Le dimissioni di tutta l'opposizione restano una opzione da valutare ma si è deciso per un gesto parimenti forte. Disertare le Commissioni e la Conferenza dei capigruppo. Questo comporta anche la perdita secca di importanti introiti finanziari
Un importante passo in avanti, dai risvolti imprevedibili, è stato annunciato dalla segreteria cittadina del Partito Democratico alla presenza dei cinque consiglieri comunali a Palazzo Mosti.
A partire da domani i consiglieri comunali di opposizione, non solo del Pd ovviamente, non parteciperanno più ai lavori delle Commissioni consiliari e nemmeno alla Conferenza dei capiguppi che, in larga parte, è utilizzata per la convocazione dei Consigli comunali.
Questo ha una duplice valenza, abbiamo fatto notare noi.
La prima è quella di smentire nei fatti nella opinione pubblica che l'opposizione e la sua azione politica nei confronti dell'Amministrazione Mastella, a partire dalla più volte anche da noi sollecitata, con l'ultimo articolo di Peppino De Lorenzo, formula delle dimissioni in blocco, fosse "congelata" perché consapevoli che in quel modo il consigliere comunale avrebbe perso un compenso mensile che oramai, per i più assidui frequentatori delle aule del Palazzo, si aggira intorno ai 2mila euro.
E' noto che oramai le Commissioni consiliari sono diventate dispensatrici di "gettoni", Commissioni che tenute quotidianamente, anche senza la prescritta necessità, portano all'accumulo di un bel gruzzoletto cui difficilmente si rinuncia.
Per sottolineare tutto ciò ci siamo beccati la cacciata dall'emiciclo del Consiglio comunale, è bene ricordarlo.
Ed invece l'opposizione (in essa non è compresa Rosetta De Stasio di "Prima Benevento"), ha smentito con gesto pratico questa voce ricorrente e lascia sul banco la sua possibilità di ottenere un guadagno dal servizio reso alla città.
Ovviamente non a tutti questo annuncio ha fatto piacere.
C'è poi l'aspetto politico-amministrativo in quanto non di rado la presenza della minoranza ha fatto sì che la Commissione avesse il numero legale per avviare i suoi lavori e così anche la Conferenza dei capigruppo.
In Consiglio gli atti devono giungere con il parere, obbligatorio ma non vincolante, delle Commissioni di appartenenza. Se questo non c'è in Consiglio non si va.
Dunque questo costringerà i consiglieri di maggioranza, che hanno i numeri per esprimere i richiesti pareri, ad essere presenti quotidianamente tralasciando magari altre incombenze personali e professionali.
Con questa decisione, che non è di poco conto, sembra essere scemata, giustamente, l'iniziativa della mozione di sfiducia che forse resterà tra le opzioni più immediate ma nella consapevolezza, come abbiamo già sottolineato, che servirà a poco.
L'altra questione, che abbiamo rappresentato e non potevamo non farlo proprio noi, è stata la opzione più forte che è quella delle dimissioni in massa di tutta la opposizione di sinistra.
Ci ha risposto Giovanni De Lorenzo che ha dato peraltro dimostrazione di grande coerenza e professionalità nel ruolo visto che è stato proprio il papà Peppino, su "Gazzetta", a promuovere questo estremo rimedio e dire anche a lui di dimettersi.
Giovanni De Lorenzo ha detto che ogni altra decisione è sul tappeto e sarà valutata assieme a tutti gli altri.
Il consigliere, giustamente e opportunamente, ha tenuto però a sottolineare con forza che le eventuali dimissioni della minoranza consiliare non farebbero cadere l'Amministrazione Mastella in quanto c'è l'obbligo di scorrere le graduatorie delle rispettive liste per ricomporre il quorum del Consiglio e sembra che, già qualcuno di questi eventuali sostituti, avrebbe non escluso un rafforzo della maggioranza.
Può essere, abbiamo detto noi interrompendo De Lorenzo, ma questo non conta.
Con la mancata partecipazione alle Commissioni, ha detto ancora De Lorenzo, ci sarebbe concreta la possibilità che non possa essere raggiunto dalla sola maggioranza il numero legale.
Per il consigliere del Pd si coglierebbe però del malcontento in tutta questa vicenda manifestato a mezza voce da taluni componenti della maggioranza. Bisogna attendere ed osservare.
Francesco Farese ci ha risposto, invece, sulla vicenda della ennesima bocciatura della deliberazione del Consiglio comunale di adesione a Sannio Acque da parte della Corte dei Conti ed i rilievi sono ancora più decisi di quegli ultimi provvedimenti.
Quello che sta succedendo con questa società, che non riescono a far nascere, è l'emblema del modello di governo mastelliano che si traduce in un danno incredibile per la comunità.
