La recente inchiesta che coinvolge il Comune di Benevento impone una riflessione che va oltre la cronaca giudiziaria, la contesa tra schieramenti e l'indignazione popolare, commenta Gino De Nigris

La recente inchiesta che coinvolge il Comune di Benevento impone una riflessione che va oltre la cronaca giudiziaria, la contesa tra schieramenti e l'indignazione popolare, commenta Gino De Nigris

Le ipotesi di reato, alcune già ammesse, altre ancora da accertare, mostrano che la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa non regge nei fatti. Gli eventuali reati, però, non sono l'unico danno, né il più difficile da sanare. Simili vicende gettano infatti ombre su tante persone oneste ed anche su atti del tutto legittimi, erodono la credibilità delle istituzioni

Gino De Nigris (foto), già consigliere comunale e assessore a Palazzo Mosti, stimato sia nel ruolo di maggioranza che di opposizione, commenta, in una nota, le vicende che stanno interessando il Comune di Benevento.
"Gentile direttore - scrive - la recente inchiesta impone una riflessione che va oltre la cronaca giudiziaria, la contesa tra schieramenti e l'indignazione popolare.
Le ipotesi di reato, alcune già ammesse, altre ancora da accertare, mostrano che la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa non regge nei fatti.
Introdotta oltre trent'anni fa, sulle ceneri di Tangentopoli, con la riforma del pubblico impiego e poi consolidata nell'ordinamento degli enti locali, è stata affiancata da controlli interni, trasparenza e piani di prevenzione (Piao), strumenti che si sono dimostrati inefficaci ad intercettare le distorsioni del sistema.
E' soprattutto negli enti locali, dove il confine tra politica e burocrazia è più labile, che dirigenti e funzionari, avendo il potere di firmare contratti, nominare commissioni, gestire gare e risorse, acquistare beni e affidare direttamente servizi e lavori, possono trovarsi nella condizione di favorire o assecondare le richieste della politica, per debolezza o per tornaconto personale, alimentando così filiere corruttive che coinvolgono la politica, la burocrazia e il mondo imprenditoriale e professionale.
Gli eventuali reati, però, non sono l'unico danno, né il più difficile da sanare.
Simili vicende, quando emergono, gettano infatti ombre su tante persone oneste e su atti del tutto legittimi, erodono la credibilità delle istituzioni e indeboliscono la coesione di una comunità fondata sul benessere collettivo, sulla riduzione delle disparità e sul senso di appartenenza.
L'auspicio è che il prossimo governo della città, chiunque lo guidi, costruisca un'amministrazione che non presuma l'infallibilità delle persone e che accompagni la fiducia con una vigilanza costante.
Che metta in atto meccanismi capaci di far subito emergere ciò che non funziona, d'incidere sui comportamenti prima che si trasformino in condotte illecite e di rendere più difficile l'abuso, più visibile l'anomalia e più tempestivo il controllo".

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