Una analisi molto dura quella espressa dall'arcivescovo Michele Autuoro a proposito del trattamento agli anziani. Una volta finivano i loro giorni in casa oggi ci si affretta a farli morire in ospedale e prima possibile a portarli a cimitero
Il Festival è così, bisogna scegliere, a seconda dei propri gusti, nell'ambito di una proposta variegata.
Così è stato anche stasera nel centro storico cittadino e fino a piazza cardinal Pacca dove ad esibirsi è stato "Kid Yugi" nel concerto "Anche gli eroi muoiono".
Noi più di qualcosa l'abbiamo vista.
Al Museo del Sannio nella Sala dell'Obelisco dove la temperatura è sempre molto alta, anche oltre, quanto ad umidità percepita, a quella sopportata all'esterno, c'è stato lo spettacolo "Iside in viaggio. Rotte, culture e musiche del Mare Nostrum".
Il tema di Iside è stato raccontato egregiamente, come ci ha oramai abituati da tempo, da Francesco Morante, architetto, presidente dell'Archeoclub.
Alla chitarra Giacinto Iannace.
Le arie sono state cantate da Maura Minicozzi.
Uno spettacolo, ha detto Maria Rosaria Marotti, di alto livello, con un'atmosfera magica e coinvolgente.
L'esibizione si è svolta nella sala dell'Obelisco eretto a Benevento in devozione alla dea Iside nell'anno 88 d.C. e deve di necessità essere dedicato alla dea egizia, ha detto Morante.
Un concerto che non racconta Iside ma che narra tutto ciò che a lei può essere riportato, come eredità di un percorso storico culturale nato e maturato sulle sponde e nei flutti del Mediterraneo e che è parte della nostra visione del mondo e dell'arte.
A piazza Federico Torre protagonista della presentazione del volume "La vita e l'attesa" è stato l'autore monsignor Vincenzo Paglia, volto noto della televisione per essere attivo partecipe di molte problematiche trattate.
Stasera il tema era di grande attualità: Il vecchietto dove lo metto?.
Si è parlato del nostro Paese che invecchia e che ha bisogno in pratica di pensare al suo futuro riscrivendo un percorso da seguire.
Una volta, ha detto monsignor Paglia, arcivescovo, presidente emerito della Pontificia accademia per la vita e consigliere spirituale della Comunità di Sant'Egidio, il percorso che veniva seguito partiva dalla nascita, poi si irrobustì la partecipazione alla scuola, alla università fino a giungere al lavoro ed alla pensione e poi?
Poi da lì non si è andati più avanti.
Monsignor Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento, sollecitato dal conduttore della serata, Claudio Bozza, giornalista de "Il Corriere della Sera", ha detto che si è reso conto in questi pochi mesi di visite alla Diocesi, che quasi in ogni nostro paese c'è una casa di riposo mentre una volta gli anziani erano in famiglia e nel contesto del vicinato.
Gli anziani spesso oggi sono portati a morire in Ospedale perché si ha paura a farli morire in casa.
Insomma, non è più come una volta dove nella casa del defunto si portava anche il "consolo" o "cuònzolo", il pranzo che si portava ai parenti del defunto che stava in casa nei giorni immediatamente successivi al decesso.
Oggi invece si cerca di fare il prima possibile per portare la salma al cimitero.
La scelta è quindi di come relazionarsi con le persone anziane.
In altre culture lontane dalla nostra, c'è anche la musica ed i banchetti ai funerali.
Noi oramai da un po' di tempo cerchiamo solo di trovare il modo di cancellare il prima possibile l'evento.
Monsignor Paglia ha detto che noi vecchi (ha 81 anni ndr) siamo la prima generazione di vecchi di massa.
Alle problematiche precedenti c'era una risposta.
Oggi è stimato che in 570mila anziani abitano in palazzi senza ascensori e almeno in 150mila in case abusivamente occupate dove vengono sedati e legati.
Dunque c'è una età, la nostra che è da inventare.
Con i bambini ci siamo inventati l'asilo, poi la scuola, l'università e poi il lavoro e la pensione.
Si vive altri trent'anni ma per fare che?
Per questo rivendico l'urgenza di un nuovo pensiero. Non c'è neanche una cultura farmaceutica per noi vecchi.
Finanche le diocesi hanno un prete per i giovani e nessuno per gli anziani anche se sono poi quelli che frequentano le funzioni religiose.
Per questo la vecchiaia è cruciale.
Bozza ha chiesto a questo punto al sindaco Mastella se in realtà manca in Parlamento chi si occupa di tutto ciò, magari come faceva la Democrazia Cristiana di una volta...
Mastella ha detto in risposta che non è agevole il discorso della dispersione riguardo il gruppo o i partiti che se ne potrebbero occupare.
Bisogna essere attenti al multiculturalismo perché se aspettiamo che l'islamico rispetti le nostre regole questo non avverrà mai.
I problemi ci sono e si scivola verso la Destra estrema tanto è vero che in Sassonia i nazisti potrebbero alzare nuovamente la testa.
Personalmente spingo per un regolatore e non per un rispetto totale.
Il rischio è che noi vogliamo essere valutati mentre gli altri propendono per il predominio.
Così si rischia la frammentazione in Europa.
A concludere la serata è stato monsignor Paglia che a proposito della presenza di un partito dei cattolici ha detto che non c'è e forse non c'è mai stato. Piuttosto è molto più semplice dare vita al partito della convenienza.
Ultimata la presentazione del libro a piazza Federico Torre, a piazza Santa Sofia, si è svolta la manifestazione di Confindustria "Imprese Stellari 2026" con Premio alla Carriera assegnato ad Andrea Sannino.
La conduzione della serata è stata affidata a Fabiola Cimminella.
Infine a piazza Roma si è svolto "Omaggio ad Ennio Morricone" con l'Orchestra Internazionale della Campania diretta da Leonardo Quadrini.
Ospite della serata Nello Salza, la tromba del cinema italiano, la tromba ma anche il fischio, che è stato eccezionale e con il quale è stato aperto il concerto.
Salza ha suonato in oltre 400 colonne sonore, 250 delle quali con Ennio Morricone, con cui ha collaborato dal 1984. Tra le altre collaborazioni quelle con Nicola Piovani, Riz Ortolani, Franco Piersanti, Armando Trovajoli, Luis Bacalov, Francesco De Masi, Fiorenzo Carpi, Piero Piccioni e altri.
Nel 1997 ha inciso con Nicola Piovani la colonna sonora del film "La Vita è Bella" premiata con l'Oscar nel 1999.
Infine una curiosità.
E' toccato al sindaco Mastella bloccare la discesa lungo corso Garibaldi di due improvvidi ciclisti che non curandosi della presenza di tanti pedoni in strada, scendevano il Decumano con le loro bici.
Il sindaco li ha fermati e li ha fatti scendere dalla bici (nelle ultime due foto in basso).
Peraltro esiste un'ordinanza, a firma dello stesso Mastella, che fa divieto alle bici di percorrere corso Garibaldi. Ma tant'è.
E' in tutti i giorni ed a tutte le ore così ma Mastella non può esserci sempre...