una condizione essenziale: che i diritti siano garantiti e non negoziati.
Oggi si apre quindi, con un confronto pubblico, un percorso per delineare un'alternativa di governo forte, ampia, plurale e con la schiena dritta", ha concluso Farese.