Alcuni genitori di alunni celiaci hanno chiesto una cosa semplice, umana: Poter preparare da casa il pasto per i propri figli e portarlo a scuola, in un contenitore termico sigillato, assumendosi ogni responsabilità
Il Circolo "Antonio Guarra" di Fratelli d'Italia torna sulla questione legata al servizio della mensa scolastica, in particolare sulla gestione degli alunni celiaci.
"Il servizio di refezione scolastica - si legge nella nota inviata alla Stampa - è ripartito, e con esso anche l'attivazione dei pasti speciali per bambini celiaci, regolarmente autorizzati dall'Asl competente dopo le verifiche di rito.
Una notizia positiva, che però non basta a tranquillizzare tutti.
Ci sono genitori, lo diciamo con rispetto, che quel dramma lo hanno vissuto sulla pelle dei loro figli.
Hanno visto i loro bambini stare male per ore, per giorni, dopo un piatto contaminato magari da una semplice posata usata per un pasto normale.
Chi ha un figlio celiaco sa che non è un capriccio, non è una moda: è una patologia autoimmune seria e la contaminazione incrociata può essere devastante.
Per questo, alcuni genitori di alunni celiaci hanno chiesto una cosa semplice, umana: Poter preparare da casa il pasto per i propri figli e portarlo a scuola, in un contenitore termico sigillato, assumendosi ogni responsabilità.
Hanno chiesto una deroga alle rigide normative in materia d'igiene alimentare al dirigente di una scuola elementare cittadina.
La risposta è stata un secco no.
Noi di Fratelli d'Italia Benevento non accettiamo questa rigida decisione.
Non accettiamo che dietro un regolamento ci si dimentichi delle persone.
Le norme sull'Haccp e sull'igiene esistono e vanno rispettate, lo sappiamo.
Ma le norme sono fatte per l'uomo, non l'uomo per le norme.
Quando c'è di mezzo la salute di un bambino e la serenità di una famiglia che ha già sofferto, ci vuole buon senso, non un timbro.
Chiediamo ai dirigenti scolastici di Benevento di usare il buon senso.
Di ascoltare, di capire, qualche volta, invece di limitarsi a impartire ordini dall'alto.
Un tavolo, un confronto con l'Asl, con i genitori, con il Comune, per trovare una soluzione condivisa: un protocollo che permetta, in casi certificati e documentati, il pasto da casa in sicurezza.
Si fa in tanti Comuni d'Italia. Perché a Benevento no?
La sicurezza alimentare è sacra, ma lo è anche il diritto di un genitore di non avere paura ogni volta che suo figlio va in mensa".