Il sindaco, Clemente Mastella, ha avuto un colloquio telefonico con i vertici dell'Istituto Zooprofilattico Regionale, dopo aver letto una minuziosa relazione del Dipartimento Igiene dell'Asl sulla moria di pesci nel fiume Calore
Il sindaco, Clemente Mastella, ha avuto un colloquio telefonico con i vertici dell'Istituto Zooprofilattico Regionale, dopo aver letto una minuziosa relazione del Dipartimento Igiene dell'Asl sulla moria di pesci nel fiume Calore.
"La moria - spiega Mastella - è stata determinata da cause di natura organica, ed è stata episodica.
Dall'Istituto mi segnalano anche che in genere dalla loro vasta esperienza in materia, "i pesci in periodi estremamente caldi e siccitosi, muoiono per carenza di acqua e quindi asfissia da carenza di ossigeno".
Dispiace per la moria di pesci, il ciclo naturale però, a leggere i dossier delle autorità preposte, ha già determinato il ripopolamento ittico. Dell'eventuale scarico inquinante si occuperà la magistratura se accerterà colpe specifiche.
Già nel 2014, quando a capo del Consorzio Asi c'era chi, oggi a capo dell'opposizione, sembra avere le soluzioni per tutto che non aveva allora, come si rileva da una ricerca sulla stampa dell'epoca, c'erano problemi di scarichi abusivi e i titoli erano gli stessi.
L'episodio c'è stato, il fiume però oggi è sano, la natura del fenomeno è stata definita dall'Asl "transitoria", la fauna ittica ripopolata.
Eppure ad agosto, Benevento sembrava diventata un'altra Seveso.
Addirittura un movimento pseudo-civico prefigurò il disastro ambeientale, con un esposto, diffuso ai media.
A chi giova diffondere urbi et orbi l'immagine di un fiume cloaca, quando c'è stato un episodio? Fa male solo alla città.
Non insabbiare, ma ingigantire e drammatizzare fa più danni ancora.
Questo ingigantire strumentale dei problemi fa male alla città: se un turista, allarmato da notizie e manifestazioni, avesse rinunciato, in quei giorni, ad una gita a Benevento, a chi avrebbe nuociuto a me, all'amministrazione o alla città e alle attività?
Tranne che un compito di vigilanza sulla salubrità ambientale e la salute pubblica, questo dell'inquinamento fluviale non è una competenza diretta del Comune.
Eppure non si è esitato a venire addosso all'amministrazione, per mettere pressione politico-mediatica.
Nessuno vuole minimizzare, ma le strumentalizzazioni sono evidenti.
Intanto mentre gli altri parlano, noi realizzeremo il depuratore che la città non ha mai avuto: questo è un dato di fatto".