"Strega, dalla leggenda al mitico liquore". Casa Pisani ha accolto un evento che ha attratto molti visitatori interessati non solo a visitare la mostra ma anche ad ascoltare il racconto che il curatore, Gianpaolo Bruno, ha fatto delle sue "creature"
Casa Pisani ha accolto in serata un evento che ha attratto molti visitatori interessati non solo a visitare la mostra ma anche ad ascoltare il racconto che il curatore, Gianpaolo Bruno, ha fatto delle sue "creature".
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell'Archeoclub, Francesco Morante, che ha sottolineato la generosità di Bruno che ha consentito la visione ad estranei di suoi "cimeli".
Molto particolare è, infatti, la figura del collezionista che è quasi sempre contrario a divulgare il materiale che ha acquistato o conquistato con tanta pazienza ed amore.
Tra i motivi della non divulgazione anche la mancanza, talvolta, della certezza sulla provenienza dell'oggetto acquisito.
Non è questo il caso di Bruno che può tranquillamente mostrare tutti i suoi tesori, ha concluso Morante.
Di questa collezione, che ha per tema "Strega, dalla leggenda al mitico liquore", ne abbiamo parlato proprio con il collezionista.
Qui rispetto alla precedente esposizione, ci ha detto Bruno, c'è qualcosa in più in una esposizione che è disponibile fino all'8 di novembre.
Da domattina ci sarà anche un video disponibile e quindi il visitatore potrà comodamente seguire il filmato che analizza il periodo storico, gli artisti, gli illustratori che hanno realizzato negli anni sia i manifesti che le cartoline dello Strega. Parliamo anche del contesto storico dell'azienda, quello meno conosciuto, che va dal 1860 fino alla fine del XIX secolo.
La cosa particolare è che presentiamo stasera un complesso molto più ampio della collezione, circa 60 pezzi, mentre i pannelli sono 16. La storia del liquore sarà raccontata anche attraverso le immagini su video, appunto.
Tra gli aneddoti che sveliamo c'è anche la esatta ubicazione del Caffè Strega, ha proseguito Bruno.
Si è sempre detto che si trovasse nella piazza principale, piazza Roma, ma in effetti nella collezione c'è anche un documento, una fattura illustrata del 1880, che ci dice che la bouvette di questo Caffè Strega era in pratica in via Duomo, 22.
E' una strada che non esiste più a Benevento, non c'è nemmeno nella topomastica ed al catasto pontificio, ma è riconducibile nella strrada che dalla Cattedrale porta verso la Fontana di Benedetto XIII, quel pezzetto di strada, che affianca piazza Orsini, comunemente è ancora oggi chiamata come via Gaetano Rummo.
Questo materiale è prezioso comunque, abbiamo detto a Bruno, ma lo è ancora di più per una città come Benevento. Si tratta degli albori anche della nascita del famoso liquore cittadino. E' valorizzato ed apprezzato tutto ciò?
Come tutte le collezioni, ci ha risposto Bruno, spesso esse sono ad appannaggio solo del privato.
La prima volta che la mia collezione, che all'epoca si componeva solo di 100 pezzi, è stata esposta in originale circa 30 anni fa.
Oggi solo le cartoline sono oltre 200 ed ovviamente ho poi allargato la gamma riconducibile all'Alberti e complessivamente sono circa 500 i pezzi in mio possesso e questo numero non comprende solo materiale cartaceo.
Il mio auspicio è di avere disponibile da parte del Comune uno spazio dopo si possa realizzare una esposizione permanente.
Sin qui Bruno.
La mostra resterà aperta fino a domenica 8 novembre e sarà visitabile su appuntamento prenotando su whatsapp al 389/9984903.