Proprio il 15 giugno ma di trent'anni fa, veniva costituito a Benevento il Comitato Scientifico Sannita di Riabilitazione.
Oggi alcuni dei costituenti non ci sono più ma Luigi Iacobacci, fisiatra e responsabile del Centro di Riabilitazione dell'Asl, non li ha dimenticati e li ha citati con non poca commozione nel corso della XV Edizione delle "Giornate Sannite di Riabilitazione" che hanno avuto inizio oggi pomeriggio all'Unisannio e chiuderanno i lavori il prosimo 17 giugno.
Iacobacci ha ricordato l'attivismo dei suoi colleghi, tutti specialisti in riabilitazione di chiara fama, donando ad essi, una targa ricordo.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti portati da Giuseppe Graziano per l'Unisannio.
Questo Ateneo, ha detto Graziano, si è mosso anch'esso nel solco della riabilitazione sia con la appena istituita Facoltà di Medicina, al momento dell'Università "Federico II" che tramite il corso di laurea in Scienze Motorie.
Ci auguriamo che gli ambiti sanitari rientrino a pieno titolo nel tessuto universitario dell'Ateno sannita.
A seguire è intervenuto Giovanni Iolascon, presidente nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione (Simfer), il quale ha voluto ringraziare Iacobacci per una serie di motivazioni tra cui certamente quella culturale facendo riferimento al ricco programma della tre giorni, un programma intenso su aspetti innovativi e tecnologici della ribilitazione.
Poi l'altro grande momento emozionale che mi ha regalto Iacobacci è stato quello di farmi trovare qui i miei maestri della riabilitazione.
La Simfer conta oggi circa 3mila iscritti ed è considerata una parte importante della società scientifica.
Relativamente all'Intelligenza Artificiale noi siamo quelli che abbiamo a cuore le persona con disabilità.
Non è la macchina che ci deve avanzare anche perché il cuore della riabilitazione è il fisiatra, ha concluso Iolascon.
A seguire ha preso la parola Luca Milano, presidente dell'Ordine dei Medici, che ha sottolineato essere questa un'Aula molto prestigiosa con tanti colleghi, anche giovani. Questo è il segno di una scommessa lanciata 30 anni fa, una scommessa che è stata vinta.
Siamo il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, con una popolazione così longeva e quindi occorre guardare alla riabilitazione tenendo conto che essa è rivolta anche a pazienti sempre più anziani.
La riabilitazione non cura solo l'organo ma riguarda l'intero individuo e con l'ingresso dirompente dell'Intelligenza Artificiale da gestire con mente critica e cuore nobile.
La parola è quindi passata al sindaco Clemente Mastella il quale ha ricordato che questo incontro di natura scientifica gli ha fatto tornare alla mente Eraclito che sperava che la medicina non fosse ermetica ma chiara.
La vostra, ha detto rivolto alla platea, è una scommessa per quel che accade nella sanità italiana il cui impegno finanziario non è alto.
Su ogni 100mila abitanti noi disponiamo di 100 posti letto mentre anche in Romania questo rapporto è molto più elevato.
Siamo, con il Giappone, il Paese che invecchia di più ma questo non vuol dire che i vecchietti debbano essere abbandonati.
In realtà l'assistenza puntuale non c'è e lo dimostra anche il fatto che il Decreto del Ministro della Salute sia stato prima annunciato e poi ritirto. E' come se fosse stata una forma di pressione.
Poi Mastella ha voluto pubblicamente ringraziare Luigi Iacobacci per tutto ciò che quotidianamente produce con il suo reparto di Riabilitazione dell'Asl.
L'intento è di avere una sanità partecipata non quella artigianale e non artificiale.
Diffidate, ha detto ancora Mastella, di questa Intelligenza Artificiale.
Alle ultime elezioni tutti dicevano che non avrei superato con il mio movimento politico il quorum che mi consentisse di eleggere il consigliere. Così non è stato.
Vorrei che l'Italia tornasse ad essere la patria dove si pratica la medicina più importante del mondo.
Anche riguardo queste nuove istituzioni, come la Casa di Comunità, vorrei che l'Asl avesse con le istituzioni un dialogo costante ma questo non avviene.
Poi il sindaco ha chiuso con una battuta.
Io personalmente sono un paziente da scartare perché mi abbatto solo quando sto veramente male ma già quando sto benino questa preoccupazione e docilità alle cure, scompare.
Qui si è inserito nuovamente Luca Milano che a proposito del Decreto Schillaci citato da Mastella, ha detto che con esso sarebbe scomparsa la figura del medico di base di cui invece Milano ha fatto l'elegia.
Addirittura ha parlato di un attivismo "eroico" anche nel corso della pandemia.
Noi di tutto questo non ce ne siamo accorti e non siamo stati i soli.
Lo abbiamo ascoltato MIlano, doverosamente, ma non siamo afftto d'accordo con questa sua difesa d'ufficio della figura del medico di base.
Durante il covid è proprio questa la figura medica che è mancata e che poi via via si è trasformata essenzialmente, fortunatamente non per tutti, nella produzione, a richiesta, di ricette per i medicinali e le analisi cliniche.
A chiudere i saluti istituzionali è stato il presidente della Provincia, Nino Lombardi, il quale ha parlato della necessità di umanizzare il comparto sanitario in un punto che è chiaro e che non ci pare conciliabile sopratutto in quella Sanità che viaggia con 24 distinte velocità.
Occorre sempre più sinergia per rispettare l'umanità delle persone.
Non dobbiamo perdere di vista il fatto che l'uomo debba essere sempre il protagonista ma con la tecnica le cose stanno cambiando e non vorremmo che anche nella sanità si adotti l'algoritmo di un numero.
Speriamo, ha concluso Lombardi, si allunghi la vita e non la vecchiaia.
A questo punto la sessione è stata inaugurata con la relazione di Luigi Iacobacci il quale ha sottolineato che questa edizione viene celebrata non solo come appuntamento scientifico ma anche come commemorazione di un trentennale di storia che è cresciuto in un contesto ribilitativo diverso e non strutturato e condiviso della vera ribabilitazione.
Ci siamo sempre mossi nella scia della nostra società scientifica, la Simfer. Da qui è iniziato tutto ed oggi non possiamo che rivolgere un deferente pensiero ai nostri fondatori che non ci sono più.
E qui Iacobacci si è molto emozionato nel citare i colleghi scomparsi.
Il programma di quest'anno, ha concluso Iacobacci, affronta temi di grande attualità tra cui l'Intelligenza Artificiale ma il valore umano deve restare centrale nel corso della cura.
A questo punto, prima dell'avvio della prima Sessione sul tema "Visioni er il futuro: Riabilitazione e nuove frontiere", il direttore Iacobacci ha consegnato le targhe ai costituenti del Comitato Scientifico Sannita di Riabilitazione. Questi i cinque insigniti: Nino Basaglia, Raffaele Gimigliano, Claudio Rumiano, Domenico Ricciardi e Luigi Iacobacci.
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