Un membro dell'Organizzazione domani ci condurrà nel quartier generale dei nemici, fino ad oggi segreto. Informeremo Falcon soltanto quando avremo catturato il loro capo...
Iatros
Il dio della coscienza
di Luca De Lipsis
Breve introduzione
"Iatros il Dio della coscienza" è una storia che si muove tra fantastico e reale, trovando nella prima sfera le soluzioni alle crude problematiche della seconda, alla maniera dei supereroi, il mondo al quale la storia è ispirata.
Il genere è un "medico-fantasy" che abbraccia tematiche oscure e reali come il traffico di organi umani ad opera di un'organizzazione criminale che sfrutta lo stato di estrema povertà del terzo mondo.
Fioravante Guidoni, il protagonista della storia, è un giovane medico napoletano che lavora per un'associazione di volontariato operante in zone disagiate dell’Asia.
Durante la sua missione umanitaria, il medico si troverà a dover affrontare un'organizzazione terroristica dedita al commercio illecito di organi prelevati attraverso l'assassinio di esseri umani.
A causa di una mutazione genetica che subisce durante un incidente accaduto poco prima del suo sequestro, Guidoni acquisisce dei poteri sovrannaturali (come la capacità di narcotizzare e paralizzare i nemici con un semplice contatto) grazie ai quali, con la collaborazione di un popolo indigeno a lui fedele, riuscirà a fermare i malvagi meccanismi dell'organizzazione criminale e ad uccidere i suoi capi.
Capitolo 10
Da quando lo aveva conosciuto, durante la prima emergenza che avevano affrontato insieme al Pronto Soccorso del Policlinico, ne restò profondamente colpita.
Restò turbata da quel fisico longilineo il cui camice bianco dava un aspetto autorevole.
I suoi capelli biondi e mossi contornavano due occhi espressivi color verde rame mentre, ai lati del capo, ciuffi argentati gli conferivano un aspetto affascinante, da intellettuale quarantenne.
Ma anche lei aveva le sue carte da giocare e subito percepì di aver suscitato in Guidoni una certa curiosità.
Il medico aveva iniziato a corteggiarla in maniera signorile e lei aveva ricambiato le avances, finendo col vedersi sempre più spesso, anche al di fuori dell’orario di lavoro.
La loro storia d’amore stava prendendo piede.
Ogni istante che trascorrevano assieme era animato da nuovi stimoli, nuovi impulsi, che soltanto due anime molto compatibili e affiatate potevano provare e condividere nella stessa misura. Insieme si divertivano, viaggiavano, parlavano di progetti futuri, gettando le basi per formare un nucleo famigliare solido ed indissolubile.
Si vedevano continuamente, sebbene i turni di entrambi fossero estenuanti.
Quando lavoravano la notte, trascorrevano ore e ore a raccontarsi della giornata trascorsa.
Fuori dall'ospedale si isolavano in un mondo parallelo, difeso da una barriera trasparente che li rendeva inaccessibile a qualsiasi evento esterno.
I loro corpi si fondevano in un'unica essenza pulsante di passione irrefrenabile e impetuosa, avvolti in un'aria vibrante di suoni, voci e respiri, testimoni di quanto fosse intensa la loro passione.
E poi, li aveva ulteriormente uniti quello smodato desiderio di fare del bene al prossimo, la decisione condivisa di fare parte dell'Associazione di Gadrone che aveva offerto loro la possibilità di una nuova vita, fatta di molti più sacrifici e sempre meno divertimenti.
Sapevano che avrebbero corso dei rischi ma erano pronti ad affrontarli insieme, consapevoli di intraprendere uno stile di vita diverso da quello che avevano inizialmente sperato.
Erano rimasti sempre l'uno al fianco dell'altra, fin quando, in uno sperduto villaggio del Gohar, un improvviso agguato criminale li aveva brutalmente separati, forse per sempre.
Lei era riuscita a salvarsi, trovando rifugio in un nascondiglio di fortuna poco prima che i terroristi assaltassero l’ospedale, ma Fiore era scomparso nel nulla.
Di lui si era persa ogni traccia e, man mano che passavano i giorni, anche la speranza di poter piangere sul suo corpo era venuta meno.
Un altro incubo l’aveva risvegliata in quel letto inospitale dell’Ambasciata italiana, facendola sussultare.
La disperazione le aveva fatto nuovamente inondare di lacrime il suo viso.
Mentre si accingeva a deglutire l’ennesimo ansiolitico, l'amica Rita spalancò la porta della camera e le corse incontro ad annunciarle la più bella delle notizie.
Corri Gisy, le disse frenetica, è arrivato! Sano e salvo. E' tornato da noi.
Gisy si alzò dal letto e, a piedi nudi, corse verso il salone dell’Ambasciata, senza neanche chiedere a cosa si riferisse l’amica, certa di sapere già la risposta.
Appena la vide, Guidoni si alzò subito dalla poltrona e andò ad abbracciarla.
