Avremmo potuto contrattare per il prossimo anno ma così non è stato ed i cinque del Pd a Palazzo Mosti hanno tutti votato per Cataudo prendendo per il culo il loro stesso segretario regionale Piero De Luca
Il momento politico era ed è stato delicato con una ipotesi, apparentemente molto alta e non facile da raggiungere, di fermare per sempre la presenza del movimento di Clemente Mastella.
Perdere la disputa per la presidenza della Provincia, avrebbe significato l'inizio della fine che sarebbe stata rapida.
Invece, così come è capitato alle ultime elezioni regionali che hanno visto la elezione del figlio del leader di "Noi di Centro", un signor "nessuno" della politica se non fosse per il cognome che porta, è stato un trionfo.
Come abbiamo scritto stanotte nella immediatezza del commento al risultato, non c'è stata partita tanto è stato imponente il divario tra Nino Lombardi, che si è fermato al 65% ed il suo avversario Claudio Cataudo fermo al 35%.
Il Centrodestra, o come lo si vuol chiamare forse anche con appellativo meno importante ed impegnativo, non c'è stato e non c'è e questo depone non bene per i futuri appuntamenti, entrambi di rilevanza "storica" del prossimo anno, quali le elezioni politiche ed il rinnovo del Consiglio comunale e quindi della carica di sindaco a cui Mastella non può concorrere per legge.
Occorre una "rifondazione", che all'orizzonte non c'è, altrimenti sarà una nuova "passeggiata" sul corpo dell'avversario quella che il mastellismo metterà in atto nel Sannio e non escludiamo che possa pregiudicare anche la conferma dei due parlamentari che rappresentano il Sannio nel Governo del Paese.
Tutto questo, nonostante Cataudo abbia ricevuto il voto pesante dei cinque consiglieri comunali di Palazzo Mosti del Pd, cosa questa che ha fatto andare su tutte le furie Clemente Mastella nell'intervento che ha reso stamane alla conferenza Stampa a consuntivo di questo passaggio elettorale.
Ovviamente il voto dei cinque del Pd come quello, altrettanto indigesto di Angelo Moretti di "Civico 22", va letto, come abbiamo più volte scritto, al di là del confronto partitico.
Il gesto è stato forte e coraggioso perché ha voluto significare che era questo il momento topico e irripetibile per fermare il mastellismo.
Chi non ha partecipato a questa forma di dissenso forte, nascondendosi dietro la paratia della ideologia, non è da lodare, tutt'altro.
Ha solo perso un'occasione indipendentemente dal fatto che essa fosse utile o meno a raggiungere lo scopo.
Mastella ha preso atto che il cosiddetto campo largo a Benevento non c'è, è inutile illudersi e il Centrosinistra è anch'esso tutto da definire.
Questo non gli ha impedito però di elevare una protesta forte contro questo Partito Democratico locale, verso cui lancia continui anatemi supportati però da altrettanti continui inviti a stare insieme.
La politica è anche questo.
A farne le spese è stato il debole segretario regionale, Piero De Luca, a cui ora Mastella ha chiesto di commissariare la Federazione di Benevento.
Mastella ha affermato che dopo il voto ha subito parlato con De Luca il quale gli ha detto che i consiglieri del Pd avrebbero votato per Lombardi.
E' una risposta ridicola, quella che mi ha dato e di una forte imbecillità politica, gli ho ribattuto, visto che tutti i cinque consiglieri comunali del Pd hanno votato per il Centrodestra.
Qui non celebriamo stamane l'orgoglio di chi ha vinto le elezioni, ma il cambio di una stagione politica perché per la prima volta il Pd ha votato per la Destra.
A questo punto, il microfono ha cominciato a fare le bizze e Mastella, con ironia, ha detto che sono questi gli ultimi tentativi a crearci problemi.
