Silvio Serino ricorda il suo grande amico e collega di università, Gianni Forgione recentemente scomparso

La nostra amicizia risale ai tempi della comune provenienza scolastica e della comune passione per il calcio soffocata presto, per me, dalla prevalente pigrizia e dalla scarsa inclinazione per l'allenamento e da lui invece coltivata con continuità nelle squadre dilettantistiche del territorio

Silvio Serino, beneventano doc, ricorda il suo grande amico e collega di università, Gianni Forgione (foto) recentemente scomparso.
"Gentile direttore - ci scrive - vivo da molti anni in Calabria per ragioni affettive e lavorative
Sono ufficiale giudiziario al Tribunale di Vibo Valentia.
Trovandomi al Nord per una breve vacanza, nello scorso week-end ho appreso con incredulità e profonda tristezza, la notizia della scomparsa dell'amico Gianni Forgione e con poche righe vorrei rendergli un sincero e affettuoso omaggio.
La nostra amicizia risale ai tempi della comune provenienza scolastica e della comune passione per il calcio soffocata presto, per quanto mi riguarda, dalla prevalente pigrizia e dalla scarsa inclinazione per l'allenamento e da lui invece coltivata con continuità, maggiore dedizione e maggiore soddisfazione nelle squadre dilettantistiche del territorio.
Essa si è poi rafforzata durante gli anni universitari avendo frequentato la stessa Facoltà nello stesso periodo, fine anni '80 inizio anni '90.
Indimenticabili le intere mattinate o interi pomeriggi trascorsi ad arrovellarci e a chiarirci i reciproci dubbi sui testi di Procedura Civile di Verde o Mandrioli.
Da una parte lui con il suo brillante intuito e la pronta intelligenza mi anticipava sui temi più controversi e ostici della materia, dall'altra io allargavo il campo con approfondimenti e considerazioni di natura extragiuridica.
Le nostre ripetizioni orali erano ovviamente interrotte da piacevoli divagazioni, dalle sue battute argute e ironiche e da qualche velleitario dissenso o irriverente critica al tipo di scrittura e di impostazione di certi manuali universitari connaturati forse allo spirito contestatario e di  insofferenza di ogni studente verso le inevitabili difficoltà scolastiche.
In quella fase d'indicibile euforia che segue al superamento di un esame le nostre conversazioni culminavano talvolta in sobri festeggiamenti e piccole sbornie a base di quelle birre speciali estere allora molto in voga.
Negli anni della maturità come accade spesso ci siamo frequentati poco per la mia lontananza da Benevento, per i suoi impegni professionali e per le circostanze della vita.
Tuttavia non posso non menzionare a testimonianza delle sue notevoli doti umane e professionali un episodio che abbiamo condiviso nella mia breve esperienza di ufficiale giudiziario al Tribunale di Benevento.
Ogni volta che ci incontravamo glielo ricordavo volentieri e lui ammiccava e reagiva con un sorriso di orgoglio e compiacimento.
"Sei l'unico avvocato che è riuscito ad eseguire a primo colpo il rilascio di un immobile contro una persona sottoposta agli arresti domiciliari".
In effetti grazie alle sue capacità professionali e alle sue abilità dialettiche era riuscito a ottenere subito la liberazione dell’immobile per il suo assistito ma preoccupandosi nello stesso tempo della sorte dell’esecutato seguendolo nella fase successiva di comunicazione del nuovo domicilio all’autorità di pubblica sicurezza e mostrando perciò anche in quell’occasione un senso di probità morale e di attento rispetto delle regole e della legalità.
Grato alla vita per averti conosciuto".

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