Inizia un viaggio nelle sculture di bronzo della città praticamente sconosciute ai più. In esse la storia del capoluogo attraverso autori anche noti che ci hanno lasciato una loro traccia indelebile

Inizia un viaggio nelle sculture di bronzo della città praticamente sconosciute ai più. In esse la storia del capoluogo attraverso autori anche noti che ci hanno lasciato una loro traccia indelebile

Si comincia con "La Sapienza" a San Filippo che fu costruita tra il Teatro Romano e Port’Arsa. Fu la terza scuola comunale a nascere in città, dopo "Mazzini" a piazza Risorgimento e "Colonnette" a via Torre della Catena. L'autore dell'opera fu Michele Guerrisi, celebre scultore di origini calabresi

Nel 1962 fu inaugurato un nuovo edificio scolastico, la scuola elementare San Filippo, che fu costruita tra il Teatro Romano e Port'Arsa.
Fu la terza scuola comunale a nascere in città, dopo "Colonnette" e "Mazzini" a piazza Risorgimento.
Era una scuola semplice, in un essenziale linguaggio razionalista, tipico dell'architettura neorealista italiana del dopoguerra.
L'unica nota "artistica", per dare una dignità educativa all'edificio, fu una statua in bronzo collocata sulla facciata, in cima alla scalinata che conduceva all'ingresso.
Una figura femminile, in abiti antichi, con lo sguardo rivolto verso l'alto e un dito sollevato, mentre nell'altra mano tiene un libro, forse la dea Minerva o semplicemente un'allegoria della sapienza
Di questa statua nessuno si è mai occupato e di fatto è rimasta finora un oggetto misterioso senza paternità.
In effetti non è un manufatto anonimo, in quanto alla base si legge chiaramente la firma dell'autore: Guerrisi.
L’autore è quindi Michele Guerrisi, celebre scultore di origini calabresi.
Era nato a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria nel 1893.
La passione per l'arte lo accompagnò fin dall’infanzia, ma fu avversata dai genitori che lo avviarono agli studi classici.
Lui, caparbiamente, non lasciò l'educazione artistica e nel 1916, all'età di 23 anni, conseguì a distanza di pochi mesi sia la laurea in Lettere a Roma sia il diploma in scultura all'Accademia di Napoli, dove fu allievo di Achille D'Orsi e Luigi De Luca.
Scelse la carriera artistica, che svolse a Napoli, per tutto il Ventennio.
In questa fase partecipò a numerosi concorsi per i monumenti ai caduti della Prima Guerra Mondiale, vincendone diversi.
Tra gli altri, realizzò anche il monumento ai caduti a Montecalvo Irpino, paese dell'avellinese molto vicino a Benevento.
Nel 1941 ci fu il trasferimento a Roma, dove ebbe una cattedra di scultura all'Accademia romana, della quale, un decennio dopo, divenne anche direttore.
In questa città ha poi operato fino alla scomparsa.
Professionista sempre attento alle sue realizzazioni, ebbe numerosi incarichi ufficiali, ad iniziare dalla statua raffigurante la Filosofia per il palazzo della Civiltà e del lavoro dell'Eur.
Tra le opere successive ricordiamo la Deposizione per la chiesa di San Giovanni Bosco (1958) o la porta centrale per la chiesa degli Artisti di Santa Maria del Popolo (1963) a Roma.
La morte lo colse il 29 aprile 1963, ancora nel pieno dell'attività.
In pratica, possiamo ritenere che quella realizzata per la nostra città di Benevento sia stata una delle ultime opere, prima di morire.
Michele Guerrisi fu uno scultore di convinta ideologia classicistica, sempre contrario a qualsiasi sperimentazione astratta o a derive avanguardiste.
Anche la statua progettata per la scuola San Filippo rientra in questa visione estetica.
La figura femminile rimane ben salda all'ideale classico, pur in una modernità formale che risente della metafisica novecentesca.
La donna, metafora della sapienza che indica la strada della conoscenza ai fanciulli, ha un aspetto e un’espressione decisamente solenne.
In mano ha un libro, sul quale sono incise alcune frasi in latino.
Al primo rigo è scritto Unum ed omni.
Ma la vera sorpresa è la frase che segue: Solus sapiens est veraciter homo, che in italiano significa "solo il saggio è veramente uomo".
E' la citazione che non ti aspetti, perché è di un filosofo decisamente poco noto, Charles de Bovelles.
La frase è contenuta nella sua opera principale Liber de sapiente del 1509.
Essa esprime l'idea che, sebbene tutti gli esseri umani condividano la stessa natura biologica, solo chi eleva la propria ragione attraverso la saggezza realizzi pienamente l'essenza umana.
Guerrisi, come abbiamo prima ricordato, era anche laureato in lettere.
Non deve quindi sorprenderci la sua eccellente cultura filosofica, che lo rendeva edotto anche di un filosofo rinascimentale come Charles de Bovelles.
Quando io ho frequentato la scuola elementare San Filippo, tra il 1965 e il 1970, nessuno mi ha mai spiegato il significato di quella frase incisa sul bronzo, proprio all'ingresso della scuola dove andavo tutte le mattine.
Forse, chissà, mi sarebbe piaciuto saperla allora, perché oggi, a distanza di sessant'anni, la sottoscrivo in pieno.
Forse, senza saperlo, è stato il mantra della mia vita.
Forse qualcuno si chiederà, come mai una statua, anche di un artista importante, non priva di valore artistico e di significato culturale, sia stata collocate proprio davanti ad una scuola di periferia di una piccola cittadina di provincia?
In realtà fu per effetto di una legge approvata proprio in quegli anni: la legge 29 luglio 1949, numero 717, dal titolo "Norme per l’arte negli edifici pubblici".
Tale legge stabiliva, in linea di massima che, nella realizzazione di edifici pubblici, il cui importo superava una certa soglia, si dovesse destinare un 2% alle opere d'arte di abbellimento o di decorazione.
Proprio grazie a questa legge fu bandito un concorso, che possiamo solo ipotizzare dato che non abbiamo documentazioni in tal proposito, che portò alla realizzazione di questa statua.
Statua che, peraltro, non ha mai riscontrato alcun interesse nella cultura locale, visto che è da sempre ignorata.
In seguito al terremoto del 1980, la scuola di San Filippo fu adibita ad alloggio temporaneo per i senzatetto.
Per renderla di nuovo agibile come scuola, fu avviata una ristrutturazione, con un radicale restiling architettonico, su progetto dell’architetto Nicola Pagliara, allora dirigente dell'Ufficio di Piano del Comune di Benevento.
A seguito di questo progetto, la statua fu spostata dalla sua collocazione originaria, e collocata dove ora si trova, sulla sinistra della rampa di accesso alla scuola.
Il risultato è che la statua, oggi, è assolutamente mortificata dall'essere in un'orribile fioriera, circondata da erbacce e cartacce.
Speriamo in un futuro migliore.

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