Alla direzione dell'Ospedale "Fatebenefratelli" è giunta una lettera di ringraziamento da parte di Carmine Cioffi a tutto il personale della Terapia Intensiva

Alla direzione dell'Ospedale "Fatebenefratelli" è giunta una lettera di ringraziamento da parte di Carmine Cioffi a tutto il personale della Terapia Intensiva

Mio padre è stato ricoverato in condizioni molto critiche. Quei giorni sono stati, per me e per la mia famiglia, giorni di paura, di attesa e di profonda preoccupazione. In quella situazione di fragilità, però, abbiamo avuto la possibilità di conoscere da vicino il vero volto della buona sanità, afferma Carmine Cioffi

Un paziente, Carmine Cioffi, ha voluto ringraziare la direzione dell'Ospedale Sacro Cuore di Gesù di Benevento e il personale della Terapia Intensiva per le cure e l'assistenza ricevute dal proprio padre.
"Desidero condividere questa testimonianza - scrive - per esprimere la mia più sincera gratitudine a tutto il personale della Terapia Intensiva dell'Ospedale Sacro Cuore di Gesù, dove mio padre è stato ricoverato in condizioni molto critiche.
Quei giorni sono stati, per me e per la mia famiglia, giorni di paura, di attesa e di profonda preoccupazione.
In quella situazione di fragilità, però, abbiamo avuto la possibilità di conoscere da vicino il vero volto della buona sanità.
Come infermiere conosco bene la fatica, le responsabilità e il peso emotivo che accompagnano il nostro lavoro.
Ma vivere tutto questo da figlio mi ha permesso di guardare la professione da una prospettiva completamente diversa.
Ho visto professionisti capaci di unire competenza e umanità.
Ho visto una dedizione che va oltre l'orario di servizio, attenzione ai dettagli, presenza costante e parole capaci di dare conforto nei momenti più difficili.
Ho visto mani che curano e, nello stesso tempo, sanno accarezzare.
Ho visto quella qualità dell'assistenza che non può essere misurata soltanto attraverso protocolli e procedure, perché nasce dalla capacità di riconoscere, dietro ogni paziente, una persona e, dietro ogni persona, una famiglia che soffre e che ha bisogno di essere accompagnata.
Per questo, desidero rivolgere un ringraziamento speciale al Primario, Caccavale, per la sua professionalità, la sua guida e la sua umanità.
Un grazie sincero alle dottoresse Pisani, Bardari, Santo, Cusano, Zeppa e Colella, per la loro presenza, la chiarezza nelle spiegazioni e la capacità di comunicarci anche le situazioni più difficili con grande professionalità e delicatezza.
Un ringraziamento particolare va a suor Teresa, per l'impegno con cui ogni giorno rende la Rianimazione un luogo impeccabile per ordine, pulizia e organizzazione, ma soprattutto per l'accoglienza, l'attenzione e l'umanità che riesce a trasmettere.
Il mio grazie più affettuoso, inoltre, va agli infermieri Nadia, Mimmo, Gennaro, Adriana, Mario, Manuela, Massimiliano, Sabina, Ennio, Michele, Lucia, Bruno, Tiziana, Carmen e Michele.
Il vostro lavoro dimostra che l’assistenza non è soltanto tecnica.
Assistere significa esserci.
Significa prendersi cura.
Significa ascoltare.
Significa sostenere.
Significa, soprattutto, non far sentire solo chi soffre.
Grazie anche agli ausiliari Fiorenza, Maria e Annamaria, presenze preziose e fondamentali, per la disponibilità, i sorrisi e il sostegno che non ci avete mai fatto mancare.
Questa esperienza mi ha ricordato che la buona sanità esiste e che, spesso, ha il volto di donne e uomini che ogni giorno lavorano con competenza, sacrificio e passione, senza cercare riconoscimenti.
Come infermiere, sono orgoglioso di appartenere a questa professione.
Come figlio, sarò per sempre grato a tutti voi per come avete assistito mio padre.
In un momento in cui la nostra famiglia aveva paura, voi ci avete fatto sentire meno soli.
Avete curato mio padre come se fosse uno di famiglia.
Questa, per me, è buona Sanità.
Questa è assistenza.
Questa è umanità.
Questa è una professione che diventa amore".

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