In questi giorni assistiamo a un'insolita frenesia istituzionale del presidente Lombardi, impegnato in una serie di inaugurazioni e tagli di nastro, commenta Claudio Cataudo

In questi giorni assistiamo a un'insolita frenesia istituzionale del presidente Lombardi, impegnato in una serie di inaugurazioni e tagli di nastro, commenta Claudio Cataudo

A pochi giorni dal voto, questa improvvisa intensificazione d'inaugurazioni e cerimonie rischia di essere percepita come una ricerca di visibilità istituzionale

Claudio Cataudo (foto), candidato alla carica di presidente della Provincia, va all'attacco dell'altro candidato alla carica, Nino Lombardi.
"In questi giorni - scrive - assistiamo a un’insolita frenesia istituzionale del presidente Lombardi, impegnato in una serie d'inaugurazioni e tagli di nastro.
Una presenza continua che contrasta con il silenzio mantenuto per anni su tante questioni che riguardano il Sannio.
Le istituzioni non possono trasformarsi in un palcoscenico permanente.
I cittadini, gli amministratori si aspettano risposte concrete, non una sequenza di cerimonie.
Mentre si moltiplicano i tagli di nastro, restano aperti problemi ben più importanti: la sicurezza di tante strade provinciali, gli interventi di manutenzione che attendono risposte, le difficoltà di numerosi Comuni e le esigenze quotidiane di cittadini e amministratori locali.
Su questi temi servono fatti, non fotografie.
A pochi giorni dal voto, questa improvvisa intensificazione di inaugurazioni e cerimonie rischia di essere percepita come una ricerca di visibilità istituzionale.
Credo, invece, che la politica debba essere giudicata per ciò che realizza ogni giorno e non per il numero dei nastri che riesce a tagliare nell'ultima settimana.
Chi ha governato in questi anni risponda dei risultati ottenuti, non della quantità di inaugurazioni concentrate a ridosso delle elezioni.
Tutti conoscono la differenza tra chi amministra con continuità e chi riscopre il territorio solo quando si avvicina il voto.
La Provincia ha bisogno di una guida presente dodici mesi l'anno, capace di affrontare e risolvere i problemi, non di una campagna elettorale costruita con passerelle e tagli di nastro".

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