I Carabinieri della Stazione di Ariano Irpino hanno dato esecuzione a un'ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai figli e ai luoghi da loro abitualmente frequentati (in particolare l'abitazione e il luogo di lavoro).
All'uomo, gravemente indiziato di maltrattamenti ai danni della moglie, è stato imposto di mantenere una distanza di almeno 1.000 metri dalle vittime, insieme al divieto assoluto di comunicare con loro attraverso qualsiasi mezzo.
L'attività investigativa è scaturita dalla denuncia sporta dalla donna la quale, esasperata da anni di condotte violente, minacciose e prevaricatrici da parte del marito, aveva deciso di allontanarsi da casa.
Una situazione drammatica che rendeva ormai la quotidianità incompatibile con una normale e serena esistenza.
L'attendibilità del racconto della persona offesa è stata confermata dalle sommarie informazioni testimoniali (Sit) dei figli.
I ragazzi hanno confermato la natura profondamente conflittuale e abusiva dei rapporti tra i genitori, soffermandosi sulle violenze fisiche e verbali da sempre perpetrate dal padre ai danni della madre.
A supporto del quadro indiziario, è stata inoltre acquisita la fotografia di una cicatrice sul corpo della donna, segno di una pregressa aggressione mai denunciata prima.
Questo episodio accende, ancora una volta, i riflettori sulla piaga dei maltrattamenti in famiglia, un fenomeno drammatico che troppo spesso si consuma nel silenzio delle mura domestiche.
L'intervento tempestivo, delle Forze dell'ordine e della magistratura, dimostra quanto sia fondamentale rompere l'isolamento e denunciare. Prestare attenzione a questo tema significa non solo proteggere le vittime dirette, ma anche i figli, spettatori e vittime di una violenza assistita che logora il loro futuro.
La denuncia resta il primo, decisivo passo per riprendersi la vita
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