Il "Sannio Festival della voce e della canzone napoletana" ha offerto alla città di Benevento un sabato impreziosito dalla presenza di Antonello Rondi, 84 anni, uno dei cantanti più rappresentativi ed iconici della canzone partenopea
Il "Sannio Festival della voce e della canzone napoletana" ha offerto alla città di Benevento un sabato impreziosito dalla presenza di Antonello Rondi, uno dei cantanti più rappresentativi ed iconici della canzone napoletana, appunto.
La manifestazione, giunta alla VI edizione, è stata voluta da Luigi Ottaiano (nella foto di apertura è a destra ed a sinistra è Rondi), responsabile del progetto e docente al Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala".
Nel primo pomeriggio c'è stata anche una Masterclass Anniversario per i 100 anni dalla morte di Giovan Battista De Curtis e questo ci ha consentito di ascoltare nove canzoni della tradizione napoletana molto bene interpretate da Rita Ciccarelli (nella seconda foto in basso è con Rondi), accompagnata al pianoforte da Gennaro Benvenuto (nella ottava foto in basso), una allieva del Conservatorio "Nicola Sala", che quest'anno concludereà i suoi studi accademici.
Due di queste canzoni nel programma, "Amalia" e "I' m'arricordo e te", sono state cantate da Antonello Rondi (nella pima foto in basso) accompagnato al pianoforte da Pippo Noviello (nella settima foto in basso).
L'ultima interpretazione è stata fatta in tandem da Ciccarelli e Rondi. A loro due Ottaiano ha affidato l'interpretazione della indimenticata "Torna a Surriento".
Al termine della Masterclass abbiamo scambiato qualche battuta con Antonello Rondi (nella terza foto in basso è al centro mentre a sinistra è Gennaro Del Piano ed a destra Luigi Ottaiano), volto e fisico che non accusano la sua vera età.
Una vita, abbiamo detto a Rondi, passata sulle tavole del palcoscenico e dedicata essenzialmente e completamente alla canzone napoletana.
Oggi lei è a Benevento a seguire questa iniziativa del maestro Ottaiano che celebra la canzone napoletana.
Il Conservatorio "Nicola Sala", grazie alla passione ed alla capacità professionale di Ottaiano, vanta un record mondiale che è quello di avere una cattedra dedicata proprio alla Canzone Classica Napoletana.
Lei oggi viene a mettere il suo preziosi sigillo a questo Festival.
Sono felicissimo di questo invito, ci ha risposto Rondi. Con Luigi Ottaiano sono veramente in simbiosi per quanto riguarda la canzone napoletana che andrebbe meglio valorizzata e divulgata soprattutto in questo periodo un po' strano.
Benevento è una città eccezionale e non lo dico perché oggi ne sono ospite.
Sono stato tante volte in questa vostra città e sono stato sempre accolto con amore. Una città che ama molto la canzone napoletana.
Debbo confessarle che da napoletano, dei quartieri spagnoli, mi amareggia il fatto che il nostro pur prestigioso Conservatorio di Napoli, il "San Pietro a Majella" non abbia mai fatto e non faccia la stessa cosa.
Un Conservatorio così importante che trascura questo segmento della musica e non fa la stessa cosa, non mi piace.
Sì, siamo intervenuti noi, li non è il primo artista a sottolineare questo aspetto. Da Napoli quasi ci invidiano per questa cattedra della Canzone Classica Napoletana.
Sì, ci ha risposto Rondi, tolga pure il quasi, vi invidiamo.
Forse questa manifestazione potrebbe anche spingere ed incentivare in qualche modo anche il "San Pietro a Majella" a muoversi in questa direzione ma non se ne parla proprio.
Ma non fa nulla. L'importante è che si faccia e che si fa a Benevento peraltro in maniera perfetta dal maestro Ottaiano.
Di solito l'uomo di palcoscenico, abbiamo ancora detto ad Antonello Rondi, l'attore di teatro riesce meglio a gestire l'età, ben più difficile è invece per un cantante che arrivato ad ad un certo punto, per cause naturali, vuole o non vuole, deve interrompere la sua carriera artistica.
Noi l'abbiamo ascoltata stasera e la sua è una voce cristallina, pulita, senza sbavature, passionale, come se fosse non quella di un ventenne, in quanto se lo dicessimo potrebbe apparire una adulazione nei suoi confronti, ma certamente di un cantante maturo che ha ancora davanti a sé una strada lunga da percorrere...
Mi ritengo abbastanza fortunato sotto questo aspetto, ci ha risposto Rondi, ma credo che una piccola ragione la potrei trovare nel fatto che ho iniziato a cantare che non ero molto giovane.
I miei esordi sono stati intorno ai 26 anni.
Abitualmente si comincia tra i 15 ed i 16 anni, se non prima.
Io sono del 1942, ho 84 anni. Non ho vergogna a dichiarare la mia vera età.
Un mio discografico, al riguardo, una volta mi disse: Antone'. Tu hai cominciato tardi ed ora ti devi nascondere 10/12 anni e te lo puoi permettere e così io fino a poco tempo fa, fino ad 80 anni, a tutti apparivo come chi avesse dieci anni in meno.
Poi ho fatto una bella festa al Maschio Angioino di Napoli e dietro il tavolo con la torta c'era una grande scritta: "Ho...ttanta voglia di cantare ancora" e qui lì fu svelata la mia vera età.
Me li porto bene ed in tanti mi dicono: maestro ve li portate proprio bene, sembrate molto più giovane. Io allora rispondo con una battuta: Sì, questo è il contenitore me devi vedere il contenuto...
Di questa lunga carriera, abbiamo infine chiesto a Rondi, cosa ricorda con particolare affetto ed emozione?
Il ricordo più emozionante, ci ha risposto, è stato quando mi trovavo in un locale a Napoli e c'era il maestro Bruno Vitale, che è scomparso un mese fa. Mi ha accompagnato lui in tutto il mondo nei vari concerti.
Con lui feci un provino ad una casa discografica ed una volta favorevolmente superato mi proposero un contratto discografico. Firmai un impegno di tre anni con l'opzione per il rinnovo per altrettanti anni.
Per me fu una emozione grandissima anche perché dopo questa firma incisi dei brani tra cui "Vierno".
La radio Rai in quegli anni, parliamo della fine degli anni Settanta, trasmetteva una trasmissione fatta di canzoni napoletane.
Al presentatore piacque molto questa "Vierno" di Antonello Rondi al punto che ogni volta la mandava in onda.
Io stavo vicino alla radio, me la abbracciavo, mi mettevo con l'orecchio vicino e lì mi mettevo a piangere...
Questo è stato forse il ricordo più importante per me perché rappresentava la mia consacrazione, era nato qualcosa, ha concluso Rondi.
Alla successiva Masterclass Anniversario dei 50 anni dalla morte di Giuseppe Cioffi, è stato presente anche Claudio Carluccio (nella quarta foto in basso è a destra ed a sinistra è Ottaiano), allievo e figlioccio di Roberto Murolo che ha iniziato a cantare all'età di dieci anni.
A sedici anni ha composto le prime canzoni partecipando al concorso voci nuove di Castrocaro Terme (1976) per il quale fu scelto direttamente da Gianni Ravera, il patron.
Di lui è stato scritto che offre allo spettatore tutta la dolcezza di cui è perleata la canzone classica napoletana, come d'incanto si trasforma, per proporre con gusto, garbo ed ironia quanto basta, le più celebri macchiette napoletane.