Nino Lombardi giura quale presidente della Provincia e Clemente Mastella lo incorona suo erede. Le giovani generazioni vanno avanti sempre meglio di noi anziani. Sono quelli che hanno la maggiore capacità di ascolto che è l'antidoto per guardare al futuro

Nino Lombardi giura quale presidente della Provincia e Clemente Mastella lo incorona suo erede. Le giovani generazioni vanno avanti sempre meglio di noi anziani. Sono quelli che hanno la maggiore capacità di ascolto che è l'antidoto per guardare al futuro

Bisogna lavorare affinché venga cambiata la narrazione delle aree interne. Esse non sono territori che chiedono assistenza. Immaginiamo il prosieguo con una fervida, capace ed incisiva collaborazione con la speranza che ci porti ad acquisire le indicazioni della via Lattea, un percorso che è di tutti anche di quelli che verranno dopo di noi, ha detto il sindaco

Completata la liturgia prevista dalla normativa, Nino Lombardi è ora pienamente nella funzione di presidente dell'amministrazione provinciale e lo resterà per i prossimi quattro anni.
Il ruolo di presidente, con questa normativa assurda ma che evidentemente sta bene a tutte le forze politiche presenti in Parlamento visto che in tanti anni, dal 2014, dodici anni fa, nessuno ha avuto la forza o la volontà di modificare questa scellerata norma voluta dal governo di Matteo Renzi e proposta dal suo ministro Graziano Delrio, il ruolo di presidente, dicevamo, è simile a quello di un commissario (e questo ne era lo spirito visto che le Province erano destinate a scomparire), di un monarca, che in sé assume praticamente tutte le funzioni esecutive dell'Ente, e non solo.
E dunque non è cosa di poco conto perché con questo voto, non più del popolo ma degli amministratori dei Municipi, nel presidente si riconoscono anche le funzioni che una volta erano della Giunta e degli assessori, un organismo che comunque invitava, spingeva a decisioni in qualche modo più aperte, più collegiali e soprattutto doveva comunque dare conto alle coalizioni che lo avevano eletto.
Oggi questo non c'è più e il monarca della Rocca agisce anche in dissenso a ciò che potrebbe decidere il suo Consiglio provinciale visto che alla fine sanzioni amministrative, o blocchi, o veti in realtà non ce ne sono di importanti.
Insomma, il colpo assestato dai mastelliani, tale è Lombardi, non è di poco conto e viceversa scatenante e dirompente sarebbe stato se una coalizione avversa, che forse non c'è mai stata, gli avrebbe tolto questa figura di amministratore-principe.
Sarebbe stata una tessera che avrebbe sconvolto e forse fatto disperdere l'intero e complicato puzzle.
Per questo la battaglia feroce, tra mastelliani e contro, che ancora oggi prosegue e di cui non si vede una fine prossima e imminente.
Tornando alla seduta del Consiglio provinciale di stamane, essa doveva, come abbiamo detto innanzi, adempiere solo a gesti di una liturgia già scritta: La convalida della elezione e il giuramento del presidente. E così in definitiva è stato.
I lavori hanno avuto inizio alle 11.24 e termine alle 11.45.
Alla chiama è risultata assente la sola Floriana Fioretti, appena entrata in Consiglio per il Pd al posto di Carmine Valentino e non è da escludere che la sua assenza, proprio nel momento solenne che tratteggia il vincitore della contesa, sia un atto politico di ostile riferimento al "campione" mastelliano anche dopo la affissione di sgradevoli manifesti che hanno ritratto i volti dei sei consiglieri comunali che hanno votato il competitore di Lombardi, Claudio Cataudo, additandoli alla pubblica opinione come autori di una nefandezza senza eguali.
Ovviamente così non è e lo abbiamo scritto tante volte.
L'interessata non conferma l'ipotesi di un'assenza a carattere politico e la giustifica, l'assenza, peraltro anticipata alla Rocca, con motivi a carattere personale.
Tornando ai lavori dell'Aula, il segretario generale, dopo aver citato il Verbale del Seggio con il quale si dichiarava l'elezione di Lombardi a presidente della Provincia, ha pronunciato la prevista formula del chi è a conoscenza di qualche impedimento a questa elezione, parli adesso o taccia per sempre, più o meno.
Nessuno ha risposto e quindi si è proceduto alla votazione dell'atto deliberativo di convalida che è stato licenziato all'unanimità.
