Filomena Di Mezza, segretario provinciale di Azione, interviene sulle dichiarazioni del sindaco, Clemente Mastella, sulla questione legata alla moria di pesci avvenuta lungo il fiume Calore nelle scorse settimane
Filomena Di Mezza (foto), segretario provinciale di Azione, interviene sulle dichiarazioni del sindaco, Clemente Mastella, sulla questione legata alla moria di pesci avvenuta lungo il fiume Calore nelle scorse settimane.
"Nelle ultime ore - scrive - una nota ufficiale diffusa dal sindaco di Benevento ha riaperto il dibattito.
La dichiarazione lascia basiti: "...La moria di pesci nel fiume Calore è stata determinata da cause di natura organica ed è stata episodica. Dall'Istituto mi segnalano anche che in genere dalla loro vasta esperienza in materia, i pesci in periodi estremamente caldi e siccitosi, muoiono per carenza di acqua e quindi asfissia da carenza di ossigeno".
Ha derubricato l’accaduto come un semplice e ineluttabile "effetto del caldo estivo".
Peccato, però, che le relazioni di Asl e Arpac raccontino una storia ben diversa.
Nel carteggio del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl, non si fa assolutamente riferimento ad una semplice fatalità climatica, ma alla presenza di un'anomala componente organica delle acque che avrebbe determinato un elevato consumo di ossigeno con conseguente drastica riduzione della quantità di ossigeno disponibile, indispensabile per la sopravvivenza delle specie acquatiche.
Un'alterazione causata dall'immissione di sostanze estranee nel fiume.
Una conclusione che si allinea perfettamente a quanto già certificato dall'Arpac nella relazione dello scorso 1° settembre.
"Gli effetti conseguenti all'immissione di uno scarico anomalo con valori non conformi alla legge sono tipici di quanto rilevato nell'evento emergenziale del 25 luglio con presenza di schiume, odori molesti, moria di pesci, in quanto l'immissione di elevati carichi organici in un corpo idrico determina l'instaurarsi di reazioni chimiche".
A conferma di ciò, vi sono anche gli esami autoptici condotti dall'Istituto Zooprofilattico di Portici su 24 carcasse di pesci prelevate dal fiume che hanno evidenziato solo casi isolati di contaminazione batterica, confermando che la causa primaria della morte è stata la repentina mancanza di ossigeno provocata dal carico inquinante anomalo.
E' assurdo ed incredibile che il primo cittadino abbia potuto sminuire quanto accaduto ovvero la presenza di uno scarico anomalo non conforme alla legge.
Un tentativo mal riuscito di anestetizzare l'attenzione dei cittadini su un tema fondamentale come la tutela dei corsi d'acqua, della salute e dell'ambiente che ci circonda e ci dona la vita".