La città appare essere sospesa, in attesa di giudizio o, meglio, di dichiarazioni indizianti che potrebbero colpire uno o l’altro amministratore... commenta in maniera decisa Luigi Marino, presidente del Centro Storico

La città appare essere sospesa, in attesa di giudizio o, meglio, di dichiarazioni indizianti che potrebbero colpire uno o l’altro amministratore... commenta in maniera decisa Luigi Marino, presidente del Centro Storico

In questo surreale immobilismo, mentre non leggiamo di “posizionamenti” del partito del sindaco per le prossime politiche e sulla sua capacità o meno, di fare la differenza per la governabilità del Paese, l’Amministrazione della nostra Benevento sembra sospesa, grigia ed attonita. Il Centro Storico, legato, meglio “perimetrato”, dalle strisce blu, si è tramutato in una zona di parcheggio di lusso

Il presidente del Centro Storico, Luigi Marino (foto), interviene con un suo scritto molto deciso, inviato alla Stampa, sul difficile momento che sta attraversando la nostra città coinvolta dal ciclone giudiziario che appare essere tutt'altro che definito.
Marino lo fa cercando in qualche modo di tutelare il Centro Storico e non solo.
"La città, scrive l'avvocato, appare essere sospesa, in attesa di giudizio o, meglio, di dichiarazioni indizianti che potrebbero colpire uno o l’altro amministratore.
In questo surreale immobilismo, mentre non leggiamo di “posizionamenti” del partito del sindaco, per le prossime politiche e sulla sua capacità o meno, di fare la differenza per la governabilità del Paese, l’Amministrazione della nostra Benevento sembra sospesa, grigia ed attonita.
Il Centro Storico, legato, meglio “perimetrato” dalle strisce blu, si è tramutato in una zona, almeno in relazione al costo del parcheggio, di “lusso”.
Eppure, nessuno, nel Centro, può veramente sentirsi sicuro o sereno seduto nel suo salotto, che, di “buono”, ha ormai poco.
C’è piazza Roma troppe volte teatro di violenza e poche volte sfondo di attività culturali aperte alla cittadinanza.
Tolleranza zero con chi delinque, ma reali progetti di inclusione per coloro i quali vedono, nella nostra Italia, una nuova patria.
Al Comune chiediamo: Dov’è la contaminazione tra le culture? Che progetti ha per questi stranieri?
C’è via Umberto I, dove un locale chiuso ancora detiene ed occupa un largo spazio dove prima parcheggiavano i residenti (a proposito, ma la tassa di occupazione viene regolarmente pagata?).
Ci sono locali nel Centro che tirano fino a tardi, a notte fonda, ma il Comune, di far rispettare la zonizzazione acustica non ne vuol sapere, figuriamoci gli orari di chiusura.
Poi vi è via Erik Mutarelli, ostaggio degli avventori di un circolo ricreativo dove troppi ragazzi, (una enorme quantità di ragazzi in età scolare si ammassano lì dalle 8.00 del mattino) alcuni incuranti delle regole del vivere civile e del buon vicinato, schiamazzano fino a notte, offendono i residenti, imbrattano le pareti, creano un muro umano che sigilla uno dei vicoli più belli della nostra città.
Quello che diciamo è sotto gli occhi di tutti, anche delle forze dell’ordine, allora ci domandiamo: Perché non si agisce in maniera più energica? Perché, noto il problema (o i problemi), non si corre ai ripari?
Torna la deriva dei nostri tempi, in cui questa nostra meravigliosa città appare essere incapace di creare anticorpi tali da debellare i mali e restituire salute alla nostra comunità.
Basta parlare delle conseguenze dei procedimenti penali, di chi viene citato in una dichiarazione e di chi viene escluso, di chi sarà indagato, imputato, assolto o condannato.
Basta sentirci dire che uno schieramento è meglio di un altro o che un partito potrà far pesare la sua piccola percentuale su un tavolo di alleanze vuote.
Noi vogliamo che si amministri la città.
Si vogliono dimettere, non si vogliono dimettere, che neghino o affermino di essere coinvolti, che siano innocenti o colpevoli, si torni a governare la città.
Ci sono oltre 65.000 persone che sicuramente non hanno nulla a che vedere con finanziamenti ai partiti, con buste o bustarelle, intestate o non intestate, ma che vivono, lavorano e meritano una città migliore e curata.
Si pensi alla vivibilità, alla sanità, alla scuola (a proposito a che stiamo con la Federico Torre?), alla giustizia, alla inclusione, alla difesa degli anziani e dei disabili, ai ragazzi che scappano per trovare lavoro (perché da noi, sembrerebbe che per avere un lavoro devi anche pagare), a chi resta, con sacrificio, perché ama la sua città, alla cura dell’ambiente, all’aria che respiriamo ed all’acqua che beviamo.
Dopo aver pensato a tutto questo, avrete diritto di parola su altro.
Buona domenica!, conclude Marino."

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