Hanno tentato, ancora una volta, come fu fatto per San Clemente, di mettermi la funicella al collo e tenermi sotto l'acqua ma non ci sono riusciti con me come non riuscirono con il santo di cui porto il nome che più lo mandavano a fondo e più questi risaliva.
Allora dico che a Benevento il prossimo anno non ci saranno accordi con questo Partito Democratico che ha preso per il culo il suo stesso segretario regionale.
Cosa diversa è stato l'atteggiamento assunto dl Psi e da Avs che, con dignità e in maniera intelligente, si sono astenuti.
Poi Mastella se l'è presa con il "carsico", riferendosi ad Umberto Del Basso De Caro che, pur non avendo candidati, è stato nei pressi del seggio tutta la giornata per tentare di fottermi fino alla fine.
Pensavano di fornicare tra di loro ma non hanno ottenuto il consenso che forse speravano e non gli è andata bene nemmeno nei piccoli Comuni in cui stavolta, a differenza della elezione dei consiglieri provinciali, le preferenze sono state abbondanti per Lombardi.
I cinque consiglieri del Pd, ha proseguito Mastella, avrebbero dovuto astenersi dal voto avviando così un percorso che sarebbe tornato utile il prossimo anno anche in sede di eventuale contrattazione.
Nulla di scandaloso, in politica ciò avviene.
Ed invece è stata posta in essere solo la ideologia dell'odio contro di me, ha proseguito Mastella, pur non avendo mai imbracciato le armi verso nessuno.
Se ci verranno chiesti i nostri voti solo alle elezioni politiche del prossimo anno nell'ambito del campo largo, non ci sarà questa possibilità, non contate su di noi.
Per la Destra hanno votato anche quelli che vanno in piazza per la Palestina.
Il Partito Democratico oramai deve aver cambiato nome e la sua sigla sta oramai per Partito di Destra, un partito che a livello locale la prima cosa che deve fare è cacciare Moretti dalla Direzione Provinciale per averli presi per il culo alle provinciali.
Questo impresario, il riferimento è sempre a Moretti, va candidato a sindaco di Ceppaloni. Qui si è persa letteralmente la testa...
E poi che dire di Floriana Fioretti, un componete della Direzione Nazionale del partito che ha votato per la Destra.
Riferendosi poi a Carmine Valentino, ha detto che la giustizia è stata remunerativa rispetto al dato politico.
Il prossimo anno mi candidado a consigliere comunale di Benevento per dare una mano al mio raggruppamento ed a sfizio mi candiderò nuovamente anche a sindaco di Ceppaloni.
Faccio come ha fatto Ciriaco De Mita che ha terminato la sua storia politica quale sindaco di Nusco, il suo paese natale.
Poi ha ricordato che il personagigo "carsico", il riferimento è sempre ad Umberto Del Basso De Caro, disse a Giuseppe Gargani che era inutile che candidassero Mastella perché tanto prenderà solo il 5%.
Non è mai stato così e, ancora una volta, ha perso un suo pronostico elettorale.
Di solito chi è a capo di un'azienda e sbaglia continuamente, come fa lui, lo cacciano.
Infine, Mastella ha detto che se in Provincia sono cambiate le cose è stato anche grazie alla collaborazione istituzionale.
Poi un apprezzamento a Lombardi che ha girato in lungo e in largo tutta la provincia in cerca di voti arrivando anche lì dove non avrei mai immaginato fosse andato.
Ha chiuso l'incontro con la Stampa il vincitore della competizione, Nino Lombardi il quale ha detto che questo grande risultato è stato frutto di una squadra e del grande lavoro che ha saputo coordinare il nostro leader Clemente Mastella, assieme alla presenza anche del consigliere regionale Pellegrino Mastella ma anche dei quadri, degli amministratori, dei sindaci che hanno saputo non solo fare squadra ma anche trovare questa sintonia ed armonia ma anche passione ed impegno.
Tutti siamo stati animati dalla consapevolezza che fosse un appuntamento importante per la provincia e debbo dire che c'è stato il rinoscimento del territorio, degli amministratori, dei sindaci, di tutti.
