La questione della mensa scolastica per il prossimo anno che è oramai non lontano da un nuovo avvio e la ristrutturazione di piazza Orsini, sono stati gli argomenti che hanno tenuto acceso il dibattito in Consiglio comunale

La questione della mensa scolastica per il prossimo anno che è oramai non lontano da un nuovo avvio e la ristrutturazione di piazza Orsini, sono stati gli argomenti che hanno tenuto acceso il dibattito in Consiglio comunale

Non è mancata nemmeno qualche battuta, a margine, riguardo la decisione che dovrebbe assumere il gruppo del Pd relativamente al voto da esprimere domenica per la presidenza della Provincia. Moretti e il suo annunciato consenso a Cataudo non riceve disapprovazione da chi deve ancora decidere...

La questione della mensa scolastica per il prossimo anno che è oramai non lontano da un nuovo avvio e la ristrutturazione di piazza Orsini, sono stati gli argomenti che hanno tenuto acceso il dibattito in Consiglio comunale.
Qualche battuta non è mancata anche sulla decisione, attesa per domani, del gruppo del Partito Democratico che dovrà stabilire che fare dopo l'annuncio di Angelo Moretti di votare Claudio Cataudo alle elezioni di domenica per il rinnovo della presidenza del Consiglio provinciale.
Sono stupiti, i più, dell'atteggiamento assunto dal Pd e dai cespugli che ad esso fanno riferimento.
Sono sempre gli stessi, non cambiano mai, è stato detto.
La questione non è di natura partitica.
Chi vota Cataudo non cambia bandiera e lascia il centrosinistra ma dà un segnale forte a quel mastellismo che a parole tutti contestano ma che poi nei fatti difficilmente si contrasta anche in momenti topici come questo, è stato detto grosso modo da taluni degli interessati.
Si è rivisto in Aula, dopo tempo immemorabile, anche Gerardo Giorgione (nella seconda foto in basso con di spalle Giovanni Zanone) la cui presenza qualcuno ha messo in relazione parimenti con la elezione di domenica, ma non se ne ha certezza.
I lavori del Consiglio hanno avuto inizio alle ore 10.02, con la soluta mezz'ora di ritardo sull'orario fissato.
Presenti in 29, 4 assenti, forse, Capuano, De Stasio, Farese, Martignetti, Miceli, Perifano, Piccaluga, Varricchio.
Ovviamente i numeri non si trovano perché il totale dei consiglieri è di 33 ma un dato così importante e che dà il via ufficialmente all'adunanza, è bisbigliato tra il segretario comunale ed il presidente del Consiglio, Renato Parente.
Seduta valida, è detto e si comincia.
Ai giornalisti tanto lontani dal banco della presidenza talvolta a stento arriva il numero dei presenti.
Figurarsi se si riesce a capire chi sono gli assenti e chi tra i presenti, è in aula e chi da remoto...
La Stampa è il pubblico, quello che dà valore alla seduta che è dichiarata essere pubblica.
Non si bisbiglia.
Si danno dichiarazioni chiare e con tono stentoreo.
Diciamo sempre le stesse cose, ne siamo consapevoli. Ma non ce ne stanchiamo.
Il primo punto all'ordine del giorno è stato: "Ratifica della deliberazione della Giunta comunale di Benevento numero 141 del 12 giugno 2026 avente ad oggetto: "Variazione in via d'urgenza al bilancio di previsione 2026-2028 ex articolo 175 comma 4 del Dlgs numero 267/2000".
Ha relazionato l'assessore alle Finanze Giovanna Razzano la quale ha detto che c'è stata richiesta dal Settore ambiente di 3.604,31 euro in aumento; dal Settore Affari Generali per carburante per 4.000,00 euro e 2.500,00 euro per vestiario e per autoriparazione per un totale di 10mila. Altri 150mila euro sono stati poi richiesti per la realizzazione di nuovi loculi cimiteriali.
La deliberazione è stata votata senza discussione con 18 favorevoli e 9 contrari.
Il secondo punto all'ordine del giorno è stato "Assestamento generale, salvaguardia degli equilibri e variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028 ai sensi degli articoli 175 comma 2 e 8 e 193 comma 2 del Dlgs numero 267/2000 e conseguente variazione al Dup 2026/2028".
