Il gruppo di minoranza a Sant'Agata dei Goti "Radici e Futuro" attacca sulla questione legata ai conti del Comune

Il gruppo di minoranza a Sant'Agata dei Goti "Radici e Futuro" attacca sulla questione legata ai conti del Comune

Il sindaco Piccoli ripete che i conti sono in ordine e che il disavanzo è solo un "effetto tecnico". Ma i fatti scritti nella delibera firmata da loro stessi raccontano un'altra storia

Il gruppo di minoranza a Sant'Agata dei Goti "Radici e Futuro" attacca sulla questione legata ai conti del Comune.
"Il sindaco Piccoli - si legge nella nota inviata alla Stampa - ripete che i conti sono in ordine e che il disavanzo è solo un "effetto tecnico".
Ma i fatti scritti nella delibera firmata da loro stessi raccontano un'altra storia.
Si continua a mentire sapendo di mentire! E si continua a non dare risposte.
Perché, se il Comune è finanziariamente sano come "sbandierato" in più occasioni, hanno approvato lo schema di rendiconto il giorno stesso delle elezioni?
La Legge fissa il termine per l'approvazione del rendiconto al 30 aprile, loro lo hanno fatto con più di venticinque giorni di ritardo.
I cittadini sono andati alle urne senza aver potuto leggere i numeri ufficiali del proprio Comune.
Il sindaco attuale, prima facente funzione, continua a non dire, anche nell'ultimo comunicato stampa, cose importanti e fondamentali come, ad esempio, che il disavanzo di oltre 2,6 milioni di euro, dovrà essere ripianato nei prossimi anni sottraendo risorse ai servizi.
Lo chiamano "tecnico": a pagarlo saranno comunque i santagatesi.
Oppure come i quasi 4 milioni di euro di entrate che sono considerate "difficili da incassare", riguardo alle quali, nel comunicato si nega ogni problema di riscossione, mentre il documento ufficiale, la delibera del 25 maggio, dice il contrario: negli ultimi sette anni non sono stati in grado di risolvere il problema, anzi hanno occultato una aggravata situazione.
Inoltre, non parla mai di un altro dato presente nella delibera: Nel 2025 il Comune ha speso più di quanto ha incassato.
Questo significa che è tutto in ordine?
I cittadini meritavano di sapere queste cose prima di votare, non il pomeriggio dello stesso giorno, alle 13.51, con un'approvazione, oltretutto, da remoto.
Non è una questione burocratica: è una questione di rispetto e di trasparenza!

 

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