Uno spettacolo che è anche un gesto per esprimere resistenza ed opposizione alla violenza. Il 26 e 27 settembre prossimi al Teatro Romano andrà in scena la VII edizione di "Eternità" nata da un progetto artistico di Carmen Castiello

Uno spettacolo che è anche un gesto per esprimere resistenza ed opposizione alla violenza. Il 26 e 27 settembre prossimi al Teatro Romano andrà in scena la VII edizione di "Eternità" nata da un progetto artistico di Carmen Castiello

Sulle tavole di quel palcoscenico 30 danzatori ed altrettanti musicisti di Benevento. Coinvolto anche il Liceo Musicale "Guacci" con il direttore d'orchestra Debora Capitanio. A Linda Ocone la cura dei testi. Tra giorno, notte ed alba, si attraverseranno Grazia Deledda e Pino Daniele

Sembrava dovesse finire sotto la pioggia la conferenza Stampa di Carmen Castiello che ha presentato al Teatro Romano la VII edizione di "Eternità".
Ed invece solo quattro gocce, contate, non hanno messo in pericolo l'evento che ha visto la partecipazione di Carmen Castiello, appunto, maestra di danza ed ideatrice del progetto artistico; di Debora Capitanio, direttore d'orchestra e docente del Liceo Musicale "Guacci"; di Linda Ocone, regista e curatrice dei testi ed infine del padrone di casa, Ferdinando Creta, già direttore del Teatro Romano.
L'evento è stato condotto da Lella Preziosi, giornalista.
Per Castiello questo spettacolo è anche un gesto per esprimere resistenza ed opposizione alla violenza.
Lavoriamo tanto con questi giovani ma rischiamo di passare inosservati e dunque quello che facciamo con i ragazzi alla fine può scomparire.
Sono impegnati nella rappresentazione ben 30 danzatori ed altrettanti musicisti di Benevento, tutti ragazzi che insieme attraversano Grazia Deledda e la sua Sardegna e la sua storia così come quella di Pino Daniele e la sua Napoli.
E' una cosa bellissima che procura una emozione diversa dalla notte che invece ci avvolge nel buio.
E' un evento, ha concluso Castiello, da cui i nostri ragazzi ne usciranno certamente arricchiti.
A seguire la parola è passata  a Debora Capitanio che ha sottolineato come questo proficuo sodalizio con Carmen Castiello duri oramai da anni e tra questi ci sono le edizioni di "Eternità" che quest'anno presenta un affascinante approccio dei ragazzi alla musica di Pino Daniele. Saremo qui con diverse formazioni orchestrali che interpreteranno l'artista napoletano certamente influenzato, nei suoi ritmi, dalla presenza degli americani nel dopoguerra.
Ci sarà anche la Janara Band, un gruppo spontaneo composto da nostri allievi del Liceo Musicale che sosterranno le voci di Alex Racioppi e di Paola Trotta.
E' toccato quindi a Linda Ocone sottolineare come noi tutti siamo patrimonio, un patrimopnio infinito, una eternità, appunto.
Abbiamo messo insieme nel nostro ruolo, la Sardegna e Napoli, terre bagnate dallo stesso mare, con l'intento di diventare infiniti, meglio indefiniti.
Ricordiamo peraltro che Grazia Deledda riceve il Nobel raccontando proprio la provincia e lo stesso ha fatto Pino Daniele.
Questa è l'idea ed il risultato lo raggiungiamo con l'arte. che è l'unica forma che consente di dilogare tra cose opposte e di diventare ponte.
Siamo un presidio dell'arte ed "Eternità" è una connessione che ha un senso con un passo che ci unisce.
Poi Ocone ha avuto parole, meritate, di larga stima nei confronti di Carmen Castiello.
E' una risorsa del nostro territorio che sprigiona una reazione a catena che consente di rimanere legati.
A chiudere la presentazione dell'evento, è stato Ferdinando Creta che a proposito del tema delle Giornate del Patrimonio, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, ha sottolineato come esso venga profondamente rispettato e lo faremo in modo tale da fare invidia ad altre strutture visto che realizziamo quello che altri non hanno fatto e cioè superare le due giornate tra tramonto ed alba.
Questa è una idea nata sette anni fa, appunto e leghiamo mondo, notte ed alba.
Se ne sono accorti anche gli altri ed ora cercano di copiarci, ha concluso Creta.
L'evento si terrà dunque al Teatro Romano il 26 e 27 settembre prossimi sul tema: “Dove il vento incontra la terra” e racconta una fusione tra due terre, due culture e due voci apparentemente lontane, ma unite da un unico mare. Da una parte la Sardegna di Grazia Deledda, con la sua terra, le sue radici, il destino, la memoria e quel vento che attraversa le vite dei suoi personaggi. Dall’altra la Napoli di Pino Daniele, con la musica, la malinconia, l’amore, la contaminazione e la capacità di trasformare una storia profondamente personale in una voce universale.
Il viaggio avrà inizio alle ore 18.30, mentre il giorno comincerà lentamente a spegnersi, con “La terra e il ricordo”.
Il tramonto sarà il tempo della memoria, delle radici, del distacco e del desiderio di trattenere ciò che sta per scomparire. Protagonista sarà la Sardegna di Grazia Deledda, attraverso il suo romanzo “Canne al vento” insieme al racconto “L’amore non conosce povertà”. Il concerto narrativo è prodotto da Casa dei Suoni e Racconti, con Elisa Zedda e Antonio Luciano, voci e giocattoli sonori, e Andrea Congia alla chitarra classica e synth. La parola si intreccerà alla danza, con le coreografie di Francesca Grimieri e la partecipazione del corpo di ballo e delle allieve del Piccolo Teatro Libertà.
Poi, quando l’ultimo chiarore dell’imbrunire lascerà spazio al buio, il Teatro Romano cambierà dimensione e il racconto entrerà nella sua parte più intima. Il viaggio proseguirà con “Il vento della memoria” e musica di Pino Daniele, dove le canzoni diventeranno materia per la danza, per la parola e per il ricordo.
La notte sarà il tempo di ciò che durante il giorno rimane spesso nascosto: I sogni, la solitudine, le inquietudini, gli amori, le assenze e tutto ciò che continua a vivere nella memoria.
Le coreografie saranno firmate da Giselle Marucci, Ilaria Mandato, Sara Scuderi, Maria Chiara Tedesco e Francesca Grimieri, con le allieve del Piccolo Teatro Libertà e del Centro Studi Danza Castiello e la partecipazione straordinaria di Hassan Awad.
Le parole saranno affidate ai testi di Linda Ocone, mentre la musica coinvolgerà il Liceo Musicale Guacci di Benevento, con la sua orchestra diretta da Debora Capitanio, con Flavia Civico al violino, Vincenzo Saetta al sax e Giancarlo Sabbatini alla batteria e alle percussioni.
A completare il percorso musicale saranno il Gruppo Pop del Liceo Musicale Guacci di Benevento e la Janara Band, con Alex Racioppi e Paola Trotta alle voci.
Infine, quando il buio comincerà lentamente a ritirarsi, alle 5.45, l’orizzonte cambierà ancora una volta e arriverà “La speranza e la prima luce”, il Concerto all’Alba.
Dopo avere attraversato la memoria, il pubblico sarà accompagnato verso un nuovo giorno. L’alba non cancella ciò che è accaduto durante la notte. È il tempo della rinascita, della possibilità, della speranza. Una luce nuova capace di restituire un significato al viaggio appena compiuto.
Sarà questo il senso più profondo di "Eternità", non fermare il tempo, ma affidare all’arte ciò che il tempo rischia di cancellare.

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