Si tratta, ha detto Razzano nel presentare la deliberazione, di una sorta di tagliando finanziario di metà anno che consente la verifica dell’equilibrio di bilancio che va effettuato entro il 31 luglio.
Il Comune è in buona salute e lo dobbiamo dire.
Si tratta di 157mila euro, al 2025, del valore negativo così ridotto e siamo in un percorso positivo. Incremento delle entrate per le politiche sociali ha portato a 1.514.000 euro il totale del capitolo. E' stato anche incrementato il fondo per la povertà.
Permane l’equilibrio di bilancio, ha concluso Razzano.
Francesco Farese (nella prima foto in basso) ha detto che siamo ad una ricognizione dell’attività dell’Ente che si riflette su fatti contabili.
L’attenzione è però rivolta alle opere finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) con 10 progetti non ancora completati e che non rispettano gli obiettivi temporali.
E’ l’allarme dei revisori dei conti lanciato anche da noi consiglieri di opposizione e non solo sui tre cantieri più importanti ed evidenti.
Una variazione è stata poi richiesta dal Gabinetto del sindaco, ha proseguito Farese, che chiede somme per indennità sostitutive per mancato preavviso per 120/130mila euro, una somma considerevole, questa, perché?
E poi si parla di ferie non godute per un importo di 47mila euro arrivando a circa 60mila euro in totale e poi un'altra posta da altri 50mila euro.
In totale oltre 200mila euro per il personale, perché?
Sulla istruzione non troviamo poi alcun riferimento alla questione della mensa scolastica.
A rispondere è stato il consigliere delegato all'Istruzione, Marcello Palladino il quale ha detto che effettivamente la questione mensa sta creando apprensione e disagio in questi giorni.
Il Comune, ha precisato Palladino, non ha imposto il divieto del pasto portato da casa.
La decisione l’hanno presa i dirigenti scolastici ed i Consigli di Istituto.
Questo ha scombussolato tutto.
La gara d'appalto è pluriennale ed è calibrata su una media di 1.050 pasti al giorno con compartecipazione alla spesa a parte del Comune.
Con il divieto dei pasti da casa, la platea si è ampliata notevolmente fino ad arrivare, potenzialmente, a 2.066 pasti anche se forse resteremo tra i 700 e gli 800 pasti.
La nostra attenzione è sulla salvaguardia del cibo.
Ampliare la platea fino a raggiungere il numero di 1.700 pasti dovrebbe essere sufficiente, ha proseguito Palladino e questo consentirebbe di non indire una nuova gara d'appalto.
Non ci sono i tempi per fare il tutto prima del mese di ottobre quando dovrà cominciare la mensa scolastica.
Fino all’anno scorso il pasto da casa era previsto e consentito ma ora ci è stato detto dai dirigenti scolastici che non c'è personale per la sorveglianza e nemmeno i locali per evitare la contaminazione, da qui il divieto da parte delle scuole.
Siamo preoccupati quanto voi, ha ribadito Palladino, anche perché la questione non è semplice.
Angelo Moretti ha detto che non è stata preso in considerazione l'utilizzo dell'istituto della coprogettazione che consente, con le famiglie ed il centro di cottura, di cambiare l'andamento anche in fase di esecuzione dell'appalto.
Bisogna cambiare il proprio modello organizzativo.
E' alta la qualità della vita in una città quando funziona bene la mensa scolastica.
Non si può inseguire sempre la logica dell'appalto.
Giovanna Megna ha detto che questo è il risultato di quando non siamo in grado di realizzare un servizio che dia affidabilità alle famiglie.
Ora accertiamo che gli iscritti al tempo pieno sono il doppio dei pasti previsti.
Non possiamo scoprirlo oggi e mettere in condizione i dirigenti di assumere queste decisioni.
Siete voi, ha detto rivolta a Palladino, che avete creato le difficoltà perché non avete previsto quanto stava succedendo.
Vincenzo Sguera ha detto che stiamo discutendo da febbraio del problema mensa.
Siamo al 24 luglio e non abbiamo una risposta certa da dare ai cittadini.
