L'Azienda Ospedaliera "San Pio" ha adottato delle misure urgenti per assicurare la continuità del servizio al Pronto Soccorso dell'Ospedale "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" di Sant'Agata dei Goti

Il commento dei due candidati a sindaco della cittadina, Giovannina Piccoli e Carmine Valentino

L'Azienda Ospedaliera "San Pio" ha adottato delle misure urgenti per assicurare la continuità del servizio al Pronto Soccorso dell'Ospedale "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" di Sant'Agata dei Goti.
La struttura sanitaria, infatti, ha diffuso un avviso pubblico per l'assegnazione d'incarichi libero-professionali, rivolti esclusivamente a medici in pensione, da destinare all'Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Pronto Soccorso del presidio saticulano.
In proposito, ci sono i commenti dei due candidati sindaco.

"Accolgo con soddisfazione - ha affermato Giovannina Piccoli - la pubblicazione dell'avviso pubblico.
Si tratta di un segnale importante per il nostro territorio e per tutti i cittadini che, giustamente, chiedono garanzie sulla continuità e sull’efficienza dei servizi sanitari essenziali.
In questi mesi, nel ruolo di vicesindaco facente funzioni di sindaco, ho seguito con grande attenzione e senso di responsabilità la situazione del presidio ospedaliero saticulano, mantenendo costanti interlocuzioni istituzionali affinché non venisse mai abbassata l'attenzione su una criticità così delicata.
Oggi arriva un provvedimento concreto che rappresenta certamente una risposta emergenziale, ma comunque necessaria, per garantire la continuità assistenziale del Pronto Soccorso e scongiurare ulteriori difficoltà operative.
In una fase come questa, segnata anche dalla campagna elettorale, ritengo sia fondamentale mantenere serietà, equilibrio e spirito istituzionale su temi che riguardano direttamente la salute dei cittadini.
La sanità non può diventare terreno di polemica o strumentalizzazione politica, ma deve restare un ambito sul quale lavorare con responsabilità, dialogo e collaborazione tra istituzioni.
E' evidente che le interlocuzioni portate avanti in questi mesi sono servite a mantenere alta l'attenzione delle istituzioni competenti sulla situazione dell'Ospedale di Sant'Agata dei Goti e sulla necessità di intervenire rapidamente.
Naturalmente, siamo consapevoli che occorrano anche soluzioni strutturali e definitive per rafforzare stabilmente il presidio ospedaliero, valorizzare il personale sanitario e garantire ai cittadini servizi adeguati e sicuri.
Continuerò, con lo stesso senso di responsabilità istituzionale dimostrato finora, a seguire con attenzione ogni evoluzione riguardante il nostro Ospedale, nell'esclusivo interesse della comunità e della tutela del diritto alla salute".

"Ben venga - ha invece detto Carmine Valentino - qualsiasi iniziativa utile ad arginare una situazione diventata ormai insostenibile.
Sarebbe però sbagliato raccontare questo provvedimento come una soluzione definitiva: non lo è.
E', piuttosto, l’ennesimo tentativo di tamponare una ferita aperta da troppo tempo.
Il prossimo 18 giugno saranno trascorsi due anni da quando il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Sant'Agata dei Goti è stato ridimensionato negli orari e nelle funzioni.
Due anni di disagi, incertezze e servizi depotenziati per un intero territorio che continua a chiedere soltanto ciò che gli spetta: un presidio pienamente operativo, efficiente e realmente integrato nella rete dell’emergenza-urgenza.
Fa quasi sorridere assistere oggi a un improvviso risveglio collettivo dopo anni di silenzi, inerzia e sostanziale disinteresse istituzionale.
Per molto tempo si è parlato di una presunta "operosità silenziosa" che, nei fatti, non ha prodotto alcun risultato concreto.
Nel frattempo cittadini, associazioni, movimenti e opposizione consiliare che denunciavano criticità e disservizi venivano liquidati come "ammuinatori".
La verità è semplice: se oggi questo problema è finalmente al centro del dibattito pubblico è grazie a chi, in questi anni, non ha mai smesso di denunciarlo, anche quando farlo risultava scomodo.
Trovo singolare che qualcuno, mentre invita a non strumentalizzare questa vicenda, finisca poi per banalizzarla e utilizzarla a propria volta in chiave strumentale.
Qui non siamo davanti a una polemica politica qualsiasi, ma a una questione che riguarda il diritto alla salute e la sicurezza di un intero territorio.
Per questo, il mio richiamo è alla serietà, alla compostezza istituzionale e al rispetto della verità dei fatti.
Su questioni così delicate servono responsabilità, equilibrio e soprattutto soluzioni concrete, non propaganda o tentativi di riscrivere ciò che è accaduto in questi anni.
Servirebbero meno autocelebrazioni tardive e più onestà istituzionale.
Forse, per qualcuno, anche la dignità del silenzio.
C'è la necessità di aprire immediatamente una fase nuova, fondata su scelte strutturali e definitive, per restituire al territorio un Pronto Soccorso pienamente funzionante e garantire ai cittadini il diritto a un'assistenza sanitaria adeguata, sicura ed efficiente".

Argomenti