Il Signore ha ascoltato le mie preghiere, sei tornato da me, disse baciandolo su ogni punto del viso.
Certo che sono tornato, sono un osso duro, come ben sai. Ed eccomi qui, più forte di prima.
Hai visto com’è conciato, si intromise scherzando Salzani, indicando la tuta che indossava. Sembra un puffo cresciuto!
Grandoli, che non aveva ancora avuto il tempo di osservarlo, fece allora caso a quello strano indumento ed emise un sorriso divertito.
Ma lo sai che in fondo ti dona l’azzurro? gli disse scherzosamente.
A quel punto, Guidoni dovette raccontare tutta la catena degli eventi che lo avevano fatto diventare Iatros.
Tutti lo ascoltavano increduli: Gentili, Grandoli, Salzani, Tomacielli, più qualche altro rifugiato che lui non conosceva.
Alla fine del racconto, Salzani prese la parola: Che figata! Posso essere il tuo manager?
Considerami come John Jonah Jameson per l'Uomo Ragno. Insieme, faremo grandi cose. Ma prima ti consiglierei di cambiare nome. Iatros non mi dice niente. Meglio Doctor X o il Signore dell'Anestesia, che sono sicuramente più commerciali.
Penso che la tua Santa protettrice sarà d’accordo con me.
Sicuramente terrò a mente la tua proposta ma, prima di fare marketing, dobbiamo fermare questi criminali.
Io sono riuscito a fotografare molte delle crudeltà perpetrate dai terroristi, disse Salzani.
Mi sono salvato perché quella mattina ero con l'esercito, il Falcon, per completare il mio report sulla povertà del Gohar.
Appena torniamo pubblicherò il dossier, così tutti sapranno cosa succede in questo Paese e forse l'Organizzazione Mondiale farà qualcosa per fermarli. Allora, ci sarà giustizia anche per Dario.
Perché, che cosa è successo? domandò Guidoni preoccupato.
Lo hanno ucciso i terroristi, si intromise Tomacielli commuovendosi, durante il tentativo di salvataggio da parte dei soldati di Ramit.
E' morto per difendere una povera madre sequestrata come noi.
Nell'assalto all’ospedale sono morti anche Russi e Raghino, i colleghi che ci hanno accolti il giorno del nostro arrivo.
Guidoni serrò i pugni sbattendoli sul tavolo.
Che siano maledetti, ringhiò, La pagheranno anche per questo.
Poveri ragazzi! Erano cari amici, oltre a degli ottimi medici. Poi, rivolgendosi a Salzani, proseguì.
L'Organizzazione Mondiale avrebbe sicuramente potuto fare qualcosa, molto prima di noi, ma loro sono i primi ad essere collusi con questi trafficanti di organi. Come lo sono parecchi soldati del Cbn.
Probabilmente, questa situazione fa comodo a molti. In fondo, gli organi che prelevano sono distribuiti in tutto il mondo e costano moltissimi dollari.
Sono sicuro che molti Governi nazionali finanziano questo illecito per fini economico-elettorali.
Ma allora, se non c’è da fidarsi di nessuno, come facciamo a sconfiggerli? domandò preoccupato Tomacielli.
La popolazione ramitiana è l’unico alleato di cui ci possiamo fidare.
Sono loro che ci hanno salvati e mi hanno dato i mezzi per tornare da voi.
Hanno preso in ostaggio anche un membro dell'Organizzazione che domani ci condurrà nel quartier generale dei nemici, fino ad oggi segreto. Informeremo Falcon soltanto quando avremo catturato il loro capo.
Ma tu, che ruolo occupi in questa vicenda? chiese Grandoli.
Io adesso sono un altro uomo.
In questi giorni, il loro maestro mi ha fatto scoprire doti che non conoscevo e mi ha insegnato l'arte della lotta marziale.
Soltanto con il mio aiuto potranno sconfiggerli. E domani ve lo dimostrerò.
Quella notte, Grandoli provò un irresistibile desiderio di toccarlo, accarezzandolo con dolcezza e baciandolo su tutto il corpo.
Anche Guidoni fu travolto da una voluttuosa passione e la prese tra le braccia.
Lei non oppose alcuna resistenza.
I due si avvinghiarono tra di loro e fecero ripetutamente l'amore, finché la stanchezza si impossessò dei loro corpi.
Un momento di profonda intimità che aveva sciolto la tensione accumulata dai due amanti.
Stesi soddisfatti nel letto, Guidoni raccontò a Gisy il piano di attacco e il ruolo che avrebbe svolto in quella missione.
Le disse della meditazione, dell'allenamento e anche dei poteri che aveva acquisito e gli davano una certa tranquillità.
Lei lo ascoltava incredula.
Sembrava così assurdo che il suo uomo, da un giorno all’altro, fosse diventato un supereroe.
E comunque, sebbene se ne fosse convinta, era del tutto contrariata dalla volontà di Guidoni di prendere parte alla missione.
Dopo tutto, vi era comunque il rischio serio di perderlo nuovamente.