Una gara nuova dovrà essere fatta ma intanto siamo tenuti a dare risposte e mi sembra inutile continuare a parlarne senza dare certezze nette e dire cosa succederà dal 1° ottobre.
Palladino ha risposto con una prima battuta: Megna chieda a Farese, mio predecessore, la programmazione come l'aveva organizzata.
Il pasto da casa, a parte la scuola "Torre" era stato sempre consentito.
Il problema è stato legato poi anche alla dipartita di Verdicchio ed un settore che non ha avuto un dirigente per tanto tempo.
Vietare il pasto da casa lo hanno stabilito i dirigenti scolastici che hanno detto: Lo vietiamo ed il Comune si arrangi.
Ovviamente se il Comune sarà chiamato a coprire le spese per altri pasti non previsti sin qui, non si esclude che si debba intervenire anche sulle tariffe per recuperare i fondi necessari per la quota parte del Comune.
Una forma di collaborazione istituzionale occorrerebbe per evitare l'annullamento della gara in atto.
Ritengo che per quest'anno si deve arginare il problema trovando i fondi necessari per corrispondere allo stimato aumento dei pasti.
Razzano ha risposto a Farese sulle spese relative al personale.
Esse sono connesse alla risoluzione contrattuale con Verdicchio ed a quella con Santamaria. Al primo saranno liquidate.
La delibera ha ottenuto 19 voti favorevoli ed 11 contrari.
Il terzo punto all'ordine del giorno è stato: "Rinvenienze Pics-Por 2014/2020 - intervento di "valorizzazione dell'area circostante il duomo e il museo diocesano per una migliore fruibilità ai fini culturali e turistici" cup: J81B24000740006. Approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) con contestuale apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità".
Ha relazionato l'assessore ai Pics, Francesco De Pierro, il quale ha detto che ci si riferisce ad un intervento in un luogo che conosciamo come piazza Orsini, una piazza che porta ancora i segni di una ferita antica, quella dei bombardamenti del 1943.
Nessuno dei disegni dei precedenti urbanisti è arrivato a compimento.
Ora si realizza una piazza che lo strumento urbanistico già prevede e quindi è possibile dare l'avvio al procedimento di esproprio senza ulteriori variazioni.
Con la delibera si chiede di approvare il progetto per un importo di 2.242.000 con 680mila euro previsti per la procedura espropriativa che sarà finanziata con l'accensione di un mutuo.
L'intento, ha concluso De Pierro, è quello di restituire dignità urbana a quell'area e di colmare quel vuoto che dura da circa ottant'anni.
Quello che facciamo è dunque una cosa buona e giusta.
Salvo imprevisti, a settembre sarà inviata la procedura di gara.
Ad intervenire è quindi stato Antonio Iadicicco, dirigente del Settore Opere Pubbliche, che si è aiutato nell'esposizione con delle slide.
Non si tratta di una rigenerazione urbana, ha detto Iadicicco, ma di una riqualificazione urbana.
In parte la zona venne risanata con la ricostruzione del Duomo completamente distrutto dalle bombe alleate.
Poi ci fu l'intervento con il Concorso Internazionale di Gabetti ed Isola ed è rimasta l'area non risolta di piazza Orsini che noi vogliamo riportare a spazio compiuto e fruibile.
Il progetto più apprezzabile su quest'area, è stato quello di Zevi e Rossi alla fine degli anni '80.
Alla fine però alla città altro non è rimasto che un'area degradata destinata a parcheggio.
Il progetto attuale chiude un percorso durato oltre trent'anni.
Si tratta di un progetto estremamente equilibrato che utilizza materiale in continuità con l'idea di Nicola Pagliara e della attuale pavimentazione di corso Garibaldi.
Sono 87 i proprietari coinvolti nella procedura espropriativa, una procedura certamente complessa.
Lo scopo di questi lavori è di risolvere il disordine ed il degrado urbano.
Lì saranno posizionate anche le colonne sopravvissute ai bombardamenti del Duomo e come alberi saranno messi a dimora i ciliegi, ha concluso Iadicicco.
Floriana Fioretti ha detto: Finalmente si mette fine ad una vicenda che dura da 80 anni e lo si fa con un intervento che rappresenta la cerniera di accesso al suo assetto commerciale e turistico con quello del centro storico.
