La disputa feroce tra Mastella e Del Basso De Caro partorisce un manifesto satirico che non è però accettato dal Partito Democratico che sta valutando di proporre querela per diffamazione aggravata

La disputa feroce tra Mastella e Del Basso De Caro partorisce un manifesto satirico che non è però accettato dal Partito Democratico che sta valutando di proporre querela per diffamazione aggravata

I sei consiglieri in esso ritratti pensano invece di rispondere pan per focaccia. C'è solo da scegliere, ci è stato detto. Mastella ed i suoi ne hanno tanti di punti deboli che meritano un... manifesto

I toni crescono nella disputa tra Noi di Centro e il Partito Democratico.
Diciamo in maniera più pragmatica: Tra Mastella e Del Basso De Caro.
Il leader di Ndc, Clemente Mastella, insiste, forse anche contro ogni ragionevole sua prerogativa, che il Pd sannita e beneventano in particolare non avrebbe dovuto tirargli un tiro mancino così forte ed evidente, proprio a lui che è un componente di quel campo largo che contribuisce a reggere le sorti della Regione Campania..
Tutti i cinque consiglieri comunali del Pd, con l'aggiunta di Angelo Moretti di Civico 22 e componete della Direzione Provincile del Pd, hanno votato contro il suo candidato alla presidenza della Provincia, Nino Lombardi, che poi ha stravinto le elezioni.
Non hanno fatto come altri, i sei, che secondo noi, come abbiamo già più volte scritto, hanno sbagliato astenendosi dal voto, un'azione questa che ovviamente agevola il candidato mastelliano ed è quasi come se avesse votato a suo favore.
I sei del Pd e di Civico hanno invece votato contro e per farlo hanno dovuto scegliere l'unico altro candidato in competizione, Claudio Cataudo del cosiddetto e inesistente Centrodestra un candidato che, oggettivamente, non è affatto un estremista di destra ma un moderato centrista, proprio come Mastella con cui condivide le origini ceppalonesi.
L'obiettivo del voto contrario, come abbiamo più volte scritto, è stato coerente con la politica di contrasto al mastellismo.
La cosa è andata male perché non c'è stato il seguito, forse previsto e sperato, ma era questo il momento topico e irripetibile per fermare Noi di Centro e andava colto.
Mastella questo non lo vuol capire nonostante la sua grande esperienza e continua a mandare avanti tutti gli esponenti del suo partito, tutti a dire come un mantra sempre le stesse cose ed a minacciare la rottura di un accordo con il campo largo.
Una minaccia, nulla di più e qui Mastella, per differenziarsi per coerenza dal Pd, che critica, dopo questa caterva di avvertimenti e di minacce, dovrebbe solo ritirare la sua delegazione alla Giunta regionale e il sostegno alla maggioranza che regge Fico.
Non lo fa e non lo farà mai e dunque è poco credibile quando urla alla luna.
Allora, pesca nella memoria e ripropone vecchi modi di contestazione, che peraltro quando scritti bene, come questo, sono efficaci, e ci riferiamo al manifesto satirico.
Questo però non è piaciuto affatto al Pd che sta seriamente pensando di proporre querela per diffamazione aggravata.
I sei consiglieri ritratti, invece, starebbero pensando di rendere pan per focaccia.
C'è solo da scegliere, ci è stato detto. Mastella ed i suoi hanno tanti punti deboli che meritano un... manifesto.
Nelle prossime ore si vedrà come andrà a finire, se ci sarà anche un risvolto penale o se si resterà nell'ambito della satira, anche feroce, ma non da Tribunale.

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