Ci sono ferite che il tempo non cancella e ricordi che continuano a vivere nel cuore di un'intera comunità
Ci sono ferite che il tempo non cancella e ricordi che continuano a vivere nel cuore di un'intera comunità.
Per Paupisi, l'alluvione della notte tra il 14 e il 15 ottobre 2015 rappresenta una pagina dolorosa della propria storia, un evento che sconvolse il territorio, provocando ingenti danni alle abitazioni, ai terreni agricoli, ai vigneti e alle attività produttive.
A undici anni da quella tragedia, quest'oggi il paese si ritrova per commemorare quei momenti drammatici e rendere omaggio alla solidarietà che accompagnò la ripartenza.
L'appuntamento è alle 18.00, a Largo Pagani, dove sarà celebrata la Messa presieduta dal parroco don Cosimo Iadanza, promossa dalla parrocchia Santa Maria del Bosco e dall'associazione socio-culturale "Il Sogno".
Un momento di preghiera, raccoglimento e gratitudine che riunisce la comunità attorno a un simbolo divenuto ormai parte della memoria collettiva: il grande masso precipitato dal monte durante l'alluvione.
Proprio a Largo Pagani, quella pietra racconta ancora oggi la forza devastante della natura, ma anche la capacità di Paupisi di reagire e ritrovare la speranza.
Sopra il masso, l'arcobaleno rappresenta il segno della rinascita dopo una delle prove più difficili affrontate dal paese.
La notte dell’alluvione lasciò immagini indelebili: strade sommerse dal fango, abitazioni danneggiate, terreni ricoperti di detriti.
Tante famiglie si trovarono ad affrontare paura, disagi e incertezze, mentre l’intero territorio cercava di rialzarsi dalle conseguenze di un evento che aveva profondamente segnato la vita quotidiana.
Eppure, accanto alla devastazione, emerse una straordinaria mobilitazione solidale.
Volontari, giovani, cittadini e Forze dell'ordine si rimboccarono le maniche per liberare case, garage e locali dal fango, offrendo sostegno concreto a chi era in difficoltà.
Gli "angeli del fango", con pale, secchi e tanta determinazione, divennero il simbolo di una generosità che Paupisi non ha mai dimenticato.
E' proprio da quella capacità di restare uniti che parte il messaggio del sindaco, Salvatore Coletta, che, in occasione dell'anniversario, ha invitato la comunità a custodire la memoria di quanto accaduto e a trasformarla in un insegnamento per il futuro.
"Ci sono ferite che il tempo non cancella e ricordi che continuano a vivere nel cuore di un’intera comunità", ha affermato il primo cittadino, ripercorrendo il significato di quella notte che segnò profondamente la storia di Paupisi.
"Una notte di paura e dolore, che segnò profondamente la storia del nostro paese.
Ma quel disastro ci consegnò anche una grande lezione: di fronte alle difficoltà, Paupisi sa unirsi, tendersi la mano e trovare la forza di rialzarsi".
Il sindaco ha rivolto, quindi, il proprio pensiero a tutte le persone che vissero quelle ore drammatiche, a chi subì danni e a quanti si impegnarono per aiutare gli altri, contribuendo con sacrificio, coraggio e solidarietà alla ripartenza della comunità.
A loro va la gratitudine per un impegno che continua a rappresentare un esempio di partecipazione e vicinanza umana.
Nel suo intervento, Coletta si è soffermato sul significato del masso collocato a Largo Pagani, una testimonianza silenziosa che continua a ricordare la violenza di quella notte e le conseguenze che lasciò sul territorio.
"A Largo Pagani, quel masso precipitato dai monti durante l’alluvione continua a raccontare silenziosamente ciò che accadde.
Sopra di esso, l'arcobaleno ci ricorda che anche dopo le prove più difficili è possibile ritrovare la speranza.
Quel masso è memoria. Quell'arcobaleno è rinascita.
Insieme, sono il simbolo di una comunità che non dimentica e che continua a guardare avanti".
Un messaggio che guarda anche alle responsabilità del presente.
Per il sindaco, ricordare non significa soltanto ripercorrere il dolore e rendere omaggio a quanti si prodigarono durante l'emergenza, ma anche mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, sulla tutela del territorio e sulla sicurezza.
Custodire la memoria, soprattutto, vuol dire trasmetterla alle nuove generazioni affinché quanto accaduto diventi una lezione condivisa e un richiamo costante alla responsabilità verso il futuro.
La celebrazione sarà anche l’occasione per rinnovare il legame con la Madonna di Pagani, riferimento spirituale per tanti cittadini, e per affidare alla preghiera la comunità, ricordando le famiglie coinvolte e ringraziando quanti prestarono soccorso nei giorni più difficili.