Una chiesa che non c'è più, demolita nel 1976, torna a vivere attraverso la memoria, i documenti, le fotografie, le opere conservate e le testimonianze di una comunità

Una chiesa che non c'è più, demolita nel 1976, torna a vivere attraverso la memoria, i documenti, le fotografie, le opere conservate e le testimonianze di una comunità

E' questo il cuore di "Memoria Sacra e Fratture Urbane. La chiesa di San Giacomo Apostolo di Puglianello", il volume di Ferdinando Creta, presentato a Puglianello davanti a un pubblico numeroso e particolarmente interessato

Una chiesa che non c'è più, demolita nel 1976, torna a vivere attraverso la memoria, i documenti, le fotografie, le opere conservate e le testimonianze di una comunità.
E' questo il cuore di "Memoria Sacra e Fratture Urbane. La chiesa di San Giacomo Apostolo di Puglianello", il volume di Ferdinando Creta, presentato a Puglianello davanti a un pubblico numeroso e particolarmente interessato.
La presentazione, ospitata nella nuova chiesa di San Giacomo Apostolo, ha visto la partecipazione di studiosi e appassionati provenienti dalla provincia di Benevento e da altre realtà territoriali, insieme a rappresentanti delle istituzioni civili ed ecclesiastiche.
Una presenza significativa che ha confermato l'interesse per una ricerca che parte dalla storia di un edificio scomparso per raccontare la storia più ampia di una comunità.
La vecchia chiesa di San Giacomo Apostolo, demolita nel 1976, per secoli è stata uno dei luoghi centrali della vita di Puglianello.
Un luogo di fede, ma anche di incontro e di vita comunitaria, nel quale si sono intrecciate le vicende di generazioni di uomini e donne.
La sua scomparsa non ha significato però la cancellazione della sua storia.
E' proprio da questa consapevolezza che nasce il lavoro di Ferdinando Creta, impegnato a ricostruire ciò che di quella chiesa è rimasto e a documentare ciò che invece è andato perduto.
Il titolo del volume, "Memoria Sacra e Fratture Urbane", sintetizza i due elementi fondamentali della vicenda: da una parte la memoria di un luogo sacro profondamente legato all’identità della comunità; dall’altra la frattura prodotta dalla sua demolizione e dalla trasformazione del paesaggio urbano.
La ricerca dimostra come la storia della vecchia chiesa di San Giacomo non possa essere separata dalla storia di Puglianello.
Il volume ricostruisce una vicenda che affonda le proprie radici nei secoli precedenti, dalla presenza della Chiesa di Santa Maria Assunta alle trasformazioni della comunità, attraversando le difficoltà del Seicento, la peste e i terremoti del 1688 e del 1702.
Nel Settecento la chiesa viene ricostruita e nell'Ottocento ampliata e arricchita con nuovi altari, opere, statue, arredi e il campanile.
Diventa progressivamente uno dei punti di riferimento della vita religiosa e sociale del paese.
La demolizione del 1976 rappresenta quindi non soltanto la scomparsa di un edificio, ma anche una frattura nella memoria collettiva di Puglianello.
Il lavoro di Creta affronta questa vicenda attraverso un rigoroso lavoro di ricerca e documentazione, mettendo in relazione fonti d’archivio, fotografie, opere conservate, testimonianze e materiali storici, con l'obiettivo di ricostruire la storia della chiesa e il suo rapporto con la comunità.
Ad aprire l'incontro sono stati gli onori di casa del parroco don Giuseppe Di Lorenzo, che ha accolto i presenti e accompagnato con disponibilità l'iniziativa.
Sono seguiti i saluti istituzionali del consigliere delegata del Comune di Puglianello. Anna Franco, che ha portato il saluto dell'amministrazione comunale, e del presidente della Provincia di Benevento, che, oltre al saluto istituzionale, ha offerto un proprio contributo sui contenuti e sul significato della pubblicazione.
E' quindi intervenuto Lorenzo Urbano, presidente del Gal Tammaro Titerno, che ha ricordato il sostegno dell’organismo alla pubblicazione, il cui contributo ha consentito la stampa del volume.
Nel corso della serata Ferdinando Creta ha illustrato le motivazioni che lo hanno spinto ad affrontare la ricerca, spiegando come il lavoro sia nato dalla volontà di recuperare una memoria che rischiava di diventare sempre più lontana e di restituirla alla comunità.
Uno dei momenti centrali della serata è stato l'intervento di Massimo Bignardi, storico dell'arte e docente universitario, al quale è stata affidata la presentazione critica della pubblicazione.
La sua relazione ha rappresentato una vera e propria lettura del volume, mettendone in evidenza il valore non soltanto come ricostruzione della storia della chiesa di San Giacomo, ma anche come riflessione sul rapporto tra memoria, patrimonio, comunità e trasformazione dei luoghi.
Bignardi ha sottolineato la capacità della ricerca di riportare all'attenzione una realtà oggi scomparsa fisicamente, ricostruendone la presenza attraverso le fonti documentarie, le immagini, le opere e le testimonianze.
Particolare rilievo è stato dato al rapporto tra la storia della chiesa e quella della comunità di Puglianello.
La vecchia chiesa di San Giacomo, infatti, non viene raccontata semplicemente come un edificio, ma come un luogo nel quale per secoli si è concentrata una parte significativa della vita religiosa, sociale e civile del paese.
La lettura di Bignardi ha quindi evidenziato come la demolizione del 1976 non abbia comportato soltanto la perdita di un manufatto architettonico, ma anche una trasformazione del paesaggio e dei riferimenti attraverso i quali una comunità riconosce la propria storia.
In questa prospettiva, la pubblicazione di Creta assume il valore di un'importante operazione di recupero e restituzione della memoria, riportando nel presente la storia di un luogo che fisicamente non esiste più.
A concludere la serata è stato monsignor Giuseppe Mazzafaro, con un intervento particolarmente intenso dedicato al valore della memoria storica e all'importanza di lavori capaci di restituire alle comunità la consapevolezza delle proprie radici.
Il vescovo ha sottolineato come la conoscenza della storia rappresenti una responsabilità verso le generazioni future e come la memoria non sia soltanto uno sguardo rivolto al passato, ma uno strumento per comprendere il presente.
Particolarmente significativo il fatto che la presentazione del volume abbia rappresentato il momento conclusivo della Visita Pastorale.
La nuova chiesa di San Giacomo ha così accolto il racconto della vecchia San Giacomo, creando un ideale dialogo tra il presente e un luogo che non esiste più.
Una scelta dal forte valore simbolico: raccontare la chiesa demolita nel 1976 proprio nella nuova chiesa che ne ha raccolto l'eredità, attraverso le persone, le opere e la memoria della comunità.
La serata ha così mostrato come la storia di un edificio possa diventare la storia di un'intera comunità.
La vecchia chiesa di San Giacomo non esiste più fisicamente, ma continua a vivere nelle fotografie, nelle opere, nei documenti e nei ricordi di chi l'ha conosciuta.
E' proprio questo il significato più profondo del libro di Ferdinando Creta: non ricostruire ciò che non c'è più, ma impedire che ciò che è scomparso venga dimenticato.
"Memoria Sacra e Fratture Urbane" diventa così non soltanto il racconto di una chiesa demolita, ma un invito a conoscere, custodire e trasmettere la memoria di Puglianello alle generazioni future.

Argomenti