Dopo la diffusione dell'Inno nazionale, la parola è passata al presidente Lombardi che ha indossato la fascia azzurra di presidente ed ha giurato fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione, alle leggi dello Stato con l'impegno ad amministrare il bene pubblico nell’interesse della Provincia.
Il Sannio è un territorio straordinario, ha detto nel suo successivo intervento ed è rappresentato dai sindaci che sono il volto concreto delle istituzioni che devono far presente la loro autorevolezza ma non l'autorità.
Dietro questo risultato amministrativo ci sono però anche le competenze e la professionalità di una struttura che in questi anni ha dato il massimo.
Le tensioni elettorali, ha proseguito Lombardi citando Mattarella, non sottraggano attenzione ai problemi quotidiani e non inducano nemmeno ad alterare i termini delle questioni sul campo.
Bisogna lavorare affinché venga cambiata la narrazione delle aree interne.
Esse non sono territori che chiedono assistenza.
La nostra è una comunità che intende investire nelle scuole e nell'università e dunque sulle future generazioni.
Possediamo una nostra storia millenaria ma da solo questo immenso patrimonio non basta perché occorre trasformarlo poi in elemento di progresso e di sviluppo.
Ed allora grazie anche a chi contribuisce a farlo e dunque alle associazioni ed in particolare alle Pro loco, ha proseguito Lombardi.
La salute poi non può essere delegata agli algoritmi.
La società non è forte quando protegge chi è già forte.
Un territorio cresce quando nessuno resta indietro.
A tutti coloro che garantiscono la tutela della legalità va poi il mio grazie.
Senza un lavoro stabile avanza la povertà cronica che è il primo grande generatore di insicurezza e terreno fertile per delinquere.
Quando la politica perde la propria etica perde la sua anima.
Chi vuole essere il primo, ha detto Lombardi citando il Vangelo, sia servitore di tutti.
Questa non è solo una massima religiosa ma anche una indicazione per le istituzioni.
Un territorio si misura con la qualità delle relazioni e non solo con le opere realizzate.
Le Istituzioni debbono essere terreno comune e non delle contrapposizioni per modo che il futuro possa essere visto non come una minaccia ma come una promessa. Il pensiero si narcotizza ed il futuro più delle volte è avvertito come minaccia, appunto ed allora dobbiamo lavorare insieme per vincere le sfide.
Dopo il ringraziamento a Clemente e Sandra Mastella, Lombardi si è rivolto anche alla Stampa presente in Aula a cui ha detto, siate clementi (e tutti hanno guardato Mastella che ha sorriso compiaciuto...) siateci vicini in questo nuovo, lungo percorso che ci accingiamo ad intraprendere.
A questo punto, cogliendo di sorpresa il sindaco in quanto non era previsto alcun intervento dopo il suo, ha chiesto a Mastella d'intervenire e questi ha principiato dicendo che Lombardi è un suo ottimo erede anche perché le giovani generazioni vanno avanti sempre meglio di noi anziani.
Sono quelli che hanno la maggiore capacità di ascoltare che è l'antidoto per superare il futuro che guardiamo con apprensione.
Il lavoro di questi anni è stato un lavoro interconnesso tra le istituzioni, tra il Comune e la Provincia ed ha dato buoni risultati.
L'unità degli intenti e il linguaggio della franchezza, ha proseguito Mastella, hanno formato un combinato che ha dato le condizioni di crescita della nostra comunità.
Il ghiaccio della demografia che non cresce è però ancora molto spesso ed a livello internazionale non c'è pace ed ogni volta c'è una nuova geografia con nomi orientali che ci porta ansia e sgomento.
A nome dei sindaci, faccio gli auguri al presidente Lombardi, ha concluso Mastella, immaginando il prosieguo con una fervida capace e incisiva collaborazione con la speranza che ci porti ad acquisire le indicazioni della via Lattea, un percorso che è di tutti anche di quelli che verranno dopo di noi.
Lombardi con il tratto del sorriso che gli è proprio, vivrà questi prossimi quattro anni con intensità di lavoro e porterà avanti importanti iniziative, ha infine detto Mastella.
A questo punto baci e abbracci con tutti e poi il trasferimento nella sala dell'Acquedotto, al piano terra della Rocca, dove è stato allestito un ricco buffet completato da una torta benaugurante (nelle ultime quattro foto in basso).

Argomenti