In realtà è tutto in capo a Mastella e nemmeno di fronte alle mazzate che sta menando la Corte dei Conti si sono fermati.
Gli effetti di questa azione non sono irrilevanti.
Basti pensare ai milioni di euro persi in quanto Gesesa non è stata messa in condizione di attingere ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in quanto non considerato gestore del Servizio Idrico Integrato nel Sannio.
Con quei soldi si sarebbero potuto recuperare le notevoli perdite sulle vetuste condotte e quindi recuperare in pratica quell'acqua che soprattutto durante l'estate scarseggia fortemente.
Lo avevamo detto in Consiglio comunale, quando è stata approvata l'ultima delibera su Sannio Acque, ha ancora detto Farese, che sarebbe arrivata una nuova batosta dalla Corte. E così è stato.
Siamo in presenza di una occupazione militare delle istituzioni in danno del territorio.
Un sistema che non si ferma nemmeno dinanzi all'alt della magistratura.
Non lo accettiamo tutto questo ma non dovrebbero accettarlo nemmeno gli altri 75 comuni del Sannio che dovrebbero entrare in una società dove in tre Comuni hanno già deciso tutto.
Questo è feudalesimo.
Tornando all'inizio della riunione essa è stata aperta da Rosa Razzano, segretario cittadino del Pd, la quale ha sottolineato la necessità di questa conferenza Stampa per un profondo senso di responsabilità e per parlare senza ipocrisia.
Il Pd è una forza garantista e la garanzia costituzionale per noi vale per tutti ma questo non può essere usato come un alibi di responsabilità politica.
La vicenda che ci avvolge è cominciata lo scorso 30 marzo, ha ricordato Razzano, con l'arresto in flagranza di reato di Gennaro Santamaria. Poi lui stesso ha ammesso le proprie responsabilità dinanzi ai magistrati facendo esaurire così la credibilità di questo governo della città.
Come possiamo poi dimenticare l'immagine di questi dirigenti comunali, tutti poi indagati pesantemente, che erano sul palco del Teatro del Collegio de la Salle in una manifestazione elettorale per il figlio di Mastella?
E' stata l'immagine plastica dell'unione tra politica e pubblica amministrazione, senza differenziazione e terzietà.
I fatti odierni danno ragione alla nostra battaglia, se confermati.
Razzano ha sottolineato al sindaco Mastella che guidare una comunità non è un fatto privato e fare un passo indietro non è un'ammissione penale.
Non abbiamo poi mai accusato Mastella da un punto di vista penale atteso che i nostri rilievi sono solo di natura politica, ha concluso il segretario.
Stafano Orlacchio, dei Giovani Democratici, ha sottolineato come la linea politica del partito sia improntata alla coerenza.
Il patto, la fiducia, tra l'Amministrazione di maggioranza ed i cittadini, si è rotto ed anche per questo chiediamo con forza le dimissioni del sindaco.
In molti dimenticano che c'è anche una questione giovanile che è fortemente trascurata mentre avanza il tema di mala gestione della cosa pubblica.
In tutto questo però è bene ribadire che noi non siamo talebani che si aggrappano alla vicenda giudiziaria né siamo dei forcaioli.
Poi rivolto ai consiglieri comunali del Pd, Orlacchio ha detto di ringraziare il cosiddetto "giapponesi della foresta" che hanno resistito anche quando stavano da soli.
L'ultimo intervento è stato quello del capogruppo Floriana Fioretti che ha voluto sottolineare come il Pd quest'oggi accende i riflettori su questo terremoto giudiziario.
Questa è una delle stagioni più difficili in uno dei periodi più bui di una consiliatura che finalmente sta per finire, ha detto Fioretti.
Il tema non è giudiziario ma quello di garantire la onorabilità delle istituzioni.
Il tentativo goffo di sminuirne la portata di quanto accade è solo una ennesima autoassoluzione di questa maggioranza.
In Urbanistica avevamo segnalato da tempo le anomalie di pratiche che erano inspiegabilmente lente nell'incedere.
Ci siamo però scontrati con una strategia dilatoria di questa Amministrazione nel momento in cui ci siamo opposti al sistema.
Ora abbiamo sottoscritto tra tutti in consiglieri di minoranza, un documento con cui dichiariamo di non partecipare più alle Commissioni consiliari ed alla Conferenza dei capigruppo.
Infine, Razzano ha detto che il Pd e l'opposizione subisce anche degli apprezzamenti, con termini scortesi, che non meritiamo.
Noi non esprimiamo odio o risentimenti verso nessuno.
Osserviamo però che il sindaco ha 80 anni e che sarebbe opportuno oramai che lasciasse spazio ai giovani.
Per Raffaele De Longis l'abilità di Mastella è quella di buttarla in caciara non avendo una visione della città che possa reggere da qui ai prossimi venti anni. Che si è fatto con tanti soldi del Pnrr?