Il Consiglio comunale di Colle Sannita ha approvato il nuovo Piano Urbanistico Comunale

Il Consiglio comunale di Colle Sannita ha approvato il nuovo Piano Urbanistico Comunale

La minoranza ha chiesto di affrontare con maggiore trasparenza uno strumento destinato a incidere per molti anni sul futuro urbanistico, economico e sociale del paese. Ma, ancora una volta, la maggioranza ha detto no, scrive il consigliere Giuseppe Zeolla per la minoranza consiliare

Sugli esiti del Consiglio comunale di Colle Sannita (foto) che ha approvato il nuovo Piano Urbanistico Comunale (Puc), interviene per l'opposizione il consigliere Giuseppe Zeolla.
"La minoranza - scrive - chiedeva di affrontare con maggiore trasparenza uno strumento destinato a incidere per molti anni sul futuro urbanistico, economico e sociale del paese.
Ancora una volta, la maggioranza ha detto no.
Non si chiedeva di bloccare tutto né di ricominciare da capo.
Si chiedeva soltanto di affrontare con maggiore trasparenza uno strumento destinato a incidere per molti anni sul futuro urbanistico, economico e sociale del paese. Ma, ancora una volta, la maggioranza ha detto no.
Una maggioranza sempre pronta a trovare una nuova giustificazione pur di respingere le proposte della minoranza, anche quando sono semplici, ragionevoli e rivolte esclusivamente a favorire la partecipazione dei cittadini.
Cambiano le motivazioni, ma il risultato è sempre lo stesso: ostacolare il lavoro della minoranza e tirare dritto senza confronto.
Durante la seduta è stato sostenuto che la minoranza avrebbe avuto tutto il tempo necessario per studiare il Puc, perché il Piano era già stato adottato nel 2023 e gli ultimi documenti arrivati nel luglio 2026 sarebbero stati soltanto pareri degli enti.
Ma il Piano definitivo è il risultato di osservazioni, valutazioni ambientali, pareri e modifiche successive.
Conoscere la versione del 2023 non significa aver potuto esaminare compiutamente quella portata al voto nel 2026, con documenti conclusivi arrivati praticamente a ridosso della seduta.
La necessità di un ulteriore approfondimento è emersa anche dalle parole del progettista, che durante il Consiglio ha riferito che alcune tavole non corrispondono più pienamente alla realtà attuale e riportano persino fabbricati che oggi non esistono più.
Non è un dettaglio: dopo un iter durato oltre vent'anni, sarebbe stato ragionevole verificare e aggiornare con attenzione la rappresentazione del territorio prima dell'approvazione definitiva.
Il Puc, inoltre, non è un documento riservato agli addetti ai lavori.
Contiene scelte che toccano direttamente i cittadini: il piano colore e le regole per facciate, materiali e decoro urbano; gli interventi consentiti nel centro storico; le possibilità edificatorie dei terreni; le destinazioni d'uso; i vincoli; la viabilità e i parcheggi; gli spazi pubblici; le aree agricole e produttive.
Questioni concrete, che incidono su case, proprietà e attività economiche e che avrebbero meritato di essere spiegate pubblicamente, non semplicemente affidate a decine di tavole tecniche pubblicate sul sito.
Ancora più grave è il mancato coinvolgimento della popolazione.
Già nel settembre 2023 la minoranza aveva chiesto formalmente all'amministrazione di organizzare incontri pubblici per illustrare e condividere il nuovo Puc.
Una richiesta che, in Consiglio, il presidente è sembrato persino non ricordare: Un segnale chiaro dell’attenzione riservata alle proposte della minoranza.
La maggioranza ha poi sostenuto che gli incontri sarebbero stati fatti.
Alla domanda più semplice, quando e dove, non è però arrivata alcuna risposta precisa.
Nessuna data, nessun luogo, nessun avviso richiamato.
E' legittimo chiedersi se non si stiano confondendo veri incontri pubblici, aperti all'intera cittadinanza, con colloqui avuti con i singoli cittadini che avevano presentato osservazioni. Sono due cose completamente diverse.
Pubblicare sul sito decine di tavole e relazioni tecniche è necessario, ma non significa rendere il Piano comprensibile e condiviso.
Un cittadino non deve essere un architetto o un urbanista per conoscere le scelte che riguardano il proprio paese.
La partecipazione, per questa maggioranza, sembra essere diventata un fastidioso intralcio.
Quando la minoranza prova a favorirla, spunta sempre una nuova scusa per fermarla.
Durante la seduta, l'assessore ai Lavori Pubblici ha sostenuto con forza che vi sarebbe stata "tanta gente" in attesa dell’approvazione del Puc. Una dichiarazione che rende ancora più necessario un chiarimento.
Chi attendeva l'approvazione e per quali specifici interventi?
Esistevano pratiche, progetti o interessi già subordinati all'entrata in vigore del nuovo Piano?
La fretta è ancora più difficile da comprendere se si considera che l'iter urbanistico ha avuto origine oltre vent'anni fa.
Dopo più di due decenni, un rinvio per approfondire gli atti e spiegare il Piano ai cittadini non avrebbe compromesso nulla.
Eppure, la fretta di quella "tanta gente" è sembrata contare più del diritto dell'intera comunità a conoscere e comprendere il nuovo Puc".

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