Basta leggere il risultato dei piccoli Comuni, quelli nella fascia azzurra, per avere la rappresentazione chiara che non è stato un voto indirizzato solamente ad un carattere di natura politica ma è anche un riconoscimento di una presenza, di una relazione, di un rapporto con il territorio e questo è stato indicativo.
Tutte le fasce dei Comuni in base alla loro grandezza, si sono espresse raddoppiando il consenso alla mia persona e dandoci così un grande riconoscimento da parte del territorio.
Questo ci fa guardare ad una visione diversa da qui alle prosime elezioni politiche ed amministrative perché ci hanno comunque sottolineato un aspetto e cioè che siamo una realtà, una identità, che non è solo storia politica di Clemente Mastella ma credo riconoscano in noi questa presenza responsabile ma principalmente una modalità diversa di approcciarsi al territorio.
Sgombriamo qualsivoglia considerazione di legame, rapporti, inciuci con altri partiti.
Qui c'è stata un Centrodestra con una parte del Pd cittadino che devono loro chiarire questa ambiguità di un voto che si è manifestato ed anticipato da un documento di cui era in linea, è stato detto, ma hanno fatto il contrario di ciò che hanno deliberato.
Invece, c'è stata una parte del Pd quella che rappresenta l'identità del partito che ci è stata vicina, ci ha sostenuto e con questi così come con gli altri rappresentanti del campo largo. Apprezzo la posizione lineare di chi si è astenuto. Questa parte del campo largo ha saputo riconoscere con intelligenza che si doveva ripartire ma c'è stato un Pd cittadino che francamente credo abbiano bisogno di chiarirsi al suo interno ma anche la stessa segreteria provinciale anche se vedo che ancora ad oggi non ci sono azioni politiche ma solo rivendicazioni personali.
La competizione è finita, abbiamo detto a Lombardi. Diamo ora uno sguardo al futuro.
C'è bisogno di un cambio di passo in questi futuri quattro anni di gestione della Rocca?
No nessun cambio di passo, ci ha risposto, se non camminare così come abbiamo fatto finora.
Abbiamo consegnato tante opere pubbliche che abbiamo ben descritto nella conferenza Stampa di fine mandato in termini di mobilità, di edilizia scolastica, della cultura.
Sono risultati positivi che il territorio ha saputo apprezzare e credo che il risultato di queste elezioni sia anche la conseguenza di ciò che abbiamo fatto ed ancora dobbiamo fare impiegando anche gli importanti investimenti che ci sono stati riconosciuti.
Sin qui Lombardi.
Aggiungiamo che il dato più caratterizzante di queste elezioni, anche per il peso ponderato (nel senso che un voto non vale uno ma proporzionalmente vale in rapporto alla popolazione rappresentata) che esso ha avuto, ci dice che a Lombardi sono andati, per la fascia verde, quella indicante i Comuni con popolazione superiore ai 30mila abitanti (nel Sannio c'è solo il capoluogo), sono andati 13.000 voti ponderati contro i 5.850 di Cataudo.
Essendo il valore di ciascun voto ponderato di Fascia Verde pari a 650, risulta che a Lombardi siano andati 20 voti ed a Cataudo 9.
Dunque hanno votato per Lombardi tutti i 20 consiglieri comunali della maggioranza a Palazzo Mosti.
Dei 13 voti spettanti alla minoranza il voto è stato così espresso: Partito Democratico, Floriana Fioretti, Marialetizia Varricchio, Francesco Farese, Giovanni De Lorenzo e Raffaele De Longis; poi Gerardo Giorgione, Luigia Piccaluga, Vincenzo Sguera ed Angelo Moretti.
Si sono astenuti dal votare i due di Città Aperta, Perifano e Miceli e Giovanna Megna eletta con Civico 22.
Non ha partecipato al voto anche Rosetta De Stasio, di "Prima Benevento", in vacanza fuori dall'Italia.