Attenzione alla procedura espropriativa, ha ammonito Fioretti, che può rischiare di bloccare la realizzazione dell'opera.
Ci saranno delle aiuole basse ma non alberi che invece sarebbe stato utile prevedere.
Giovanna Megna ha detto che si sarebbe auspicata una doverosa interlocuzione con i cittadini.
E’ un intervento modesto ed è solo di maquillage.
Sin qui è stato dato ossigeno ai commercianti utilizzando la piazza come parcheggio ma ora siamo rimasti inerti anche in questa fase di attesa dei lavori.
Angelo Miceli ha detto che è ovvia che la nuova destinazione d’uso ed è ovvio che non fosse più tutelato il parcheggio.
Ci viene proposto un progetto con l’immaginario percorso di Pagliara, va bene ma avremmo immaginato un po' di aree a verde in più.
Vincenzo Sguera ha detto che il progetto bisogna intenderlo anche come la volontà dell'Ente d'intervenire sull'immobile di piazza Duomo dando in questo modo a capire che c’è stata una visione d'insieme?
Sguera ha anche chiesto di conoscere il rapporto economico con i privati e la stima dei terreni.
Angelo Moretti ha voluto subito fare un plauso a Iadicicco riguardo al metodo di presentazione del progetto.
Con una discussione proficua si doveva agire anche per piazza Risorgimento e per la scuola "Federico Torre".
I Giardini Simeone sono ben fatti e se questa amministrazione avesse fatto cose così, avrei dato la mia approvazione, invece mi astengo  perché non c'è un disegno collettivo con piazza Duomo.
Luigi Scarinzi ha detto che il giudizio estetico su un'opera pubblica sollecita i gusti di tutti i cittadini, è vero, ma è impossibile accontentare tutti i 60mila abitanti.
Va solo sottolineato il coraggio politico di un'amministrazione che ha avuto l'ardire di affrontare il problema che da trent’anni è rimasto irrisolto e non un concorso di bellezza.
Antonio Picariello ha detto che finalmente si interviene su un rettangolo di asfalto.
Iadicicco nella risposta ha detto che il sagrato dinanzi al Duomo sarà personalizzato ma questo sarà frutto di uno studio approfondito.
Il persistere del parcheggio, infine, non ci è stato più autorizzato dai proprietari per questo lo abbiamo vietato.
Il sindaco Clemente Mastella ha detto che al suo arrivo come primo cittadino ha trovato parcheggio Orsini; parcheggio piazza Risorgimento; parcheggio cardinal Pacca.
L'estetica produce a seconda delle circostanze.
Su piazza Risorgimento a me interessava che fosse una piazza frequentata e così è.
Per il Duomo parcheggio da una parte e mamozio dall'altra mai visto.
Con questo progetto abbiamo invece fatto una bella cosa.
La deliberazione è stata infine votata con 19 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti.
Il quarto punto all'ordine del giorno ha riguardato "Riconoscimento Dfb - articolo 194, comma 1, lettera a) Tuel - scheda di rilevazione della partita debitoria numero 15/2026 - sentenza n. omissis/2026 del 15 gennaio 2026 emessa dal Giudice di Pace di Benevento resa nel procedimento n. R.G. omissis/2023".
Razzano nel relazionare ha detto che si tratta di una spesa di 162 euro.
Scarinzi ha detto che c'è l'obbligo di deliberare in quanto si è generato un debito. E’ una questione di metodo.
Se ci fosse stata più accortezza ed attenzione non saremmo arrivati a questo e ad altri debiti.
Ha annunciato quindi il suo voto favorevole dopo aver dichiarato in Commissione che avrebbe votato contrario.
Farese ha ricordato che questo Consiglio approvò una delibera che impegnava il segretario comunale a redigere periodicamente una relazione sui debiti fuori bilancio.
Una volta sola è stata fatta molto tempo fa, poi non più.
Rinnovo quindi l'invito a dare esecuzione al deliberato.
La votazione ha visto 16 favorevoli e 6 contrari.
Infine il quinto punto all'ordine del giorno: "Ordine del giorno/mozione disegno di legge "Consenso".
La votazione ha visto 20 favorevoli ed 1 astenuto.
Il Consiglio ha avuto termine alle 12.30.

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